metodo e novitÀ dell’indagine

Qualità della vita 2019, viaggio in 90 indicatori per esplorare i territori

Sono tante le novità nell’edizione 2019 della Qualità della vita del Sole 24 Ore. Gli indicatori salgono da 42 a 90 e viene utilizzato un nuovo metodo di calcolo. Debutta un pacchetto di parametri su clima, salute, debiti delle famiglie e tempo libero

di Michela Finizio


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3' di lettura

Per festeggiare i trent’anni dell’indagine che ha cambiato il modo di raccontare le province italiane, la Qualità della vita del Sole 24 Ore cresce e cerca di includere nuovi aspetti della vita quotidiana che incidono sul benessere della popolazione.

L’obiettivo è riuscire a fotografare al meglio la complessità dei nostri territori e stare al passo con la ricchezza di fonti informative che ogni giorno registrano le performance della popolazione, delle imprese e degli enti pubblici. Per questo motivo quest’anno salgono da 42 a 90 gli indicatori considerati per elaborare la classifica finale, suddivisi nelle tradizionali sei macro-categorie tematiche che accompagnano l’indagine dal 1990: ricchezza e consumi, affari e lavoro, demografia e società, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, tempo libero.

Tutte le classifiche: dall’ultima edizione alla prima nel 1990;

L’aumento dei dati, insieme alla scelta di un nuovo metodo di calcolo della graduatoria finale, potrebbe in parte giustificare le forti oscillazioni che si registrano rispetto agli anni precedenti.

I nuovi indicatori
La raccolta dei dati quest’anno è partita a gennaio: gli indicatori sono tutti certificati, rilasciati da fonti ufficiali e istituti di ricerca, quasi sempre relativi all’anno precedente (in questo caso al 31 dicembre 2018), se non più recenti. In particolare - grazie a un percorso in sette tappe tematiche proposto sul Sole 24 Ore nel corso del 2019 - la fase di raccolta dei dati è stata particolarmente ricca.

Per la prima volta, ad esempio, è stato elaborato un Indice del clima (pubblicato il 25 marzo 2019), capace di raccontare con dieci sotto-indicatori le specificità climatiche del luogo: soleggiamento, eventi estremi, nebbia, ondate di calore e tanti altri parametri registrati da 3BMeteo sugli ultimi dieci anni hanno permesso di incoronare Imperia regina del clima, seguita da Catania e Pescara, lasciando invece in fondo alla classifica Novara, Vercelli e Pavia.

Potenziati, con l’Indice della salute pubblicato il 20 maggio, anche i parametri che raccontano la speranza di vita e la mortalità della popolazione, così come l’accesso ai servizi sanitari (medici di base e pediatri in rapporto alla popolazione, consumo di farmaci per malattie croniche, e così via).

Per quanto riguarda la ricchezza e i consumi, invece, sono stati presi in considerazione per la prima volta i valori di indebitamento delle famiglie (dati Crif), le rate dei mutui e il tasso di rischio dei finanziamenti. Nella categoria Affari e lavoro, che misura le imprese che operano (e offrono lavoro) sul territorio, sono stati introdotti l’indice di imprenditorialità giovanile e l’incidenza delle imprese che fanno e-commerce.

Tra i nuovi reati monitorati nell’Indice di criminalità (pubblicato il 14 ottobre), invece, sono state incluse le violenze sessuali e le estorsioni denunciate dalla popolazione.

Infine, il tempo libero (Sole 24 Ore del 19 agosto) è stato misurato anche attraverso la diffusione di palestre, iniziative sportive per bambini, biblioteche e strutture ricettive sul territorio.

Il punteggio da mille a zero
Quest’anno per la prima volta entra in scena un nuovo metodo di calcolo. Il sistema di ranking utilizzato finora è stato aggiornato in modo da rendere più omogenea l’attribuzione alle singole province del punteggio conseguito in base ai valori registrati in ogni singolo indicatore:

1. per ciascuna graduatoria, mille punti vengono dati alla provincia con il valore migliore e zero a quella con il peggiore;

2. il punteggio per le altre città si distribuisce di conseguenza in funzione della distanza rispetto agli estremi;

3. in seguito, per ognuna delle sei macro-categorie si individua una graduatoria di tappa, determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori tematici, ciascuno pesato in modo uguale all’altro;

4. si arriva alla classifica finale costruita sulla media aritmetica semplice delle sei graduatorie di settore.

La classifica finale fotografa le 107 province italiane cercando di mettere in luce le località “dove si vive meglio” e quelle dove, invece, si concentrano le maggiori criticità. Come in tutte le classifiche, il risultato finale non riesce a esprimere tutta la complessità dei nostri territori, con situazioni ben diverse tra le best practices e i record negativi. Mettere in graduatoria le performance delle varie province, però, consente di accendere i riflettori, o addirittura dei campanelli di allarme, sulle situazioni più estreme.

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