Dopo il Covid

Puglia, in ripresa le commesse a fornitori e i nuovi investimenti

La regione attrae le grandi imprese che, chiusi o ridimensionati i rapporti con la Cina e il Far East, riorganizzano la supply chain preferendo riportare in Italia le produzioni delocalizzate

di Vera Viola

3' di lettura

Produzioni trasferite da altri Paesi in Italia. In Puglia non è più solo un auspicio ma una realtà. Forse ancora difficile da misurare ma senza dubbio avvertita dagli operatori locali. Si parla di reshoring (rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato le produzioni) ma più che altro si tratta per ora di un trasferimento di produzioni dall’estero verso l’Italia ancheda parte di aziende straniere: trasferimento di cui si avvantaggia il tessuto dei fornitori e delle pmi locali.

«Sappiamo che sono giunte ad aziende del nostro territorio alcune nuove commesse che prima erano assegnate a fornitori esteri – dice Sergio Fontana, presidente di Confindustria Bari e Bat – È accaduto che l’arresto della produzione in Cina e in altri Paesi lontani al momento dello scoppio della pandemia, unito agli elevati costi di trasporto, alla carenza di semilavorati e materie prime che ancora adesso si riscontrano sui mercati, stia spingendo alcune grandi aziende ad accorciare le catene del valore e a modificare le proprie reti di fornitori e acquirenti. Nella nostra area direi che non assistiamo a un reshoring di stabilimenti produttivi vero e proprio. Si tratta, più che altro, di commesse di ritorno».

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Interessante la testimonianza di Maurizio Primiceri, imprenditore barese titolare della azienda omonima che produce apparecchiature elettromeccaniche per turbine a gas e a vapore. «Lavoriamo per grandi società multinazionali – spiega Primiceri – sul mercato dell’oil & gas. Proprio quelle che in passato avevano delocalizzato in Cina, in India, quest’anno dimostrano di preferire le nostre forniture. Abbiamo un portafoglio ordini per più di un anno. Nel 2021 prevediamo un incremento del fatturato del 40% e nel 2022 raggiungeremo quota 30 milioni, quasi il doppio rispetto al 2019». E conclude: «Non temiamo più la concorrenza cinese. I concorrenti asiatici non assicurano materie prime e servizi logistici efficienti».

Forte dinamismo si riscontra soprattutto nel polo meccanico e della meccatronica barese che conta un nucleo importante di grandi aziende e un tessuto di piccole e medie imprese in crescita. Cesare De Palma, presidente della sezione meccanica di confindustria Bari e Bat e titolare della Thermofluid, società di servizi di ingegneria, ha il polso della situazione. «Ci contattano grandi aziende multinazionali che cercano fornitori e vogliono inserirsi in filiere del nostro territorio. Noi li mettiamo in contatto con la catena del valore locale». Aggiunge: «Cercano sopratutto aziende innovative e chiedono rapporti con le università e i più accreditati centri di formazione».

De Palma cita alcuni dei numerosi casi su cui è direttamente impegnato. Parla della Martur Italy, società turca con uno stabilimento in Italia a Torino. «La società è attratta dalle potenzialità del distretto barese – spiega –cerca aziende con cui collaborare su programmi di ricerca e sviluppo e per eventuali forniture meccaniche». E ancora, De Palma cita la Dana Incorporated che produce componenti per auto e per mezzi di movimento terra. «Cerca interlocutori – precisa De Palma – a cui ordinare componenti e trattamenti termici. Inoltre è interessata a dialogare con il Politecnico di Bari».

Più in generale, si registra in Puglia e spopratutto nel barese un significativo aumento degli invenstimenti poroduttivi. La svedese Middsummer, a esempio, ha deciso di investire a Modugno (Bari) 60 milioni in parte finanziati con contratto di programma siglato con la Regione. Nel nuovo stabilimento lavoreranno 200 persone e verranno prodotte celle solari con materiale semiconduttore composito ad elevato potere di assorbimento della luce solare. Anche la Fincons sta realizzando un grande investimento. E anche la pugliese Masmec, visitata poche settimane fa dal premier Mario Draghi, vara un ampliamento.

Cosa spinge i nuovi investimenti? Cosa attrae le imprese ? «Certamente la decontribuzione del costo del lavoro per il Mezzogiorno – spiega ancora Fontana – è un fattore che gioca a favore dello sviluppo delle attività imprenditoriali in tutte le regioni meridionali, ma credo che attragga anche la politica industriale della Regione Puglia e della sua agenzia Puglia Sviluppo che mettono a disposizione degli investitori misure snelle ed efficaci: misure a sportello e Contratti di Programma regionali particolarmente vantaggiosi». . Parla di domande di investimento triplicate Paolo Pate, presidente del Consorzio area di sviluppo industriale di Bari. La metà di queste istanze è stata soddisfatta – dice Pate – Oggi sono disponibili solo 20 ettari a Bari Modugno, perciò stiamo cercando altri territori da inglobare nel consorzio Asi».

LA MAPPA DELLE FORNITURE E LE PERCENTUALI DI BACKSHORING
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