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Puglia Green Hydrogen Valley, progetto ai nastri di partenza

di Vincenzo Rutigliano

3' di lettura

I primi metri cubi di idrogeno verde sono attesi in Puglia a cavallo tra il primo e il secondo quadrimestre del 2026 quando a Brindisi entrerà in produzione il primo dei tre impianti previsti nel progetto “Puglia Green Hydrogen Valley”, un maxi investimento stimato in 600 milioni per impianti che forniranno, a regime, circa 300 milioni di metri cubi l’anno.

Il progetto è una delle prime iniziative per la produzione e il trasporto di idrogeno verde su larga scala avviate in Italia, e a realizzarlo è un pool di imprese raccolte nella Alboran Hydrogen Brindisi srl, partecipata per il 50% da Edison, per il 10% da Saipem e per il 40% da Alboran Hidrogen spa del gruppo Enit (Energie Italiane), di Verona attivo da 30 anni nel settore delle energie rinnovabili. Insieme a quello di Brindisi il progetto prevede la realizzazione di altri due impianti a Taranto e Cerignola in provincia di Foggia, per una capacità di elettrolisi complessiva pari a 220 Mw, alimentati da circa 400 Mw di energia solare fotovoltaica da cui si otterranno i 300 milioni di metri cubi destinati alle industrie presenti sul territorio e alla mobilità sostenibile.

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L’impianto di Brindisi si svilupperà su una superficie di circa 100 ettari, tutti in zona agricola in direzione della centrale Enel di Cerano, classificati come area Sin e la cui caratterizzazione è già in corso.

L’iter autorizzativo con lo studio di impatto ambientale è stato avviato in regione nel 2020, è stato adattato ad alcune novità legislative intanto intervenute, e dovrebbe concludersi a giugno prossimo. Dopo questa fase, prevede Gabriele Lucchesi, direttore Idrogeno Edison Next, società del gruppo Edison che accompagna aziende e territori nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione- «ci sarà l’attività ingegneristica vera e propria, poi a dicembre 2023, primi mesi del 2024, la decisione finale sull’investimento, quindi la realizzazione, per circa due anni, dell’impianto e a seguire la sua entrata in esercizio». Gli impianti di Brindisi e di Cerignola avranno la stessa capacità di elettrolisi, che sarà pari a 60Mw, mentre quello di Taranto sarà pari a 100 Mw. La loro realizzazione sarà compito di Saipem in linea con il suo Piano tecnologico che prevede lo sviluppo di soluzioni Low Carbon abilitanti modelli di business innovativi, mentre Alboran, cui si deve l’iniziativa, è insieme proponente e sviluppatore del progetto che verrà finanziato sia con mezzi propri che ricorrendo a finanziamenti Ue, come per il bando Ue chiamato Ipcei (Importanti progetti di comune interesse europeo), senza contare le opportunità del Pnrr che sul tema idrogeno ha destinato risorse per 3,6 miliardi di euro. Quanto alla commercializzazione, viste le quantità, i destinatari dell’idrogeno verde che verrà prodotto non potranno che essere operatori industriali che possono approfittarne perché questa forma di energia «è flessibile –spiega ancora Lucchesi – giacchè la sua disponibilità può essere assicurata tramite linee di tubo dedicate a idrogeno o mescolato in rete Snam o in carro bombolare e ovviamente potranno esserci sinergie con ex-Ilva». Nei piani di Alboran dunque, una volta che la prospettiva idrogeno sarà concreta, dovrebbe attivarsi un processo virtuoso e la domanda puntando così ad utilizzare l’idrogeno verde per sostituire i combustibili fossili nei processi industriali energivori e per rendere sostenibili i trasporti pesanti. L’intero progetto poi, coinvolgendo realtà regionali come l’acquedotto Pugliese, le ferrovie Apulo Lucane, i distretti tecnologici e produttivi pugliesi, il Politecnico di Bari e le università pugliesi, consentirà di massimizzare le sinergie con il territorio e favorire lo sviluppo di competenze per la creazione di una filiera locale. Il progetto ha dunque una forte rilevanza locale, considerando che la Puglia assorbe, per il suo settore industriale, più energia della media e rappresenta circa il 6% dei consumi energetici nazionali del comparto. Per Alboran questo progetto, spiega Mattia D’Amato, direttore strategie e sviluppo «evidenzia la perfetta sintonia tra le proprie scelte in ambito di idrogeno verde e le strategie nazionali ed europee, ed il coinvolgimento di altri partner come Edison e Saipem consente di sviluppare, al meglio, le potenzialità del modello progettuale proposto per la Puglia».

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