mostre sold out

Pubblica e privata, la secolare «doppia vita» delle borse esposta al V&A di Londra

Dopo due rinvii per il Covid, apre al Victoria & Albert Museum di Londra la grande mostra sulle borse nella storia e sulla storia delle borse. Parla la curatrice, l’italiana Lucia Savi

di Nicol Degli Innocenti - LONDRA

Victoria Beckham, powder box bag, Autumn-Winter 2018. United Kingdom Victoria and Albert Museum, London.

3' di lettura

Rinviata due volte a causa del lockdown, apre finalmente al Victoria & Albert Museum di Londra la grande mostra sulle borse nella storia e sulla storia delle borse. Bags: Inside Out è già sold out fino al 2021, dimostrazione dell'interesse per un accessorio così essenziale, multiforme, eclettico e divertente.
Interesse che non può essere scalfito neanche dalla pandemia: le borse, come mette in evidenza la mostra che segue la loro evoluzione dal 16esimo secolo a oggi, hanno sempre saputo adattarsi al momento storico e alle mutate esigenze.

Le borse che non ti aspetti

Con la diffusione della cartamoneta nel Settecento si diffondono borse piatte con scomparti discreti per le banconote, visibili in una teca. In un’altra invece si vede una minuscola borsetta in seta e perline che nell’Ottocento andava portata in vita per portare monete mantenendo libere le mani. In un’altra teca un’elegante borsa di pelle nera dei primi anni Quaranta, abbellita con le iniziali della proprietaria: all’interno però ha uno scomparto speciale per la maschera a gas, essenziale a Londra durante la seconda guerra mondiale.

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A Londra in mostra le borse piene di segreti, da Churchill a Grace Kelly

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La curatrice della mostra, l’italiana Lucia Savi, ha passato due anni a selezionare oltre 300 borse, scegliendo alcune delle più significative nel vasto archivio del V&A e prendendone altre in prestito da personaggi celebri come Victoria Beckham, Jane Birkin e Kate Moss. La Savi è affascinata dalla “doppia vita” della borsa, al tempo stesso oggetto estremamente pubblico ed estremamente privato. È uno status symbol visibile che comunica in modo immediato qualcosa di noi, ma al suo interno nasconde i nostri segreti, rendendo invisibili agli altri gli oggetti che ci portiamo dietro.

Elisabetta II e Margaret unite dalla borsa

Una borsa può anche diventare parte di un personaggio: difficile immaginare la Regina Elisabetta II senza la sua borsa parcheggiata sull’avanbraccio oppure Margaret Thatcher senza la sua borsa in (finto) coccodrillo che chiamava «il mio scettro». Entrambe sono in mostra, così come la ben diversa borsa di seta verde e dorata creata da Paloma Picasso per la principessa Margaret, tanto colorata e divertente quanto è rigida e severa la borsa della sorella regina.

Trionfo delle borse simbolo

La sezione centrale dedicata agli “accessori culto” è il trionfo della borsa come immagine e simbolo. La Kelly di Hermès dedicata a Grace Kelly e la Bagonghi di Roberta di Camerino portata da Grace Kelly, la Jackie di Gucci ispirata a Jacqueline Kennedy Onassis e la Birkin originale di Hermès, usata per decenni da Jane Birkin che l’aveva ispirata. E ancora la Lady Dior dedicata a Lady Diana, la baguette viola di Fendi resa celebre da Sarah Jessica Parker in Sex and the City e la borsa dorata di Louis Vuitton amata da Kim Kardashian.

C’è la classica borsa Gucci degli anni ’60 con il manico di bambù e le due G intrecciate e la “Supreme Dionysus” superdecorata creata da Alessandro Michele per Gucci nel 2016. C’è la classica borsa “Galleria” di Prada del 2008 e la borsa “Entomologia” con insetti, creata da Damien Hirst per Prada in soli venti esemplari nel 2013. C’è la mitica Chanel 2.55 di pelle trapuntata con catena d’oro creata da Coco Chanel nel 1955 e l’edizione limitata di Karl Lagerfeld del 2015 con la scritta “Femminista ma femminile” e “Ladies First”.

I messaggi delle borse, impliciti o palesi, sono diventati più importanti. Oggi una tote di tela riciclata rivela la persona che la porta tanto quanto una borsa di lusso in edizione limitata. In questi tempi di pari opportunità il V&A non esclude gli uomini: in mostra ci sono anche la valigetta di pelle rossa personalizzata di Winston Churchill, la borsa con disegni geometrici e frange dei Tuareg, un “inro” tradizionale giapponese del ’700, la bisaccia di pelle intrecciata degli Hausa nigeriani e la borsa cerimoniale ricamata in oro del segretario della Regina Elisabetta I.

Al passo con i tempi anche la sezione dedicata alle borse ecologiche, come lo zainetto di Stella McCartney fatto con rifiuti di plastica riciclati recuperati nell’oceano, un borsone realizzato con vecchi idranti e una borsa di pelle vegana creata in laboratorio. La mostra può anche essere vista come un antidoto alla semi-clausura imposta dalla pandemia. «Prendere una borsa vuol dire che si può di nuovo uscire e questo ora sembra un grande evento», spiega Savi. Quest’indispensabile accessorio diventa anche un simbolo dell’auspicato ritorno alla normalità.

Bags: Inside Out, Victoria & Albert Museum, Londra, fino al 12 settembre 2021 Sponsorizzata da Mulberry

https://www.vam.ac.uk/exhibitions/bags

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