ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’inchiesta

Qatargate, le 4 domande (senza risposta) a Visentini sulla donazione incassata

Luca Visentini, il segretario generale della Ituc, è stato arrestato e poi rilasciato nell'ambito dell'inchiesta

Qatargate, emerge terzo uomo che "agiva per soldi"

2' di lettura

«Non ho ricevuto un finanziamento elettorale da Fight Impunity ma solo una donazione da poche migliaia di euro che è stata versata al sindacato». Lo ha dichiarato Luca Visentini, il segretario generale della Ituc arrestato e poi rilasciato nell'ambito dell'inchiesta Qatargate.

Una dichiarazione che viene modificata da lui stesso, con una seconda frase in cui parla di «poche decine di migliaia di euro trasferite al sindacato per spese tracciabili». La cifra quindi non è chiara.

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1) La donazione di Fight Impunity, la Ong di Panzeri, a quanto ammontava?

In un'inchiesta in cui si parla di corruzione internazionale capire di che cifra stiamo parlando non è un dettaglio. La figura di Visentini è probabilmente meno rilevante in questa inchiesta. Ed è vero che è stato subito rimesso in libertà dopo l'arresto. Tuttavia la sua figura di sindacalista impone un chiarimento. Anche la modalità con cui questo denaro è arrivato dalla Ong di Panzeri è da capire.

2) Si è trattato di un bonifico bancario partito dal conto della Ong Fight Impunity? Oppure di una donazione in contanti?

È evidente che ai fini della correttezza e della trasparenza il denaro donato dovrebbe essere tracciato, e diverso è se i doni vengono fatti in contanti.

3) La donazione è stata fatta sul conto del sindacato o su quello del segretario?

Anche questo punto è da chiarire: se una Ong vuole finanziare un sindacato sarebbe opportuno che il denaro finisse nelle casse della società. Visentini, che parla di spese «dimostrabili», sarebbe quindi in grado di rispondere. Infine, il giudizio sulle condizioni di lavoro in Qatar. Negli ultimi mesi l'Ituc ha cambiato idea sul trattamento dei lavoratori in Medioriente dando giudizi favorevoli sul Qatar.

In un testo di ottobre, in particolare, c'è scritto che le leggi sul lavoro in quel Paese sono quelle di un moderno sistema di relazioni industriali. Quando a novembre Visentini arriva ai vertici del sindacato internazionale, questa è l'idea, nonostante in Qatar siano morti nei cantieri dei Mondiali oltre 6mila lavoratori, e nonostante sia ancora diffuso il sistema tribale della Kafala. Quando questo testo è stato redatto lui era a capo della sezione europea di Ituc.

4) Condivide la posizione sul Qatar espressa dal suo sindacato?

Lui ha detto di aver spesso parlato in modo critico sul Qatar, ma adesso occorrerebbe prendere una posizione chiara dentro l'istituzioneche presiede. Siamo in attesa.

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