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Invasione Ucraina: Russia alle porte di Kiev, missili sulla città. Vittime tra militari e civili

Durissimi scontri, i russi hanno il controllo dello spazio aereo e sono alle porte di Odessa e della capitale. Decine le vittime tra i civili

di Alberto Magnani e Antonella Scott

Aggiornato il 25 febbraio alle 06:40

Ucraina, sirene antiaeree suonano a Kiev

8' di lettura

L’avanzata russa in Ucraina è proseguita a ritmo costante nella prima giornata di guerra, ieri 24 febbraio, con la presa della centrale dismessa di Chernobyl e dell’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, a circa 30 chilometri dalla capitale. Le voci secondo cui lo scalo sarebbe stato ripreso dalle forze ucraine non hanno trovato conferma e, anzi, i russi sarebbero penetrati nei sobborghi di Kiev – dove è stato ordinato il coprifuoco – senza incontrare resistenza. Poco prima delle 7 ora locale, le 6 in Italia del 25 febbraio, sono suonate le sirene degli allarmi antiaereo a Kiev e a Leopoli, nell’ovest del Paese.

Le vittime sarebbero almeno 137. È questo il bilancio provvisorio fatto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine della prima giornata di combattimenti in Ucraina dopo l’invasione russa. Il presidente ucraino ha parlato di vittime “militari e civili”. «Altre 316 persone sono rimaste ferite», ha aggiunto il presidente, che ha firmato il decreto per la mobilitazione generale.

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La capitale ucraina prima dell’alba è stata colpita da un attacco «con missili cruise o balistici», ha detto il consigliere del ministero dell’Interno Anton Gerashchenko, mentre la Cnn ha parlato di due forti esplosioni nel centro di Kiev e di una terza a distanza. Kiev è stata colpita da “un orribile attacco missilistico”. Lo ha denunciato in un tweet il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba: «L’ultima volta che la nostra capitale ha sperimentato qualcosa del genere è stato nel 1941, quando è stata attaccata dalla Germania nazista. L’Ucraina sconfisse il male e lo sconfiggeremo anche questa volta. Fermare Putin. Isolare la Russia, tagliare tutti i rapporti». Altre tre esplosioni, riporta poi la Cnn, sono state sentite nitidamente all’alba nelle zone periferiche di Kiev. La zona interessata sarebbe quella sud-ovest della capitale ucraina.

L’invasione

La Russia sta attaccando con missili e truppe di terra. Mosca ha affermato di aver distrutto 74 installazioni militari, tra cui 11 aeroporti nel Paese, nonché 18 stazioni radar di sistemi di difesa missilistica. Fonti di intelligence stimano che le forze aeree di Kiev siano state annientate dall’azione russa. L’invasione durerà «per il tempo necessario», ha annunciato il Cremlino, mentre il cerchio si restringe attorno alla capitale.

I vertici ucraini si attendono nelle prossime ore una nuova, violenta, ondata di attacchi russi e il presidente Zelensky ha firmato il decreto per la mobilitazione generale della popolazione. Nella tarda serata del 24 febbraio i militari di Mosca sono sbarcati a Mariupol dopo un intenso bombardamento con centinaia di esplosioni, ma starebbero incontrando una forte resistenza. Mariupol, centro ucraino sul mar d’Azov a poche decine di chilometri dalle autoproclamate repubbliche separatiste del Donbass, è ritenuto strategico per la creazione di un collegamento diretto con la Crimea, annessa alla Russia nel 2014.

Secondo le autorità locali, un missile russo ha ucciso almeno 18 persone in una base militare a Odessa, la strategica città che si affaccia sul Mar Nero: i russi controllano l’aeroporto, ma per il momento non starebbero tentando di entrare in città.

L’INVASIONE RUSSA NEI CONFRONTI DELL’UCRAINA

Giovedì 24 febbraio la Russia ha lanciato un attacco nei confronti delle principali città e areoporti ucraini. Ecco da quali confini è partito l’attacco. Fonte: Us intelligence, New York Times

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Nel frattempo le milizie filo-russe di Lugansk, nel Donbass, sono arrivate alla riva opposta del fiume Seversky Donets, limite di alcune parti della linea di contatto tra le forze ucraine e i separatisti.

Le reazioni internazionali

Il G7 ha espresso la sua «condanna» all’attacco russo e il suo «inamovibile» appoggio a Kiev, dettando una linea seguita da tutti i paesi occidentali. Da Washington, il presidente Joe Biden parla di un «attacco non provocato e non giustificato», per il quale gli Stati Uniti e i loro alleati «chiederanno conto alla Russia». Il presidente Usa ha annunciato «sanzioni per 3 trilioni di dollari contro le banche russe (tra cui la Sberbank)» e lo stop «per oltre la metà dell’import hi-tech russo», affermando «una completa rottura ora nelle relazioni fra Stati Uniti e Russia». Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni anche nei confronti di 24 persone e organizzazioni bielorusse per il sostegno all’invasione russa in Ucraina.

