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Putin a Roma per discutere di disarmo con Papa Francesco

di Antonella Scott


Putin difende i sovranisti, 'sono pro-Ue non filorussi'

4' di lettura

ROMA - «La Russia merita di essere rispettata». È stato monsignor Celestino Migliore, nunzio apostolico a Mosca, a pronunciare durante un'intervista all'agenzia Agi le parole che Vladimir Putin apprezza più di tutte. Rispetto e disponibilità a un dialogo «senza preclusioni».
Sarà poi Papa Francesco, che riceve oggi il presidente russo in Vaticano, a verificare a sua volta se anche Putin vorrà usare con lui le parole giuste.

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Putin che al recente G20 in Giappone si è fatto precedere da un'intervista al Financial Times critica verso il liberalismo, e inflessibile sul fenomeno dei migranti, con il Pontefice affronterà molti dei temi che al G20 e dintorni appunto non hanno trovato voce: la lotta agli estremismi, la questione dei rifugiati, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, la protezione dei cristiani nel mondo, il Medio Oriente.

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E di sicuro, la crisi ucraina, forse uno dei nodi centrali rimasti a frenare il
gesto che tanti speravano da Putin, e che ieri sera il consigliere Jurij Ushakov ha escluso: l'invito a Mosca per Francesco. «Su tanti temi - ha detto nei giorni scorsi Aleksandr Avdeev, ambasciatore russo presso la Santa Sede - le nostre posizioni sono vicine o coincidenti».
Che frutti potrà dare l'udienza al Palazzo Apostolico?

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Il Trattato Inf
La vigilia non è stata di buon augurio per uno dei temi all'ordine del giorno, il disarmo. Prima di imbarcarsi per Roma, Putin ha firmato la legge che sospende gli impegni previsti dal Trattato Inf (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty), firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev per mettere al bando dai rispettivi arsenali i missili a medio e corto raggio basati a terra. Sono stati gli Stati Uniti, che accusano la Russia di aver violato gli accordi, a sospendere per primi la loro adesione, in febbraio. Da agosto, trascorsi i sei mesi previsti, quello degli USA sarà un ritiro. Dei grandi trattati sul disarmo ne resta in vita uno
solo, il nuovo Start, ma è in scadenza.

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Un segnale di vicinanza
L'udienza in Vaticano sarà il primo impegno di Putin, che oggi a Roma restituisce la visita del premier Giuseppe Conte a Mosca dell'ottobre scorso. Il leader russo verrà ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella, e poi incontrerà il presidente del Consiglio, prima di una conferenza stampa e della partecipazione ai lavori del Foro di dialogo italo-russo delle società civili, alla Farnesina. «Sono sicuro - aveva dichiarato alla Tass Serghej Razov, ambasciatore della Federazione Russa a Roma - che questi incontri daranno un nuovo, potente impulso allo sviluppo della collaborazione bilaterale... è chiaro che questa visita è significativa sia sul piano europeo che nel contesto internazionale, come testimonianza dell'importanza di un dialogo basato sul rispetto reciproco».

Anche Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia, ritiene la presenza di Putin a Roma - confermata malgrado la tragedia di un sottomarino russo incendiato e la morte di 14 uomini - un segnale importante di vicinanza tra i due Paesi. Che, sul modello di diversi altri
Paesi, come Francia o Germania, in questa occasione rilanceranno uno strumento rimasto un po' in disparte negli anni scorsi.

Il Foro di dialogo: tracce per le imprese
«Il Foro di dialogo italo-russo nato nel 2004 - spiega Ferlenghi - è un contenitore a cui partecipano rappresentanti di diversi mondi: sul piano sociale, accademico, imprenditoriale».
Componenti che siedono intorno allo stesso tavolo e sviluppano sinergie, un passaggio che secondo Ferlenghi è stato reso possibile dal ruolo ricoperto dall'ambasciatore d'Italia a Mosca, Pasquale Terracciano: «Il lavoro compiuto nelle regioni, la forza di un sistema più compatto alle spalle, l'interpretazione delle necessità delle imprese, la determinazione di quelle piccole a restare ma con il bisogno di uno strumento finanziario per poter localizzare».
E poi la capacità di analizzare le opportunità del mercato, come quelle che nascono dai grandi progetti nazionali lanciati da Putin e che lasciano intravedere i trend in cui le aziende italiane possono giocare un ruolo: farmaceutica, agroalimentare, trattamento dei rifiuti. Al seguito di Putin a Roma ci saranno il ministro dell'Industria, Denis Manturov, il ministro degli Esteri, Serghej Lavrov, il ministro della Cultura, Vladimir Medinskij.

È nel settore culturale che verranno firmati alcuni accordi. Oltre a un memorandum d'intesa tra il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e il Fondo russo di investimenti diretti, un'iniziativa di coinvestimenti per
imprese italiane in Russia.

Con Mattarella, e poi con Conte, Putin affronterà i fronti aperti nello scenario internazionale, chiarendo la posizione di Mosca e le possibili convergenze dal Venezuela alla Libia, dall'Iran alla Siria. Nella consapevolezza, come ha ricordato lo stesso Putin nei giorni scorsi a San
Pietroburgo, che ormai la Russia “non si aspetta” dall'Italia passi che potrebbero portare a un allentamento delle sanzioni internazionali. E questo malgrado in agenda questa sera, a conclusione del viaggio in Italia di Putin, sia in programma anche una cena a Villa Madama con Conte e i suoi vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, grande sostenitore di Putin e della Russia. Paradossalmente oggi, Festa dell'Indipendenza americana, mantenere i legami bilaterali sul tradizionale doppio binario - l'applicazione rigorosa delle sanzioni senza rinunciare a proclamarsi amici stretti di Mosca - appare un compito più delicato del solito.

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