lavoro

Puglia, Bari e Bat: rinnovo senza la Cgil per gli operai agricoli

di Vincenzo Rutigliano

(Marka)

2' di lettura

Contratto degli operai agricoli e florovivaistici delle province di Bari e Bat con giallo. Siglato nei giorni scorsi da Confagricoltura-Coldiretti e Cia e, per le organizzazioni sindacali dei lavoratori, da Fai-Cisl e Uila-Uil, l’accordo per il rinnovo ha subito un improvviso stop con il no della Flai-Cgil al «novantesimo minuto – come spiega con aria sorpresa il segretario generale di Fai-Cisl, Pasquale Fiore, che al tavolo delle trattative c'è sempre stato, per quasi un anno e mezzo –. L’accordo dal quale si è tirata fuori la Flai Cgil riguarda migliaia di operai e di imprese agricole delle due province, sarà formalizzato il 10 agosto (domani, ndr), vale per il quadriennio 2017-2021 e ha aspetti sperimentali che andranno poi verificati in corso d’opera». E introduce alcune novità, sia salariali che contrattuali.

Intanto i miglioramenti salariali con un aumento del 2,8% (la piattaforma iniziale andava tra il 2 ed il 3%) spalmato nel quadriennio ed erogato in tre tranches, la prima alla firma del contratto, la seconda a dicembre 2017, la terza a marzo 2018. Un aumento salariale che, sempre Fiore, definisce come «il più alto, o tra i più alti, ottenuti in Italia in sede di rinnovi provinciali». È
stata poi modulata una spesa di percorso che varia a seconda delle distanze chilometriche che l’operaio deve coprire. Sono state poi riviste, sull’esempio di quanto già avvenuto in analoghi contratti delle province di Taranto e Foggia, alcune qualifiche professionali per renderle più aderenti alla realtà. Come per le attività degli addetti al taglio, raccolta e cassettamento dell’uva da tavola. È
stato così chiesto e ottenuto in questi casi che le aziende aumentino del 30%, rispetto al 2016, il numero delle giornate agricole di assunzione. È stato anche rivitalizzato un istituto sempre esistito ma poco applicato, ovvero un osservatorio per monitorare il rispetto del contratto da parte delle imprese.

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Ottenere l’accordo non è stato semplice, come dimostra la lunga trattativa e la conclusione imprevista al tavolo con la Cgil che ha partecipato a tutte le fasi, ha condiviso il verbale di accordo siglato il 4 agosto, ha poi chiesto una riflessione risoltasi positivamente, salvo poi annunciare per domani le ragioni del no. La Flai lo ritiene infatti «nient’altro che un’intesa al ribasso, fortemente penalizzante sotto il profilo salariale, contributivo e previdenziale, quindi impossibile da ratificare». Dunque la Flai Cgil procederà nella vertenza e ha da subito proclamato lo stato di agitazione e preannunciato assemblee capillari dei lavoratori e uno sciopero di settore. In particolare secondo Anna Lepore e Gaetano Riglietti di Flai Cgil Bari e Bat, «parti datoriali e Cisl e Uil non hanno fatto che stabilire al tavolo di rinnovo contrattuale lo scivolamento delle figure professionalizzate al parametro più basso, determinando una pesante perdita salariale». Accusa respinta da Pasquale Fiore: «Hanno condiviso tutto al tavolo, lo scivolamento consente di adattare il contratto alla realtà, è stato fatto altre volte con deroghe che oggi invece non sono più possibili perchè di sigle diverse».

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