ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSI DIMETTE IL GOVERNO

Russia, addio di Medvedev a sorpresa. Putin sceglie come successore il capo del Fisco

Il presidente russo ha proposto un referendum costituzionale per affidare più poteri al Parlamento. Si dimette Medvedev, il nuovo premier è Mishustin

di Antonella Scott


Russia, Medvedev annuncia dimissioni governo dopo discorso Putin

3' di lettura

Clamoroso a Mosca: il primo ministro Dmitrij Medvedev e l’intero governo hanno rassegnato le dimissioni. Il nuovo premier - già designato da Vladimir Putin - è un uomo non molto conosciuto, e che non era mai apparso nell’elenco dei possibili successori. Mikhail Mishustin, dal 2010 responsabile del Servizio fiscale federale.

Putin gli ha proposto l’incarico al termine di una giornata ricca di colpi di scena. Seduto accanto al presidente e di fronte ai suoi ministri, Medvedev aveva spiegato che le dimissioni del governo erano necessarie per dare a Putin lo spazio necessario a realizzare le modifiche alla Costituzione annunciate poco prima, la mattina di mercoledì, nel discorso del presidente sullo stato della nazione. Modifiche che mirano a modificare sostanzialmente l’equilibrio dei poteri in Russia, e che Putin ha spiegato di voler sottoporre al giudizio della popolazione, con un referendum nazionale: «Alla fine dei conti - ha detto il capo del Cremlino - è la gente a decidere».

Medvedev, che ha ricevuto il ringraziamento di Putin, avrà l’incarico di viceresponsabile del Consiglio di sicurezza. Il suo esatto ruolo futuro verrà chiarito con il dipanarsi della riforma che Putin ha annunciato. «Conto di vedermi al più preso con ciascuno di voi», ha detto Putin, chiedendo ai ministri di restare in carica finché necessario. L’attenzione si era subito spostata sul possibile successore di Medvedev: uno dei giovani ministri fatti crescere negli ultimi anni, come il ministro dell’Economia Maxim Oreshkin o quello dell’Energia, Aleksandr Novak, depositario di dossier cruciali; oppure qualcuno di una generazione diversa, un uomo di provata lealtà come il sindaco di Mosca, Serghej Sobjanin. Scegliendo Mishustin, Putin ha colto tutti di sorpresa per la terza volta in un giorno solo.

Facendo però un passo indietro, in una giornata ricca di colpi di scena, si torna alla Sala del Maneggio, a pochi passi dalla piazza Rossa, dove alle 12 in punto di martedì (le 10 italiane) Putin aveva rivolto il proprio messaggio alle Camere riunite e a tutte le maggiori cariche dello Stato, al Patriarca Kirill e a i grandi manager. La parola d’ordine attesa era “lotta alla povertà”. E infatti Putin ha dedicato la parte principale del messaggio all’uomo: al diritto di tutti i cittadini russi a un’esistenza dignitosa, e alla determinazione dello Stato a garantirglielo, aprendo i cordoni della borsa.

E tuttavia, dopo essersi dilungato sull’aumento delle risorse che verranno destinate alla scuola e alla sanità pubblica, oltre che sugli aiuti alle famiglie per incoraggiarle a frenare il calo demografico e ad avere più figli, il presidente russo aveva riservato la vera sorpresa all’ultima parte del suo poslanie. Putin ha proposto di modificare la Costituzione per affidare più poteri alla Duma, il Parlamento russo. Lasciando però la parola agli elettori.

Il referendum costituzionale
Di fatto è come se Putin avesse deciso di mettere ai voti la strada che ha scelto per il proprio futuro: «La soluzione più elegante al problema della successione», osserva un attento osservatore della Russia, Ben Aris, responsabile di Business New Europe.

Con l’ultimo mandato presidenziale in scadenza nel 2024, e la convinzione ribadita alle Camere che sia giusto mantenere il limite costituzionale a non più di due mandati consecutivi, Putin disegna un nuovo assetto istituzionale più equilibrato, con il centro del potere trasferito al Parlamento e un sistema giudiziario più indipendente.

Più poteri al Parlamento
Con la riforma spetterà alla Duma, e non più al presidente, nominare il primo ministro e confermare il governo che al Parlamento risponderà. Saranno i deputati a verificare che pensioni e salari minimi non scendano sotto la soglia di povertà. Resta da capire quale ruolo esatto Putin sta immaginando per se stesso, figura con ancora in mano le leve del potere ma in una posizione diversa: capo di un partito, segretario del Consiglio di Stato, “padre della nazione”?

Qualunque sarà il suo posto, Putin lo prepara puntando tutto sul rafforzamento del consenso sociale, sul miglioramento dell’economia - affidato al rilancio di 12 grandi progetti nazionali - e sulla posizione conquistata da Mosca sulla scena internazionale.

Gli aiuti alle famiglie
Perché contrariamente al discorso sullo stato della nazione dell’anno scorso, questa volta Putin ha dedicato pochissimo tempo ai temi internazionali o allo sfoggio dei nuovi arsenali. Ha soltanto evocato lo scenario in cui la Russia ha conquistato un ruolo autorevole, ha fatto appello alla «saggezza, alla volontà politica e al senso di responsabilità» necessari per risolvere le tensioni che infiammano il Medio Oriente.

Ha avvertito che la Russia «ha garantito la propria difesa per decenni a venire». Ed è con questo senso di sicurezza che Putin è passato a tratteggiare il futuro del Paese, che vuole stabile e prospero, sovrano e indipendente. L’obiettivo più alto: «La Russia - ha concluso Putin - siamo noi. E intendo anche tutti quelli che sono fuori da questa sala».

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