Intanto, il Pentagono dispiega altri 7mila militari in Europa. E il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ribadisce che «l’Italia sostiene pienamente le decisioni assunte dalla Nato», aggiungendo che è disponibile a incrementare la propria presenza nelle missioni in atto e a partecipare a nuove operazioni. Sia il presidente Usa Biden sia il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg hanno chiarito che le truppe occidentali non saranno impegnate in Ucraina ma difenderanno gli alleati nell’Europa orientale.

Attacco Putin, Di Maio: "Nelle prossime ore sanzioni senza precedenti contro la Russia"

Dura e decisa, nel frattempo, la reazione britannica, il cui premier Boris Johnson ha annunciato la messa al bando di tutte le banche russe e della compagnia aerea Aeroflot.

«Queste sono tra le ore più oscure per l’Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale - ha detto l’alto Rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell - Una grande potenza nucleare ha attaccato un Paese vicino e minaccia rappresaglie contro qualsiasi altro Paese che possa venire in suo aiuto». Il presidente francese, Emmanuel Macron – che in serata ha parlato al telefono con Vladimir Putin –, ha criticato il «grave oltraggio alla pace e alla stabilità in Europa», preannunciando che i Paesi europei risponderanno «senza debolezza», con «determinazione e unità».

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha spiegato che «tutti gli stati frontalieri hanno dei piani per accogliere immediatamente i rifugiati dell’Ucraina», promettendo ulteriori aiuti economici a Kiev.

Il vertice Ue, svoltosi in serata, ha deciso massicce sanzioni, dai trasporti alla finanza. Nel settore energetico, però, non dovrebbero essere comprese misure dirette al comparto del gas.

Di tutt’altro tono la reazione della Cina. Pechino «sta seguendo da vicino la situazione in Ucraina» ha detto una portavoce del ministro degli Esteri, senza sbilanciarsi però su una condanna dell’attacco di Mosca. A dare il suo sostegno militare, invece, è la Bielorussia. Il leader Alexander Lukashenko, citato dall’agenzia di stampa statale Belta, ha ribadito che al momento «le nostre truppe non ci sono», ma «se è necessario, se è necessario per la Bielorussia e la Russia, ci saranno».

Johnson: "Putin non laverà mai via il sangue ucraino dalle sue mani"

Città sotto attacco

Complessivamente, le città sotto attacco della Russia sono ora sette: la capitale Kiev, Kharkiv (est), Ivano-Frankivsk (ovest), Kramatorsk (est), Dnipro (est), Odessa (sud) e Mariupol (sudest). Le truppe russe sarebbero entrate fisicamente a Kharkiv e ora avanzano verso la capitale, Kiev. Il bilancio delle vittime sta lievitando di ora in ora, mentre il presidente Zelensky invita a «donare sangue» ai militari già feriti. Kiev ha rotto ufficialmente le relazioni diplomatiche con la Russia. «Elimineremo le sanzioni contro tutti i cittadini ucraini - ha aggiunto - Il Consiglio di Sicurezza dell’Ucraina ha deciso di togliere le sanzioni a chiunque sia in grado di imbracciare le armi in difesa del nostro Paese».

Putin nega: «Non è guerra»

L’ipocrisia del presidente russo è arrivata a negare che quanto sta accadendo sia una guerra. La Russia non intende occupare l’Ucraina, ha detto Putin, ma «solo» demilitarizzarla e - testuale - «denazificarla, portando a giudizio coloro che hanno compiuto crimini contro civili, inclusi cittadini della Federazione Russa». Putin ha poi aggiunto che la Russia «è stata costretta» a intervenire per la propria sicurezza». Ai militari ucraini si chiede di deporre le armi e «andare a casa», mentre il ministro della Difesa russo assicura che le città non verranno bombardate, nel mirino di «armi di precisione» ci sono le infrastrutture militari.

Ucraina, Putin: "Ho deciso di condurre un'operazione speciale"

Un’operazione necessaria - ha detto ancora Putin - per «proteggere la popolazione civile di Donetsk e Luhansk», le due regioni separatiste dell’Ucraina orientale che si erano autoproclamate indipendenti nel 2014 e che solo otto anni dopo, il 21 febbraio scorso, Putin ha dichiarato di riconoscere. Di fatto, già una violazione della sovranità ucraina: molti avevano sperato che quella decisione, accompagnata da una presenza militare russa nella regione, sarebbe bastata. Invece, era solo il primo passo. Il pretesto per scatenare un’invasione che non si è fermata né al Donbass né al Sud dell’Ucraina. Ma che è arrivata a Kiev.

