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L’arte e la creatività sono l’antidoto al bullismo? Giocate a Concrete Genie

L’esclusiva per Playstation 4 (e Vr) affronta un tema complesso come quella della violenza sugli adolescenti con talento ma con un po’ di semplicità

di Luca Tremolada

Il trailer di Concrete Genie

L’esclusiva per Playstation 4 (e Vr) affronta un tema complesso come quella della violenza sugli adolescenti con talento ma con un po’ di semplicità


2' di lettura

Concrete Genie non è un gioco sul bullismo. Nel senso che non affronta con la grammatica del gaming la psicologia del bullo, non fornisce risposte al bullizzato e non ha l’ambizione di rappresentare in modo adulto i rischi che corrono gli adolescenti. Il gioco di Pixelopus in esclusiva per Playstation 4 è una suggestione artistica e motivazionale che mette al centro il fenomeno del bullismo. Allude ma non è mai diretto.

Per fare qualche esempio, si ispira più a titoli più leggeri come Okami e Jet Set Radio che a un’opera profonda come Papo & Yo che metteva in scena l'infanzia a Bogotà di un bambino con un padre violento e alcolizzato. Tecnicamente è un action-adventure, con una modalità PlayStation VR, che ci mette nei panni di Ash, un bravo ragazzo che ama disegnare ma vive in una città degradata e triste preda di bande di fastidiosi bulli . Il tono è quello della favola astuta. Perché l’avventura ci porterà a dipingere la città fuggendo dai bulli e liberandola da una presenza malvagia. Ad dare una mano ci saranno i Geni, esseri assemblati da noi, che ci aiutano a esprimere la nostra creatività e a superare gli ostacoli durante il gioco.

Cosa ci è piaciuto. Il controller diventa un pennello e i muri (e i tetti della città di Denska) una splendida tela da animare con la magia del colore. La parte più riuscita a questo piccolo ma talentuoso studio di sviluppo è proprio la scelta di un gameplay coraggioso ma datato che spinge il giocatore a usare la fantasia delle animazioni per riportare alla vita una città morta. Una volta che avrete illuminato la città il brivido creativo dell’impresa sarà una delle rare emozioni che oggi riescono a dare i videogiochi.

Cosa non ci è piaciuto. Non ci ha convinto invece l’uso dei simboli, le scelte stilistiche e la profondità dei dialoghi usati per rappresentare il bullismo che resta un po’ troppo sullo sfondo. Tuttavia, la scoperta della potenza salvifica dell’arte e l’esercizio della creatività si accompagna all’evoluzione del gameplay con un colpo di scena finale (il gioco dura dalle sei alle otto ore e costa solo 30 euro).

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