Criptovalute

Qual è il trattamento fiscale delle criptovalute in Italia?

di Vittorio Carlini

(azami - stock.adobe.com)

1' di lettura

Non esiste una norma ad hoc sul bitcoin. Ad oggi, dal punto del loro inquadramento a fini fiscali, le cryptocurrency sono considerate valuta estera. Quindi il detentore degli asset in oggetto, nell’ambito del cosiddetto monitoraggio fiscale, deve comunicarlo tramite il quadro RW della dichiarazione dei redditi, anche se non è stata realizzata alcuna plusvalenza. Si tratta di un’operazione che ha finalità informativa e non comporta in sé alcuna tassazione per il contribuente.

In generale, nell’ipotesi di una plusvalenza, è prevista l’applicazione dell’aliquota sulle rendite finanziarie del 26%. Il pagamento, che deve essere realizzato nella dichiarazione dei redditi, prevede però una franchigia per i piccoli investitori. Questa è costituita dall’importo delle criptocurrency complessivamente possedute. Più specificatamente si tratta del controvalore oltre la soglia di 51.645,69 euro detenuto per almeno sette giorni lavorativi consecutivi, in base al cambio dell’euro all’inizio del periodo d’imposta. Vale a dire: all’inizio dell’anno in cui è stata realizzata la plusvalenza.

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