ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA VISITA A ROMA

Putin: grato all’Italia per sua linea sulle sanzioni, spero in von der Leyen

Al centro della visita del presidente del Cremlino il rapporto tra Italia e Russia, con l’obiettivo di rinsaldare i rapporti tra i due paesi. Putin ha espresso «gratitudine» per la posizione del governo sulle sanzioni a Mosca e auspica una maggiore collaborazione con la prossima commissione europea

di Antonella Scott


Attesa per visita Putin a Roma, vedra' Mattarella e papa Francesco

4' di lettura

Roma - L’Iljushin Force One si è tuffato nel caldo di Roma in ritardo, più o meno all’ora in cui Vladimir Putin avrebbe dovuto essere in Vaticano: come di consueto, la scaletta della giornata del presidente russo già a Fiumicino si trasforma in una rincorsa degli orari previsti per questa visita in Italia.

Se è tardi, un motivo valido c’è. Prima di partire da Mosca Putin ha ricevuto il ministro della Difesa, Serghej Shoigu, di ritorno da Severomorsk. Discutendo con lui le cause della tragedia rivelata nei giorni scorsi, un incendio in un sottomarino impegnato in ricerche sul fondo del mare di Barents, per la prima volta è stata riconosciuta la presenza di un reattore nucleare a bordo. L’avaria è stata circoscritta, ha assicurato Shoigu. Ma proprio mentre Putin partiva per Roma, i compagni dei 14 marinai e ufficiali morti nell’incidente si sono radunati in una delle isole presso San Pietroburgo, nella Cattedrale della Marina a Kronstadt, per una commemorazione.

Giuseppe Conte è partito da qui, quando lui e Putin - nel cortile di Palazzo Chigi, ormai in ritardo di due ore - hanno parlato alla stampa dei risultati del loro incontro. Il presidente del Consiglio ha espresso «commossa vicinanza» per la tragedia che probabilmente rende ancor più significativa la presenza di Putin a Roma, confermata dopo i dubbi della vigilia. La vicinanza tra Italia e Russia, malgrado il deterioramento dei rapporti tra Russia e America e tra Russia ed Europa, malgrado la complessità delle crisi da affrontare e malgrado anche il faticoso rilancio dei legami economici, è il filo conduttore delle parole di Putin e Conte.

Putin: «gratitudine» per la posizione italiana sulle sanzioni
A cominciare naturalmente dal fronte delle sanzioni. Putin parla di «gratitudine» per la posizione italiana precisata da Conte, quando spiega che il lavoro dell’Italia è creare le premesse perché restrizioni dannose per tutti debbano essere superate. Putin dice di sapere bene che l’Italia è fedele a vincoli comunitari, «ma speriamo che porti avanti la determinazione a tornare a un rapporto a 360° con la Russia». In questo cammino, il presidente russo ha detto di sperare nell’aiuto della nuova dirigenza europea, con la Commissione affidata alla tedesca Ursula von der Leyen: «Le merci che non ci arrivano più sono redditi in meno per voi, per miliardi».

A Roma Putin trova la vetrina di un premier italiano che considera Mosca «un attore ineludibile per trovare soluzioni, che per essere sostenibili devono essere politiche. Contiamo sul ruolo di Mosca». Così la determinazione a trovare una posizione e un obiettivo comune nel superamento delle grandi crisi internazionali di questo tempo emerge sul fronte della necessità di stabilizzazione e negoziati. In Libia, dove Putin condivide la necessità di normalizzare il Paese e superare l’attuale scissione, ma ricorda che è stata una decisione della Nato a creare il caos; in Siria, dove Conte auspica un maggiore sostegno all’azione delle Nazioni Unite; e in Venezuela, dove Putin scomoda il Padreterno chiedendosi cosa risponderebbe a un uomo - Juan Guaidò, - che si è proclamato presidente appunto davanti a Dio. Per superare il confronto commerciale con gli Usa Putin conta sulla «flessibilità» dei cinesi. Infine in Ucraina, crisi che Conte ricorda sta mettendo a rischio il bagaglio di fiducia tra Russia ed Europa ma dove il nuovo presidente Volodymyr Zelenskiy può essere una «nuova finestra di opportunità» che si è aperta, Putin approfitta dell’occasione per ripetere che non tutto dipende dalla Russia, se l’Ucraina non vuole fare la propria parte nel ristabilire un dialogo con i separatisti.

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L’esame di questi temi e le possibilità di collaborazione tra Russia e Italia per risolverli, aggiunge Putin, è stato «costruttivo e concreto» anche nello scambio con il presidente Sergio Mattarella. E prima ancora con Papa Francesco, un’udienza di un’ora di cui non è dato avere i dettagli - il Pontefice e il presidente russo hanno parlato da soli, affrontando la crisi ucraina, il dramma della Siria, le relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica. Il consigliere di Putin, Jurij Ushakov, alla vigilia aveva escluso la possibilità di un invito per il Papa a Mosca, che non spetta a Putin recapitare ma a Kirill, il patriarca di tutte le Russie.

Comunque sia, quanto Francesco ha voluto trasmettere traspare dai doni con cui ha salutato il presidente russo: il Messaggio per la pace di quest’anno, «l’ho firmato oggi per lei», gli ha detto il Papa. Aggiungendo, per essere sicuri, l’Esortazione apostolica “Gaudete et exultate” sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, e la “Christus vivit”, esortazione sul Sinodo dedicato ai giovani. E poi, «perché non si dimentichi di Roma», Francesco ha regalato a Putin un’acquaforte di Giuseppe Vasi. In cambio, sarà uno dei primi spettatori di “Peccato”, il nuovo film di Andrej Konchalovskij dedicato a Michelangelo. I dvd del film sono uno dei regali di Putin.

Al termine della conferenza stampa, la gigantesca auto blindata del presidente russo si è infilata a fatica a Palazzo Chigi per portarlo alla Farnesina. Dove il Foro di dialogo italo-russo delle società civili cerca un rilancio per avvicinare italiani e russi negli affari, nella scienza e nella cultura. «Dobbiamo appoggiarlo», dice Putin. Che, tra i vari ambiti di collaborazione possibili, mette l’accento anche su quello sportivo. «Congratulazioni per le Olimpiadi invernali 2026 attribuite all’Italia - dice -, noi possiamo trasmettere l’esperienza di Sochi».

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