ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEnergia e ambiente

Putin: pronti a offrire all’Europa tutto il gas che ci chiede

Il presidente russo in cerca di un difficile equilibrio tra il ruolo di fornitore di combustibili fossili che il mondo cerca di ridurre e la necessità per la Russia, tra le principali vittime del riscaldamento climatico, di avviare la transizione energetica

di Antonella Scott

Produttore di gas, difensore dell’ambiente: Vladimir Putin alla Conferenza russa sull’Energia

3' di lettura

Con una mano offre più gas all’Europa, con l’altra indica la strada che la Russia intende imboccare per presentarsi con le carte in regola alla Conferenza sul Clima di Glasgow, impegnandola pubblicamente per la prima volta a raggiungere la neutralità energetica entro il 2060.

Alla Conferenza sull’Energia in corso a Mosca, Vladimir Putin sperimenta il difficile equilibrio a cui è chiamato il proprio Paese: la Russia, che affida il 35% delle entrate del bilancio federale a petrolio e gas, è al quarto posto nella classifica dei grandi responsabili delle emissioni scaricate nell’atmosfera terrestre. Nello stesso tempo, è anche una delle principali vittime dei fenomeni generati dal cambiamento climatico, come testimoniano le sue foreste in fiamme e i rischi che il cedimento del permafrost comporta per le città e le infrastrutture energetiche della Siberia. Per un Paese come questo, la transizione energetica assume una dimensione più complessa che altrove.

Loading...

Lo dimostra il ruolo, tuttora cruciale, di produttore ed esportatore di energia: determinata a ridurre la propria dipendenza da Mosca, ora l’Europa chiede proprio a Mosca più gas per ridimensionare i prezzi. E Putin sembra disposto ad accontentarla. «Se ci chiedono di aumentare (le forniture, ndr) - ha detto il presidente russo intervenendo alla Conferenza mercoledì - siamo pronti ad aumentarle. Aumenteremo tanto quanto i nostri partner ci chiedono. Non diremo mai di no, in nessun caso».

Un mercato imprevedibile

Putin ha respinto come «totale assurdità» l’idea che il Cremlino abbia usato la situazione come arma politica, rallentando le forniture per dimostrare agli europei l’importanza di Nord Stream 2, il controverso gasdotto verso la Germania ormai ultimato, ma in attesa del via libera normativo. Nei primi nove mesi dell’anno, secondo Putin, le consegne di gas russo all’Europa sono aumentate del 15 per cento.

Il mercato europeo del gas, ha detto Putin nel suo intervento, «non appare né equilibrato né prevedibile». E l’imprevedibilità è ciò che spaventa i produttori, soprattutto in questa fase in cui l’atteso calo della domanda di combustibili fossili complica la programmazione delle forniture e degli investimenti per sviluppare nuovi giacimenti. Per questo Gazprom mantiene gli impegni assunti con i clienti europei nei contratti di lungo termine, senza affrettarsi a offrire ulteriori forniture sul mercato spot, a breve. Anche perché, così come è stato per i Paesi europei, lo stesso monopolio russo ha dovuto concentrarsi nelle settimane passate a ricostituire le riserve nazionali, intaccate dalla rigidità dell’inverno passato seguito da un’estate torrida.

L’instabilità che i prezzi dell’energia hanno sperimentato in queste settimane, ha sottolineato Putin, «non sono nell’interesse di nessuno: gli aumenti mettono le imprese e l’economia di fronte a costi crescenti, costringendoli a ridurre i consumi. Il che significa che le conseguenze sono negative per tutti, inclusi i produttori».

Gasdotti vecchi in Ucraina

Nel suo intervento alla Settimana russa dell’energia Putin ha toccato anche il tema controverso dell’Ucraina, costretta ormai ad acquistare gas rinviato dai Paesi europei e a veder ridurre sempre di più il ruolo di Paese di transito tra la Russia e l’Unione Europea. La versione di Putin è che la rete ucraina di gasdotti non è in grado di affrontare un ulteriore aumento dei volumi: quest’anno Gazprom ha superato del 10% le obbligazioni contrattuali, e «aumentare ancora non si può, è pericoloso. La rete non è stata ristrutturata per decenni, e se si aumenta la pressione, salta tutto. L’Europa verrebbe a perdere completamente questa rotta».

In ogni caso, assicura Putin, Mosca è pronta a prolungare il transito attraverso l’Ucraina anche oltre il 2024, alla scadenza dei contratti attuali, una volta confermate le condizioni economiche e tecnologiche. «Ma dobbiamo capire - si è chiesto Putin -: quanto gas ci compreranno?».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti