Italia

Quale banda ultralarga per cloud gaming e streaming 4K?

di Alessandro Longo


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(goodluz - stock.adobe.com)

4' di lettura

Se davvero volete mettere a durissima prova la vostra connessione internet, testarne a fondo i limiti, datele in pasto un film in streaming 4K o una partita di calcio live online. È noto che qui cascano anche le connessioni (presunte) migliori. Ma le occasioni per torturare la vostra banda ultralarga domestica sono destinate ad aumentare, con l'arrivo dei servizi cloud gaming (dove tutta l'elaborazione del gioco avviene via internet): già quello di Sony Playstation, a breve anche in Italia quello di Google e poi di Amazon. Ma parlando sempre di colossi, l'arrivo di Apple Tv+ (in autunno) preannuncia un moltiplicarsi di contenuti premium, ad alto consumo di banda. Si avvicina l'era dei servizi ultra “bandivori” (passateci il neologismo), finora abbiamo solo scherzato.
Ma allora, l'utente che non vuole trovarsi impreparato di fronte a questo radioso (e, di nuovo, “bandivoro”) futuro…che deve fare? Semplice, dirà qualcuno: basta dotarsi di una connessione internet future proof. Semplice fino a un certo punto: almeno ci si può provare, perché sappiamo che le migliori connessioni internet sono disponibili solo a una minoranza di italiani (leggi fibra ottica completa). E anche per chi è coperto dalla fibra di tanti operatori la scelta non è facile, dato che il panorama è confuso. Le offerte degli operatori non sono molto trasparenti nel permettere all'utente di capire a quale velocità potranno andare e da quale tecnologia banda ultralarga (più o meno performante) sono coperti: l'Autorità Garante delle Comunicazioni è intervenuta più volte sul tema e l'Antitrust ha ora un'indagine in corso.
Le diverse tecnologie banda ultralarga
Per fare un po' di chiarezza, il concetto base da assimilare è che in Italia ci sono tre tecnologie banda ultra larga (secondo il monitoraggio di Agcom e i parametri della Commissione europea: vedi maps.agcom.it). La fibra ottica vera e propria (fiber to the home), la fibra fino all'armadio (fiber to the cabinet, standard Vdsl2), anche detto misto fibra-rame e il fixed wireless access (misto fibra-wireless). C'è meno caos da quando Agcom – sulla scorta di un obbligo di legge – ha imposto agli operatori di applicare bollini sulle offerte per esplicitare il tipo di tecnologia (ma ancora non lo fanno tanto bene, secondo le autorità).
La prima tecnologia è la più veloce, per banda massima di download/upload, latenza, affidabilità: arriva a 1 Gigabit. La seconda arriva a 100 o 200 Megabit massimi (a seconda delle zone, con velocità reale che può essere anche la metà) e la terza solo con poche offerte dà i 100 Megabit.
La prima cosa che l'utente dovrebbe fare quindi è andare sui siti degli operatori telefonici, mettere il proprio numero di telefono e scoprire da chi è coperto da 1 Gigabit, 200 o 100 Mbps (quest'ultima opzione è più economica con il Vdsl2, quindi di solito si sceglie il fixed wireless access solo quando le altre tecnologie banda ultralarga non ci sono; ci sono casi dove l'ultimissimo miglio in rame è poco funzionale e quindi il fixed wireless va più veloce ma l'utente tende a scoprirlo solo dopo essersi abbonato).
Teniamo conto che secondo dati Agcom (maps.agcom.it) basati su quanto dichiarato dagli operatori a essere coperti da almeno 30 Mbps è il 67 per cento delle famiglie italiane (a febbraio 2019). Una velocità da 100 Megabit in su è disponibile per il 35,3 per cento. Ma solo il 24 per cento è coperto da una rete che può arrivare tra i 100 e i 500 Mbps. I veri fortunati, quelli che possono comprare fibra fino aa 1 Gigabit, sono solo l'11,4 per cento delle famiglie italiane.
A parte questi elementi, tre fattori che tendono a incidere molto sulla velocità reale sono le interferenze Wi-Fi (motivo per cui può convenire usare il vecchio cavo ethernet almeno per i contenuti più pesanti oppure installare strategicamente alcuni repeater, anche powerline, vicino alla tv), problemi all'impianto domestico (risolvibili con un'elettricista) e il router (meglio prendere uno di buona marca, purché tra quelli consigliati dall'operatore; ci sono casi in cui router anche di alta qualità non supportano i 200 Mbps Vdsl2 in alcune zone con alcuni operatori).
Le offerte più veloci
Ma se siamo coperti da più operatori, a parità di tecnologia, come scegliere la connessione più veloce?
Purtroppo, per la banda ultralarga non ci sono comparatori ufficiali o almeno abbastanza attendibili, a differenza di quanto succedeva con l'Adsl (anche perché il numero di abbonati è ancora statisticamente limitato). Su Misurainternet.it di Agcom ci sono i test solo per le connessioni fibra ottica 100 di Tim e Fastweb (con velocità misurate tra i 97 e i 93 Mbps rispettivamente: piccola differenza, statisticamente forse irrilevante).
Un'altra via è confrontare le velocità minime garantite, sempre sul sito Agcom: (basato su dati dichiarati dagli operatori per obbligo normativo all'Autorità). Sotto questa velocità l'utente – testando la propria con il software Nemesys di Agcom – ha diritto a reclamare perché l'operatore migliori la situazione e in caso contrario a una disdetta gratuita.
Ebbene, abbiamo messo in tabella quanto si scopre qui:

La velocità garantita   La velocità massimo garantita dagli operatori di tlc


Un altro elemento può venire dal rapporto Nperf – basato su test degli utenti – da cui risulta che la velocità di rete fissa più alta è di Vodafone (nel primo semestre 2018): 59,13 Mbps; vicini però Wind Tre (55,55 Mbps), Fastweb (52,45 Mbps). Tim a 44 Mbps. Bisogna però tenere conto che questi dati analizzano tutte le connessioni fisse, per la grande maggioranza Adsl; non solo quelle fibra.

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