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Qual è la natura del bitcoin?

Moneta, mezzo di scambio, bene rifugio, oppure asset d’investimento speculativo. Le diverse nature della criptoregina mutante.

di Vittorio Carlini

(REUTERS)

3' di lettura

Qual è la natura del bitocin? Moneta, mezzo di scambio, bene rifugio, asset d’investimento speculativo? Per rispondere è utile partire dai tragici eventi della guerra in Ucraina. Nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio, quando sono arrivate le prime notizie dell’attacco da parte di Mosca, il bitcoin ha iniziato a rotolare giù. La criptovaluta regina in poco tempo è passata, pure riprendendosi un po’ nell'intraday, da oltre 37.000 dollari a poco più di 34.000 dollari. Un trend correlato a quello delle tradizionali Borse.

Il 28 febbraio, però, la musica è cambiata. Il bitcoin, mentre l’indice Vix aumentava, è anch’esso balzato all'insù. Un andamento, quindi, sganciato dai listini. Questi infatti, con la volatilità al rialzo, normalmente imboccano la strada del ribasso.

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Cosa è successo? È accaduto che la banca centrale russa ha vietato ai residenti il trasferimento dei denari all'estero. Una mossa, dettata anche dalla forte svalutazione del rublo in scia alle sanzioni economiche contro Mosca, che ha indotto molti cittadini ad entrare nella criptosfera. Da un lato per difendere i propri risparmi dalla svalutazione monetaria; dall’altro per cercare di bypassare le stesse sanzioni.

Bene rifugio oppure no

In un simile contesto tanti hanno intonato il leit motive: il bitcoin, nelle crisi, è un bene rifugio! Sennonché nei giorni successivi, nonostante la duplice notizia di Lugano pronta ad usare la blockchain (tra le altre cose) per fare pagare le tasse e della Casa Bianca che mette mano al settore, le cryptocurrencies sono tornate a seguire l’umore dei mercati azionari. Insomma: l’idea del bitcoin quale “safe haven” è andata a farsi benedire.

Si dirà: qual è la stranezza? Già nei mesi precedenti all’invasione del’Ucraina, ad esempio quando il presidente della Fed Jerome Powell ha mostrato più fermezza sul rialzo dei tassi, la cryptocurrency era scivolata. Per non parlare, poi, del capitombolo (similmente a tutte le altre Borse mondiali) nel marzo del 2020 in scia allo scoppio della pandemia. Insomma: il film da tempo è in programmazione. Vero! E, tuttavia, non può nascondersi che l’andamento stride con l'impostazione di fondo del bitcoin.

Sistema alternativo di pagamento

La criptovaluta, va ricordato, nasce quale sistema di pagamento alternativo alle monete tradizionali. Certo: nel corso degli anni ha perso questa valenza per trasformarsi essenzialmente in asset d'investimento. In particolare è diventata, a detta di molti, riserva di valore. Ciò detto, però, la sua struttura socio-tecnologica (dalla decentralizzazione fino al Proof of Work e all'halving) dovrebbe indurre il bitcoin a muoversi in maniera diversa. Anzi, proprio in qualità di “oro digitale”, la sua reazione nelle fasi di “risk off” (fuori dal rischio) dovrebbe essere contraddistinta da rialzi.

Vittima del proprio successo

Il che, per l’appunto, non avviene. Come mai? Perché, paradossalmente, è vittima del suo successo. Negli ultimi anni, da un lato, ha acquisito popolarità; e dall’altro, si sono moltiplicati gli strumenti finanziari tradizionali per operare con esso. A fronte di questo contesto, entrando nei portafogli degli investitori tradizionali (sia istituzionali che retail), la criptovaluta regina è diventata sensibile alle consuete strategie di quest’ultimi. I quali non conoscono, o non seguono, i meccanismi peculiari del sistema socio-tecnologico, bensì quelli della finanza istituzionale. Quindi, nel momento in cui si entra in una fase di “risk off” il bitcoin viene venduto come tutti gli altri asset considerati più rischiosi.

«In realtà - precisa Ferdinando Ametrano, cofondatore di CheckSig – nei momenti di tensione, quando scende l’azionario, la componente speculativa del mercato che lo percepisce come investimento rischioso dismette le sue posizioni». Contemporaneamente, però, «subentrano soggetti altrettanto rilevanti che vedono nella criptovaluta un bene rifugio». Insomma: saremmo di fronte a due diverse anime degli operatori che spingono in direzioni opposte. La prima ribassista di breve periodo, la seconda rialzista su un arco temporale maggiore.

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