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Quali assicurazioni per il futuro? Manager e istituzioni a confronto all’Insurance summit 2022

I mercati, le incertezze geopolitiche, i cambiamenti geopolitici: sono i temi al centro dell’Insurance Summit 2022

di Redazione Finanza

(Sikov - stock.adobe.com)
  • L’impatto dell'innovazione sulle compagnie tra start up e digitale

    Innovazione e startup nella tavolta rotonda con Simone Ranucci Brandimarte, Presidente IIA e Yolo Group e Andrea Parisi, Amministratore Delegato AON. Ranucci ha spiegato che «l’85% executive italiani vede insurtech e tecnologia come priorità. Siamo molto vicini alle medie europee. La consapevolezza della necessità della tecnologia in ambito assicurativo, dunque, è elevata. Insurtech significa anche un raddoppio del mercato assicurativo mondiale nei prossimi dieci anni: 10 trillion nel 2030, da 5 trillion. Perché grazie alla digitalizzazione si sviluppano offerte molto più customer centric, intercettando nuovi target. Per esempio con le offerte più flessibili. E questa è un'onda di crescita che ha già attraversato altri settori. Chi prenderà i 5 trilion addizionali: i player tradizionali e quelli nuovi, con una competizione che sarà non più locale ma globale. E' già successo in questi anni, succederà ancora di più in futuro». Per Ranucci «aumenteranno polizze che viaggiano su piattaforme digitali. Ancora questo processo non si vede, perché siamo all'inizio. Ed è questa la grande opportunità. Per ora, putroppo, in Italia gli investimenti in insurtech crescono ma meno di quello che dovrebbero crescere. Ancora di più quando si parla di investimenti in startup insurtech. Eppure questo è il momento di investire. Serve maggiore coraggio e maggiore ambizione».
    Secondo Andrea Parisi, Amministratore Delegato AON, «Siamo un Paese dove si tende ad assicurare il minimo indispensabile. E oggi la variabile prezzi ha un impatto importante sui sinistri. Penso al mondo dell'auto, che subirà aumenti legati all'inflazione. Ma è un po' così per tutte le aree. Su Insurtech c'è una situazione di forte rincorsa e scarso investimento rispetto ad altri settori. Certo, bisogna crederci: e il cambio culturale è importante. Perché il ritorno di questi investimenti non è su tempi rapidi. Serve pazienza e coraggio. E va educato sia il consumatore, ma anche l'azienda. Le compagnie assicurative e i brocker cambieranno in futuro, a causa dell'avvento di intelligenza artificiale e machine learning. E oggi c'è anche un problema di competenze. Assistiamo a un utilizzo crescente dell'AI, prevalentemente nell'area della Salute. E questo offre un minor impatto in termini di errori, ma anche tempi migliori nella liquidazione del danno.
    Chi saprà cogliere meglio i vantaggio dell'innovazione, avrà un vantaggio competitivo importante nei confronti dei competitor».

  • Benessere fisico e benessere finanziario nella ricerca di Capgemini

    Michele Inglese, Head of Sales - Financial Services, Capgemini, ha presentato il “World Life & Health Insurance Report 2022 - The Wellness Revolution: come gli Assicuratori possono guidare la crescita tramite il benessere dei clienti”. E da questo report è emerso come ci siano elementi di correlazione importanti fra benessere fisico e benessere finanziario, che sono anche interconnessi. Il 70% del campione infatti dichiara che il benessere finanziario ha un impatto importante sul benessere fisico. E i clienti finali vedono le compagnie assicurative come partner ideali per conseguire questo benessere. La ricerca dice anche il Wellness è l'elemento che può fare la differenza, anche se ancora sconta una carenza di dati che lo limita.