In un video rilasciato giovedì mattina dalla presidenza ucraina, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha invitato la popolazione alla calma, e proclamato la legge marziale. In un quadro ancora confuso e costellato da affermazioni non verificabili, le guardie di confine ucraine riferiscono che i russi hanno attaccato anche dalla Bielorussia, dove nelle scorse settimane Mosca aveva inviato un contingente di 50mila uomini per quelle che erano state fatte passare per esercitazioni.

A Nord dell’Ucraina, il confine con la Bielorussia è lontano circa 75 km da Kiev. Un attacco di artiglieria sarebbe stato lanciato anche da Sud, dalla Crimea. I russi affermano di aver già azzerato le difese aeree ucraine; gli ucraini dichiarano l’abbattimento di diversi aerei russi.

Il discorso con cui Putin ha annunciato in tv l’intervento in Ucraina è il seguito del lungo atto di accusa all’Occidente pronunciato due giorni fa, e di tutte le altre dichiarazioni premonitrici di queste settimane in cui vari leader si sono presentati al Cremlino per sentirsi dire, invariabilmente, che Europa e Stati Uniti hanno ignorato le preoccupazioni di Mosca riguardo a un possibile ingresso dell’Ucraina nella Nato, e la richiesta di assumere un impegno vincolante per assicurare la sicurezza dei confini russi.

Queste le parole di Putin: «Ho qualche parola per chi fosse tentato di interferire con quanto sta succedendo: chiunque cerchi di ostacolarci, o peggio di minacciare il nostro Paese e la nostra gente, sappia che la risposta russa sarà immediata e porterà a conseguenze che non avete mai visto nella storia. Siamo pronti per ogni sviluppo, tutte le decisioni necessarie sono state prese. Spero di essere ascoltato».

Il mondo, ha dichiarato il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, «può e deve fermare Putin».

Ucraina, la Russia attacca: le immagini

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L’appello in russo di Zelenskyj

Alla vigilia, la sera di mercoledì, i leader delle due regioni separatiste avevano lanciato un altro segnale, inviando al Cremlino una richiesta di aiuto militare per respingere «l’aggressione ucraina». L’invasione potrebbe avvenire entro 48 ore, aveva avvertito la Casa Bianca mentre da Kiev Zelenskyj aveva registrato e rivolto ai russi un messaggio dai toni ben diversi da quelli di Putin: «Il popolo ucraino vuole la pace - aveva detto Zelenskyj parlando in russo, peraltro la lingua a lui più familiare -. Ma se verremo attaccati, se dovremo affrontare un tentativo di portarci via il nostro Paese, la nostra libertà, le nostre vite e quelle dei nostri figli, ci difenderemo. Se ci attaccherete, vedrete i nostri volti, non la schiena».

Per giovedì sera i leader europei erano già stati invitati a Bruxelles per un Consiglio straordinario sull’emergenza ucraina: ora è assolutamente probabile che la sfida lanciata da Putin li convincerà ad andare ben oltre le prime misure sanzionatorie annunciate mercoledì, prendendo in considerazione i piani più estremi come il blocco delle operazioni in dollari per le banche russe, l’esclusione della Russia da SWIFT, il sistema di messaggistica interbancario, restrizioni all’export di tecnologie avanzate. Oltre al già annunciato accantonamento del progetto Nord Stream 2, il gasdotto del Baltico la cui sospensione era già stata annunciata da Olad Scholz, il nuovo cancelliere tedesco.

Una nuova guerra fredda

«L’attacco e le sanzioni avranno conseguenze pesanti sull’economia globale - spiega Henry Rome, responsabile Global Macro Research per Eurasiagroup -. I prezzi di petrolio e gas aumenteranno significativamente, rafforzando le pressioni inflazionistiche. Il transito di gas attraverso l’Ucraina sarà probabilmente interrotto, influenzando le forniture dirette ai Paesi dell’Europa centrale e orientale». Ma soprattutto, l’invasione russa dell’Ucraina «segna l’inizio di una nuova guerra fredda Usa-Russia, creando una frattura tra Washington e Mosca che segnerà il ritorno a un confine militarizzato in Europa, alzando ulteriormente la tensione tra Russia e Nato dal Baltico al Mar Nero». Con la possibilità che il conflitto si estenda a Polonia, Ungheria o Romania, l’Alleanza atlantica rischia di essere coinvolta: «Da ultimo - conclude Rome - all’orizzonte si profila una gigantesca crisi di profughi».

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