Campioni

Pura adrenalina: lanciarsi da un trampolino a 27 metri di altezza

Uno dei migliori tuffatori al mondo, Alessandro De Rose, racconta che cosa vuol dire raggiungere l'impatto con la superficie dell'acqua a 90km/h

di Paco Guarnaccia

Il tuffatore Alessandro De Rose, nato a Cosenza il 2 luglio 1992 che è stato il primo vincitore di una wildcard maschile nella Red Bull Cliff Diving World Series. (Credit Dean Treml-Red Bull)

3' di lettura

Chiunque abbia cercato una volta nella vita il brivido di tuffarsi da una scogliera conosce bene il mix di sensazioni provate prima e durante quei momenti. Che per il tuffatore Alessandro De Rose sono ancora più intensi, visto che la sua specialità sono le grandi altezze. In questa categoria è uno dei protagonisti del Red Bull Cliff Diving World Series, un circuito internazionale riservato al gotha di questo sport che si sfida, acrobazie incluse, con tuffi da un trampolino a un'altezza di 27 metri. Anche per l'edizione 2021 che si è svolta in 5 tappe la maison orologiaia Mido, di cui De Rose è friend of the brand, sarà ancora una volta partner. E proprio alla gara conclusiva in Italia, De Rose ha conquistato il terzo gradino del podio.

Perché sei diventato tuffatore? Non ho proprio scelto di esserlo, è stato più che altro un caso. Mi ero iscritto giovanissimo in piscina e vedendomi tuffare dal bordo vasca, il mio primo allenatore mi chiese se volevo praticare questo sport: risposi subito di sì.

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Nella tua carriera hai fatto tanti tuffi. Qual è il più importante? Quello che ho fatto nel 2013 nella tappa di Malcenise del circuito Red Bull. Mi ricordo che ero molto impaurito sopra la piattaforma. Ma al momento dell'atterraggio vidi Greg Louganis (uno dei più grandi tuffatori della storia, ndr.) in giuria che appena risalii mi accreditò un 9: un riconoscimento che mi caricò moltissimo e mi spinse a proseguire in questa attività.

Mido - Ocean Star 600 Chronometer

Quel giorno eri impaurito, ma solitamente un professionista che cosa prova prima di tuffarsi? C'è l'adrenalina che ti spinge a voler fare di tutto, ma allo stesso tempo devi renderti bene conto che il gesto tecnico che stai per fare è molto pericoloso. La paura comunque mi accompagna sempre. Le emozioni sono tante e contrastanti, ma tutto sparisce quando decido di staccare i piedi dalla piattaforma.

E ti trovi in volo… La parte più bella del tutto. Sono attimi di connessione totale tra corpo e mente. Hai la sensazione unica di volare e senti un grandissimo senso di libertà.

Per poi impattare con l'acqua. Delle volte può certamente essere spaventoso: parliamo di un impatto a 90km/h e l'acqua è come fosse cemento a quella velocità. Ma è anche un momento bello perché nell'acqua entri in un altro mondo dove ci sono silenzio, pace e armonia e realizzi che sei stato in grado di compiere un gesto che pochi al mondo possono fare.

Come ti alleni per arrivare a questi livelli? L'allenamento è molto vario. In palestra lavoro sulla parte acrobatica e costruiamo il fisico per evitare infortuni, in acqua perfeziono le tre parti del tuffo: lo stacco, l'evoluzione in aria e l'ingresso in acqua. Un tuffatore deve avere tante qualità. Deve essere un acrobata e bravo un po' in tutto. Non si deve concentrare su un solo aspetto. Deve essere pronto al sacrificio e conscio che magari i suoi sforzi non verranno premiati. E trovare la felicità nel proprio percorso. Lo sport è cercare di superare sé stesso e gli altri.

Sei friend of the brand di Mido, di cui indossi il modello Ocean Star 600 Chronometer: che importanza ha il tempo nel tuo sport? Faccio sport per l'80% del tempo della mia giornata. Un'attività che dopo la mia famiglia, è la cosa che mi rende più felice al mondo.

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