  • Fra inflazione, tassi e cambiamenti climatici: il futuro delle polizze

    Inflazione, tassi di interesse e cambiamenti climatici al centro della tavola rotonda sulla nuove sfide del mercato assicurativo. Per Giacomo Campora, Ceo di Allianz S.p.A, l’inflazione rimane il «problema principale» e «si vedrà nei costi dei sinistri». Poi, ha chiarito Campora ci sono rami che vanno meglio, ma nel ramo auto l'inflazione pesa molto. Su RCA auto l'auspicio è di contrastare in modo efficace le frodi, che rimangono un problema che crea danni molto grandi. E sono danni soprattutto contro le persone oneste». Relativamente alla digitalizzazione, Campora l’ha definita «una sfida mai finita». Tutto il settore «ha fatto grandi passi verso la digitalizzazione: fra operazioni e rapporti con rete di vendita e clienti. Ma questo rimane un settore complesso. E serve sempre l'intermediazione di un esperto. I tentativi di fare un'assicurazione non intermediata hanno successo in un perimetro abbastanza stabile. La disintermediazione può essere un passo futuro, per ora non si è verificato. Neanche in pandemia».

    Per Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia il tema inflazione «è solo uno dei temi della tempesta perfetta che stiamo vivendo come settore assicurativo». Per Fancel la «digitalizzazione è sempre al centro del processo, soprattutto quando si parla della parte “motor”. Oggi noi consentiamo ai clienti di comunicarci un sinistro anche tramite WhatsApp. E chiaramente qui entra in gioco anche la prevenzione delle frodi, grazie a tecnologie nuove e algoritmi. Le tecniche per riduzione delle frodi sono molto avanzate, e catalizzano sempre massima attenzione».

    Per Luca Filippone, Direttore Generale Reale Mutua, «aggredire l'inflazione è una delle misure che bisogna portare avanti. Relativamente alle catastrofi naturali, è da tanto tempo che cerchiamo una soluzione normativa. Ogni anno la situazione peggiora. Siamo davanti a un tema strutturale e in peggioramento. Serve un intervento. Un sistema che unisca pubblico e privato. Il rischio è quello di un'implosione, coi costi che diventeranno inaccessibili per Pmi e famiglie. E lasceremo un Paese senza una protezione importante. Serve un sistema pubblico e privato che possa intervenire in questo contesto».

    Per Matteo Laterza, Ceo di UnipolSai Assicurazioni S.p.A. «i grandi cambiamenti di scenario avvengono con guerre e pandemie. E in questo caso le abbiamo entrambe. Dunque siamo davanti a un fenomeno significativo, al quale bisogna dare risposte adeguate. Le compagnie assicurative devono lavorare sulla loro produttività per assorbire il più possibile le dinamiche inflazionistiche che impattano il loro business».

  • Della Casa (RGI Group): serve un approccio olistico nei confronti dei clienti

    Tecnologia al servizio delle compagnie assicurative. Ne ha parlato durante il summit Federico Della Casa, Group Chief Executive Officer RGI Group. «Il mercato - ha detto - ci chiede di realizzare piattaforme nate attorno al cliente, con soluzioni modulari che permettano una gestione semplice. Magari con un solo contratto ma che preveda più coperture nel corso degli anni. L'altro aspetto è quello dell'evoluzione dei canali di distribuzione. Lato banca ci viene chiesto di entrare in architetture complesse, come sono quelle bancarie, in modo semplice. E questa è una sfida piuttosto impegnativa. Lavoriamo per servire prodotti assicurativi su clienti assolutamente differenti fra loro. Questo ci impone di accelerare sull'innovazione. Il nostro ruolo è quello evolverci per assecondare le richieste che arrivano dai nostri clienti. Bisogna scegliere in che cosa eccellere. Le aziende devono dotarsi di approcci olistici nei confronti dei clienti e gestirne la complessità».
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  • Unipol: Cimbri, non preoccupato da ricorsi Malacalza su Carige

    Carlo Cimbri, presidente di Unipol e UnipolSai, non è preoccupato dai ricorsi di Malacalza sull’acquisizione di Carige. Lo ha dichiarato intervenendo all'Insurance Summitm. «Ciò - ha chiarito - non impedirà di completare nei tempi previsti l’integrazione con Carige, non c’è alcun dubbio che Bper finalizzerà l’acquisizione di Carige nei tempi previsti, indipendentemente dal ricorso di Malacalza».

