industria in frenata

Puglia, l’economia cresce per il quinto anno consecutivo ma a ritmi più lenti

Ritmi più lenti per l'industria a causa di una domanda interna debole e del calo delle esportazioni. Bene la spesa dei fondi europei Fesr e Fse, in ritardo gli investimenti del fondo per lo sviluppo rurale (feasr)

di Domenico Palmiotti


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5' di lettura

Bene per la spesa del Fondo europeo sviluppo regionale (Fesr) e Fondo sociale europeo (Fse), passo decisamente lento, invece, per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). La programmazione europea 2014-2020 mette in evidenza, tra fine 2018 e marzo scorso, una Puglia a due facce, dice l'ultimo rapporto della Banca d'Italia sullo stato dell'economia della regione che, in generale, nel 2018 è cresciuta in misura più contenuta rispetto all'anno precedente e alla media nazionale. Sebbene la crescita prosegua in modo ininterrotto da un quinquennio, il valore aggiunto nel 2018 è risultato ancora inferiore rispetto ai valori pre-crisi in tutti i principali comparti. Nello specifico, il settore industriale pugliese ha rallentato a causa di una domanda interna debole e del calo delle vendite verso l'estero. E il lieve incremento del fatturato industriale si è accompagnato a un maggiore grado di utilizzo della capacità produttiva. Inoltre, confermata per il secondo anno consecutivo l'espansione degli investimenti.

In particolare, per Fesr e Fes si riscontra una percentuale di avanzamento finanziario in forte aumento rispetto all'anno precedente. Su una dotazione complessiva di 7,1 miliardi, i pagamenti cumulati ammontavano al 19,1 per cento rispetto all'8,1 di fine 2017. Tale accelerazione è stata registrata in corrispondenza della prima rilevante scadenza legata alla cosiddetta regola dell'“n+3”.
Ovvero, in base all'articolo 136 del regolamento CE 1303 del 2013, le certificazioni alla Commissione europea devono essere presentate entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello dell'impegno nell'ambito del programma. E non sono previste deroghe per i grandi progetti. Grazie all'accelerazione, è stato quindi raggiunto il target previsto, evitando il disimpegno automatico delle risorse non spese entro tre anni dall'impegno sul bilancio comunitario. Inoltre, a fine 2018 il grado di attuazione finanziaria era superiore a quello medio delle regioni meno sviluppate (Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e in linea con quello medio nazionale. Tuttavia, la percentuale di avanzamento in Puglia risultava tuttavia inferiore a quella raggiunta alla fine del quinto anno del precedente ciclo di programmazione (22,4).

Vediamo ora l'avanzamento finanziario per singoli obiettivi tematici, ovvero cosa c'è in quel 19,1 per cento di pagamenti cumulati. Gli obiettivi sono 11 e l'obiettivo numero 3, Competitività dei sistemi produttivi, è quello che sta messo meglio. Su risorse pari al 15,7 per cento del Por 2014-2020, i pagamenti sono al 25,3. Da tener presente che all'obiettivo 3 la Puglia ha destinato più risorse rispetto a quello che hanno previsto le altre regioni meno sviluppate, 11,6 (Basilicata. Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), e tutti i Por delle regioni italiane, 12,3. Il maggior volume di pagamenti in Puglia si distingue anche rispetto a quanto hanno fatto sia le altre regioni meridionali, 16,6, sia a tutti i Por regionali, 20,0. Se l'obiettivo 3 registra lo stato migliore dei pagamenti, l'obiettivo 6, Tutela dell'ambiente e valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, è invece quello con più plafond: 16,3. Ma lo stato dei pagamenti è significativamente sotto a quello dell'obiettivo 3: 19,4. Al secondo posto, si piazza l'obiettivo 1, Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione: 21,2 di pagamenti, 9,4 di quota programmata. L'obiettivo 5, Clima e rischi ambientali, segnala una spesa del 20,6 su un plafond del 4,7. Bene anche l'obiettivo 10, Istruzione e formazione, con pagamenti al 20,0 nei confronti della quota programmata che é del 10,6. Meno performante la spesa dell'obiettivo 4, Energia sostenibile e qualità ambientale: 11,8 contro una quota programmata del 6,1. E l'obiettivo, dice la Banca d'Italia citando la Ragioneria dello Stato è il monitoraggio delle politiche di coesione, che ha speso meno.

Buono anche il target raggiunto dall'obiettivo dell'Agenda digitale (il numero 2): i pagamenti sono al 18,3 in relazione ad una quota programmata del 3,8. Tra il 16 e il 17 per cento dei pagamenti si collocano tre obiettivi: 7, Mobilità sostenibile di persone e merci, 8, Occupazione, e 9, Inclusione sociale e lotta alla povertà. Banca d'Italia Puglia ci dice che seguendo la classificazione per obiettivi tematici, il grado di avanzamento finanziario era pari complessivamente al 23 per cento per le misure dedicate alla ricerca, sviluppo e competitività delle imprese (da 1 a 3 come obiettivi) e al 17 per cento circa con riferimento agli altri obiettivi: ambiente, efficienza energetica e trasporto sostenibile (obiettivi dal 4 al 7), dove si concentrano gli investimenti infrastrutturali, mercato del lavoro e capitale umano (obiettivi da 8 a 10), nonchè capacità amministrativa e assistenza tecnica. Alla fine del 2018, i progetti cofinanziati dai Por pugliesi erano 7836. Il volume di risorse destinate alla realizzazione di lavori pubblici era pari al 38,6 per cento del totale (52,3 nelle regioni meno sviluppate). Quasi un quarto delle infrastrutture finanziate in Puglia riguardavano i settori della ricerca, sviluppo e competitività delle imprese. La concessione di incentivi alle unità produttive sta al primo posto con 4383 iniziative e 24,1 di risorse impegnate. Stesso livello di impegno, 24,2, per l'acquisto di beni e servizi, seconda voce con 2432 progetti. La scansione dei progetti: 567 nella fascia da 0 a 10000 euro con risorse impegnate pari allo 0,1; 3971 tra 10000 e 50000 euro, 4,1; 2063 tra 50000 e 250000 euro, 9,5; 794 tra 250000 e un milione di euro, 19,6; 441 superano il milione di euro, 66,6. Sui 7836 progetti cofinanziati da risorse europee, conclusi 3248, risorse impegnate per il 9,8. Per conclusi, si intende chiusa la fase esecutiva e l'avanzamento finanziario al 95 per cento. Liquidati 209 progetti, 1,8 di risorse impegnate. In questa voce, compresi la realizzazione non ancora ultimata e uno stato di avanzamento finanziario che supera il 95 per cento. Ci sono poi 3909 progetti in corso, 87,0 di risorse impegnate. Con questa formula, si intende un avanzamento finanziario inferiore al 95 per cento e un iter procedurale in corso.
Note dolenti invece, come detto prima, per il piano di sviluppo rurale cofinanziato dal Feasr. La dotazione complessiva per la Puglia è di 1,616 miliardi di euro. Rispetto alle regioni meno sviluppate e alla media nazionale, il piano pugliese ha destinato più risorse a investimenti produttivi, nuove aziende, organizzazioni tra i produttori e agricoltura biologica. Meno soldi, invece, per le misure di indennizzo agli agricoltori. A fine marzo 2019, la percentuale di avanzamento finanziario, derivante dal rapporto tra i pagamenti erogati e la dotazione disponibile, era pari al 18,4 per cento, “un valore sensibilmente inferiore - annota Banca d'Italia - della media delle regioni meno sviluppate e dell'Italia”, collocate, rispettivamente, al 25,3 e al 28,5.

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