musica dal vivo

Pussy Riot, dalla Russia con furore

di Francesco Prisco


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Le Pussy Riot, per la prima volta dal vivo in Italia

2' di lettura

Volete disintossicarvi da Sanremo? Non ne potete più del repertorio di Claudio Baglioni? È ora di lasciarsi alle spalle l’abbuffata festivaliera? La settimana della musica dal vivo vi offre un’occasione speciale: arrivano infatti per la prima volta in Italia le Pussy Riot, collettivo punk russo dallo spiccato orientamento femminista che, in patria, si è schierato senza mezzi termini contro il regime di Vladimir Putin. Mercoledì 13 febbraio suoneranno al Legend Club di Milano, venerdì 15 saranno all’Estragon di Bologna. Che non ne conosciate il repertorio è un dettaglio: nel caso delle Pussy Riot, ogni concerto è una performance.

La storia del collettivo
Costituitosi nel 2011 a Mosca, il gruppo di attiviste si muove nell’anonimato attraverso esibizioni provocatorie, concerti non autorizzati di guerrilla punk in luoghi pubblici, continue proteste e ribellioni a favore dello sviluppo della democrazia, in Russia e in tutto il resto del mondo, ma soprattutto opposizione decisa nei confronti di Putin, da loro considerato un dittatore. I video musicali di queste performance sono diventati immediatamente virali e in particolare, a partire dalla performance all’interno della Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca nel 2012, sono diventate un vero fenomeno mediatico a livello mondiale.

Il processo show
Nello stesso anno tre membri del gruppo furono arrestati per tali attività: il giudizio e la sentenza attirarono l’attenzione e la critica dell’opinione pubblica del mondo occidentale, tanto che gruppi umanitari, quali Amnesty International, si batterono per primi in difesa della band. Un susseguirsi di eventi che ha portato i membri del collettivo a non arrestare la propria lotta e a inserirsi nel tessuto sociale il più possibile, alle Olimpiadi invernali di Sochi, attraverso nuovi video, «giochi» nonché progetti musicali e teatrali.

Torna Steven Wilson
Se siete di gusti meno estremi ma comunque raffinati, si segnalano le due date italiane di Steven Wilson, già fondatore dei Porcupine Tree e personaggio di riferimento del movimento neopsichedelico inglese degli anni Ottanta. Il 13 febbraio suonerà all’Auditorium Manzoni di Bologna, mentre all’indomani sarà al Teatro Creberg di Bergamo. Soddisfazione garantita.

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