  • Unipol: Cimbri, auspico rinnovo bancassurance con Pop Sondrio entro fine anno

    «Nel bancassurance ci interessano rapporti di lungo periodo, con Bper lo avevamo e con Popolare di Sondrio lo abbiamo acquisito, i rapporti sono buoni e li abbiamo consolidati. Con Sondrio auspico che il rinnovo degli accordi possa avvenire entro la fine di quest'anno. Dal nostro punto di vista è importante, c'è spazio per migliorare il rapporto, per esempio sull'acquisizione di prodotti di protezione da parte delle banche». Così Carlo Cimbri, presidente di Unipol e di UnipolSai. «Nel modello di bancassurance se sei azionista hai un rapporto più solido con la banca”, ha rimarcato, evidenziando in ogni caso il supporto fornito a Bper nel lancio del nuovo piano industriale».

  • Generali: Donnet, ora tutto tranquillo su governance, cda sfidante ma supporta management

    «Parlare di conflittualità nella governance di Generali mi sembra un po' esagerato. Questo tema si è risolto il 29 aprile con l'assemblea che ha fatto una scelta chiara e netta, i soci vogliono che questo piano sia implementato da questa squadra di management». E' quanto ha precisato Philippe Donnet, Ceo di Generali. «Ciò è arrivato insieme alla scelta di un cda nuovo, di alto standing e profilo internazionale, che lavora sotto la leadership del presidente Sironi e ha una maggioranza di consiglieri indipendenti. Oggi si lavora benissimo. Come sempre il consiglio è molto sfidante, ma ciò è buono e giusto, ma la maggioranza del cda è molto supportive del management e questo è molto importante in questo contesto», ha concluso, chiosando: «Quindi, direi tutto tranquillo dal punto di vista della governance».

  • Generali: Donnet, a fine piano nuovo buyback se resta budget da M&A

    «Se entro fine piano, nel 2024, non avremo investito i 3 miliardi destinati all’M&A, torneremo a restituire il capitale ai soci”. Così Philippe Donnet, Ceo di Generali. «Intanto - ha aggiunto - abbiamo superato il 77% del primo buyback in Generali da 15 anni, un fatto positivo perché dimostra disciplina, chiarezza e trasparenza nella gestione del capitale».

  • Generali: Donnet, in linea con piano, centreremo target anche questa volta

    «Oggi dopo vari mesi di uno scenario che non si poteva aspettare siamo in linea con il piano, sono fiducioso che riusciremo ancora una volta a raggiungere tutti gli obiettivi del nuovo business plan perché alla fine tutto funziona se siamo disciplinati e focalizzati sull'implementazione quotidiana del nostro piano e sull'eccellenza». Così Philippe Donnet, ceo di Generali. «Se continuiamo a navigare con il migliore combined del settore, il migliore new busines margine del vita, il migliore Solvency ratio, la stessa proattività e reattività sull'M&A ma anche la giusta prudenza, sono convinto ancora una volta che porteremo a casa tutti gli obiettivi in qualsiasi scenario», ha precisato il manager, sottolineando che la percezione da parte del mercato di Generali è molto più positiva rispetto a sette anni fa (quando è stato nominato). «Con i nostri competitor è una gara, non è sufficiente andar bene, dobbiamo sempre andare bene meglio degli altri, perché la visione degli investitori del rischio tedesco è più bassa: quindi dobbiamo essere migliori degli nostri peers, per il momento lo stiamo facendo», ha sintetizzato Donnet.
    Infine, per quanto riguarda l'M&A, «stiamo lavorando, stiamo esaminando opportunità e poi decideremo insieme al consiglio cosa bisogna fare nel migliore interesse di tutti i soci. E' un momento complicato, pieno di incertezza, c'è un grande nervosismo dei mercati e dobbiamo essere molto prudenti, il che significa non essere ambiziosi o restare fermi».

