Qualità della vita 2019 - La salute

le reazioni all’indagine del sole 24 ore

Qualità della vita, lo scettro a Milano fa discutere ma «la città è attrattiva»

di Michela Finizio


Qualità della vita 2018, vince Milano. Ruggeri: «Tutti sindaci bravi»

4' di lettura

Fa discutere il primato di Milano nella Qualità della vita 2018. La classifica annuale del Sole 24 Ore pubblicata oggi riceve il plauso dei milanesi, ma incontra anche lo scetticismo di chi vede nel capoluogo lombardo lo stereotipo della città trafficata, conosciuta per lo smog e la micro-criminalità. Eppure quello di Milano è proprio un «effetto bilanciamento»: alcuni record, tanti dati positivi, qualcuno negativo. Su 42 indicatori che compongono la graduatoria ci sono risultati diversi e lo stesso sindaco, Giuseppe Sala, è pronto a riconoscere la presenza anche di alcune criticità: «Ci mancherebbe che non ci fossero - afferma - È chiaro che siamo consapevoli che il lavoro non è finito».

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Le reazioni al primato di Milano

Milano, ad esempio, è penultima per incidenza di scippi e borseggi ogni 100mila abitanti e seconda - subito dopo Napoli - per numero di rapine. «Il tema della sicurezza - ha spiegato il sindaco Sala - è un tema come in tutte le grandi città, grandi e ricche, dove la criminalità si raduna e dove si denuncia molto. È anche vero che Milano si deve confrontare con le città internazionali e quindi anche per questo abbiamo ancora molto da fare».

La candidata alle Olimpiadi invernali del 2026, quindi, già si prepara alla sfida internazionale, festeggiando intanto - è di poche settimane fa la notizia - ottimi risultati sul fronte del business: dal terzo posto per tasso di occupazione al record per i depositi bancari pro capite. Nel frattempo è di pochi giorni fa la decisione di due grandi gruppi come Enel e Generali di spostare il proprio «investor day» nel capoluogo lombardo, dopo averlo tenuto per anni nella city londinese . «È una città attrattiva - ha detto il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta - per gli studenti, i giovani ci vengono volentieri a studiare e questo non solo per la qualità delle università, ma anche per la
capacità di aprirsi verso i ragazzi della metropoli» .

«Comunque - ha aggiunto Resta - bisogna tener conto che queste classifiche sono una media, ma è certamente una fotografia positiva e mi sembra che ci sia un tasso di crescita importante». Anche il rettore della Bocconi, Gianmario Verona, commenta la classifica del Sole24Ore sulle province in cui si vive meglio, ricordando che l’ateneo ha convinto molti docenti a trasferirsi a Milano che rimangono affascinati dalla qualità di una città perfettamente integrata con il resto d’Europa: «Confermo l’incredibile miglioramento avuto in questi anni in cui Milano è diventata oggettivamente una capitale europea con servizi molto competitivi».

Qualità della vita 2018: scopri le classifiche

«Il nostro territorio sta soffrendo, soprattutto sul versante economico, e ci sono alcuni problemi che vanno affrontati. Udine e il Friuli devono recuperare questi 14 punti che abbiamo perso, ma ricordo anche che siamo sempre al 24simo posto, quindi nella parte alta della classifica che interessa più di 100 province italiane». È il commento del sindaco di Udine, Pietro Fontanini (Lega), commentando il calo consistente di 14 punti della città nella classifica. «Da parte mia - ha proseguito - mi sto impegnando per la città specie nei settori sicurezza, qualità dei servizi. Resta il fatto che la nostra provincia e il Comune hanno l'indicatore economico più basso della regione, questo significa che il Friuli è in sofferenza rispetto ad altre province più fortunate di noi, come Trieste e Gorizia. Sull'aspetto economico - ha aggiunto - ritengo che sia più opportuno che intervenga la Regione», la quale «è già intervenuta abbassando l'Irap». Bisogna «continuare su questa strada anche se resta il problema delle differenze che esistono sul territorio regionale», ha concluso sostenendo: «Dobbiamo recuperare e arrivare al livello di Pordenone, Gorizia e Trieste, che sono in posizioni migliori della nostre».
Da Udine a Livorno, una città quest’ultima tra quelle che hanno perso più posizioni (venti) rispetto al 2017. «L’indagine annuale sulla qualità della vita del Sole 24 Ore ci conferma nella top ten delle province italiane per “ambiente e servizi” e “cultura e tempo libero” - commenta il sindaco Filippo Nogarin (M5s) - dove saliamo addirittura al quinto posto nazionale. Livorno continua quindi ad essere una città dove si vive bene, anche attraverso l’attenzione dell’amministrazione verso le fasce più deboli per le quali spendiamo più di ogni altra città toscana».

«Per un’area di crisi complessa come la nostra - prosegue Nogarin -, dove partiamo da uno svantaggio notevole su alcuni indicatori economici, il risultato di quest’anno, di due punti superiore a quello 2017, ci restituisce quindi una fotografia positiva». Secondo il sindaco è necessario «fare di più, questo è certo, perché il nostro tasso di occupazione cresce, ma troppo poco, e perché ancora non abbiamo portato a termine il percorso avviato per favorire maggiormente l’innovazione produttiva nel nostro territorio, vera ricetta per agganciare definitivamente il treno del rilancio». A questo proposito Nogarin cita «la risposta imprenditoriale del nostro territorio davanti alla pubblicazione dei bandi di insediamento urbano, per i quali abbiamo chiesto e ottenuto uno stanziamento di un milione e 600 mila euro, e per i voucher innovazione che andranno alle imprese, micro e pmi, desiderose di innovare, per altre 400mila euro».

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