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Putin e le elezioni Usa 2020: capo intelligence non modifica il rapporto e Trump lo rimuove

I fatti raccontati dal New York Times risalgono a poco più di un anno fa, al mese di luglio del 2019

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I fatti raccontati dal New York Times risalgono a poco più di un anno fa, al mese di luglio del 2019


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Il capo della National Intelligence si rifiuta di modificare un documento secretato, così il presidente Donald Trump annuncia che il dirigente lascerà l’incarico di lì a due settimane.

I fatti raccontati dal New York Times risalgono a poco più di un anno fa, al mese di luglio del 2019. La vicenda si riferisce alla bozza del documento di intelligence secondo cui il presidente russo Vladimir Putin vorrebbe che Donald Trump vincesse anche le elezioni presidenziali del 2020: Dan Coats, allora capo della National Intelligence Dan Coats si rifiuta però di modificare il dossier e viene “dimesso”. La nuova bozza che circola a settembre 2019 si limita a dire che «i leader russi probabilmente valutano che le chance di migliorare le relazioni con gli Usa diminuiranno con un presidente Usa diverso».

Secondp il Nyt, le informazioni di intelligence usate dagli analisti indicavano anche che Mosca aveva lavorato per sostenere il senatore Bernie Sanders, all'epoca in corsa per la Casa Bianca. Ma il sostegno, spiegò un alto dirigente degli 007 ai colleghi, non rifletteva una preferenza autentica per Sanders, bensì uno sforzo «per indebolire quel partito e alla fine aiutare l'attuale presidente Usa».

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