  • Farina, compagnie resilienti grazie a focus su innovazione

    «Fino ad oggi il settore assicurativo ha dimostrato un'ottima capacità di resilienza di fronte al rapido peggioramento dello scenario, grazie al forte orientamento all'innovazione. Da tempo le compagnie stanno attuando questo percorso, investendo su nuove tecnologie, un elemento chiave per la crescita con lo sviluppo di prodotti finanziari atti a rispondere sempre meglio ai bisogni chiave di cittadini e imprese come salute, mobilità e protezione». E' quanto ha sottolineato Maria Bianca Farina, presidente di Ania. «Lo scenario di oggi è legato a forti incertezze sia a livello globale che settoriale ma è anche caratterizzato dallo sviluppo pervasivo di nuove tecnologie che offrono nuove opportunità per affrontare le sfide di oggi e del futuro. – ha fatto notare - Noi assicuratori siamo abituati a tenere conto di svariati elementi di incertezza, anzi abbiamo il compito di trasformarla ove possibile in rischi misurati. In un contesto di grande avversità le attese nei nostri confronti e le nostre responsabilità aumentano».

  • Signorini: Assicurazioni tutelino sempre consumatori, attenzione Ivass elevata

    «I difficili tempi che stiamo vivendo sono una sfida per tutti i settori economici, compreso quello assicurativo. E' importante che non si allenti l'attenzione per i profili di condotta e la tutela consumatori, sulla cui fiducia si basa il buon funzionamento dei mercati finanziari e assicurativi». E' quanto ha dichiarato il presidente dell'Ivass e dg di Bankitalia, Luigi Federico Signorini. «Da parte nostra l’attenzione è sempre elevata. Stiamo lavorando su vari fronti, dalla documentazione contrattuale alla consapevolezza dei consumatori: alle compagnie chiediamo di assicurare un'applicazione sempre migliore di una governance del prodotto che risponda alle effettive esigenze della clientela, si tratta di fattori chiave dello sviluppo dell'attività assicurativa», ha aggiunto. .

  • Corradi (Bcg), onda lunga inflazione non ancora arrivata in Italia

    «L'inflazione non si è ancora manifestata su conti delle assicurazioni italiane rispetto ad altri settori. Vedremo se anche le compagnie saranno raggiunte dall’onda lunga dell’aumento dei prezzi». E' quanto ha sottolineato Davide Corradi, managing director e senior partner di Bcg, intervenendo all'Insurance Summit, organizzato da 24 Ore Eventi in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Per combattere il carovita, «il repricing non è l'unica leva, tutta la catena del valore offre modalità d'intervento. Si possono strutturare azioni sia nel breve sia nel medio lungo con azioni più strategiche», ha aggiunto.
    «Questo è un mondo nuovo che gran parte del management assicurativo non ha mai affrontato. Parliamo in ogni caso di un'industria che negli ultimi 10 anni ha cambiato le modalità di creazione di valore, anche se i profitti delle compagnie europee sono sui livelli del 2015 mentre il Total shareholder return è calato dal 10% del 2015 al 7% del 2021. – ha fatto notare – Tuttavia, è cambiata la struttura dello stesso Tsr: la creazione di valore è sempre più basata sui dividendi e meno sulla crescita e ciò frena investimenti industriali necessari per innovare il business».

  • Innovazione, investimenti e nuove competenze: le sfide per le compagnie al centro del Summit

    I mercati, le incertezze geopolitiche, i cambiamenti geopolitici. E poi gli investimenti in tecnologia e le competenze necessarie. C’è tutto questo a scandire il presente e il futuro del mondo assicurativo, temi al centro dell’Insurance Summit 2022 del Sole 24 Ore, che vede a confronto il gotha dei manager, istituzioni e addetti ai lavori. Organizzato da 24 ORE Eventi, si svolge presso l'Auditorium “Giorgio Squinzi” di Assolombarda in via Pantano 9 a Milano ma può essere seguito in diretta streaming su ilsole24ore.com/insurancesummit2022. Interverranno tra gli altri Carlo Cimbri (ceo Unipol), Philippe Donnet (ceo Generali), Maria Bianca Farina (presidente Ania), Luigi Federico Signorini, (presidente Ivass), Gelsomina Vigliotti (vicepresidente Bei). Main partner dell'Insurance Summit del Sole 24 Ore sono BCG, KPMG, RGI, Official Partner sono CAPGEMINI e IIA, mentre Event Partner è WIT.

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