ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùinfrastrutture

Autostrade pubbliche o private? Chi le gestisce e come funzionano in Europa

Aspi passa a Cdp, due anni dopo il crollo del ponte di Genova. Resta il dibattito su quale sia il migliore modello di gestione. Interessante il confronto con l’estero

di Rosalba Reggio

Intesa su Autostrade: verso Aspi pubblica e Benetton fuori

3' di lettura

La maggioranza di Autostrade per l’Italia passa insomma a Cassa depositi e prestiti. Si chiude, in questo modo, una partita cominciata esattamente due anni fa, in quel tragico 14 agosto 2018, quando crollò il ponte Morandi a Genova. Resta il dibattito su quale sia il miglior modello di gestione per le reti autostradali. Un confronto con l’estero, in particolare con la situazione negli altri paesi europei, può essere interessante. Nate con fondi pubblici, privatizzate in un secondo tempo, tornate a gestione statale, nuovamente aperte ai capitali privati. È tortuoso il percorso compiuto dal settore autostradale in Europa e fotografato dal laboratorio di Politica dei Trasporti del Politecnico di Milano. Dalla nascita delle prime grandi infrastrutture, nel primo decennio del Novecento, a oggi, infatti, le scelte dei Paesi dell’Unione sono state molto diverse. Da un’impostazione quasi interamente pubblica della Germania, si passa a un percorso interamente privato seguito dalla Spagna, accompagnato altrove da sistemi misti, dove pubblico e privato si inseguono, si alternano, convivono.

La Spagna

Nascono tra gli anni Sessanta e Settanta le prime tratte autostradali spagnole. Lo Stato garantisce i prestiti, ma la realizzazione avviene per opera di concessionari privati, selezionati attraverso una procedura competitiva. La remunerazione degli investimenti, per contratto, deve avvenire tramite pedaggi. La bancarotta di diversi gestori, che segue la profonda crisi di fine anni Settanta, costringe lo Stato a nazionalizzare tre società, che nel 2003 vengono nuovamente privatizzate. Negli ultimi vent'anni le strade a pedaggio si sono alternate a strade ad accesso libero, e a fine 2012 il pagamento del pedaggio risulta previsto soltanto nel 20% della rete. Su alcune tratte specifiche è possibile applicare tariffe di cogestione. I pedaggi vengono definiti dal ministero dei Lavori pubblici.

Loading...

La Germania

Risale al primo decennio del Novecento la costruzione della rete autostradale tedesca. Una struttura dall’estensione di 13mila chilometri, interamente realizzata con soldi pubblici. Per il finanziamento delle infrastrutture, dal 2004, viene istituita un’Agenzia, Vifg, le cui risorse però non arrivano più dallo Stato ma dagli utenti. Il pedaggio viene conteggiato attraverso un sistema satellitare che rileva i veicoli con massa a pieno carico superiore alle 12 tonnellate e dipende dal percorso, dal numero di assi e dalla classe di emissione. Dal 1994 gli investitori privati possono costruire e gestire tratte specifiche di infrastrutture (ponti, tunnel), la cui remunerazione avviene attraverso il pedaggio, ma il sistema è poco utilizzato. I privati possono anche partecipare ai lavori di espansione della rete esistente, che passa da 4 a 6 corsie, dove il 50% del finanziamento è pubblico e la parte rimanente arriva attraverso pedaggi o canoni.

La Francia

Nasce da un mix di società statali e miste la rete di autostrade francesi, interamente appaltata - nella costruzione - a società private. Inizialmente a utilizzo gratuito, negli anni viene inserito un pedaggio indicizzato al tasso di inflazione. Negli anni Settanta quattro consorzi privati ottengono altrettante concessioni, poi revocate a causa del dissesto finanziario di tre operatori, che costringe il Paese a nazionalizzarle attraverso una nuova agenzia pubblica, ADF, che le divide in tre società su base geografica. A partire dal 2000, però, una riforma facilita l’ingresso nel settore di capitali privati e nuove regole mettono sullo stesso piano concessioni pubbliche e private. Nel 2006 le tre concessioni vengono privatizzate attraverso una gara e altre società private si aggiudicano nuove concessioni.

Il Regno Unito

Inizialmente costruita con capitali pubblici e offerta gratuitamente, la rete autostradale britannica prevede la concessione privata solo per alcune eccezioni, è il caso di ponti o siti presso gli estuari dei fiumi. L’esperienza positiva convince però lo Stato ad allargare l’utilizzo di finanziamenti privati e le concessioni iniziano ad essere assegnate all’operatore che richiede la tariffa minima. Tra il 2013 e il 2014 i progetti a capitale privato sono tredici e nel corso degli anni la remunerazione degli operatori viene vincolata alla qualità del servizio, il livello di sicurezza e la capacità di gestire al meglio la circolazione: maggiore è la velocità media dei veicoli, maggiore è il compenso.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti