Torino

Quando l'arte contemporanea incontra l'opera lirica la scintilla si fa incendio

La felice e dotta mostra “Regio Contemporaneo” racconta l'incontro fra l'arte dei nostri giorni e l'opera, attraverso una selezione di produzioni liriche dell'ultimo mezzo secolo

di Stefano Biolchini

DLorenzo per Art Site Fest

2' di lettura

E’ dall’incontro novecentesco fra il teatro di regia e la rilettura dei classici che la stessa essenza del “melodramma”, genere italiano più caratterizzante par excellence e forse più compiuto, trae maggior linfa. Prova ne sia Giulio Paolini che rende concettuale il trascendente Parsifal di Wagner, o Mimmo Paladino che reinterpreta l'inedita coppia Mascagni e Stravinskij. E ancora Botto & Bruno che vestono una fiaba di periferia, mentre la Fura dels Baus sposta Bohème nella banlieu. Per non dire di David Hockney che rifà Hogarth nell'incontro con Stravinskij e riempie di colori pop il Tristano di Wagner, opera che viceversa Alberto Burri spoglia e riduce all'essenziale.

A Torino l'arte contemporanea incontra l'opera lirica

A Torino l'arte contemporanea incontra l'opera lirica

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L'arte contemporanea incontra l'opera lirica

Acclarato è insomma che quando l'arte contemporanea incontra l'opera lirica il meccanismo di “reinvenzione” ha tale forza da rigenerare, amplificare e contaminare di significati anche inusitati, e quindi attuali, le stesse opere che da oltre 400 anni il teatro musicale impone all’immaginazione e sentimenti degli spettatori.

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Da qui sapientemente, con inusitato garbo e tocco felice, parte la mostra Regio Contemporaneo per raccontare l'incontro fra l'arte dei nostri giorni e l'opera - scintille d’incendio - attraverso una selezione di produzioni liriche dell'ultimo mezzo secolo (realizzata nell'ambito di Art Site Fes) e quindi aprire magicamente il suo metaforico sipario ad una riflessione incantata, in cui gli artisti della contemporaneità si affiancano e confondono con i grandi protagonisti del teatro: Stefano Poda scava nel nostro inconscio con tableaux vivants di magnifica raffinatezza, Davide Livermore e Damiano Michieletto, fanno dialogare Mozart, Verdi e Puccini con la realtà che ci circonda.

In un costante confronto tra passato e presente, il percorso espositivo – inaugurato da un focus sulla creazione di Umberto Mastroianni per la cancellata scuoltorea del Regio – porta a scoprire incontri e corto circuiti, ricreati attraverso bozzetti e foto di scena, ma anche costumi dei personaggi d'opera più celebri, chiamati per una volta a lasciare il palcoscenico del Teatro per popolare le sale juvarriane dell'Archivio di Stato.

La mostra prodotta da Art Site Fest è a cura di Domenico Maria Papa e Simone Solinas ed realizzata in collaborazione con l'Archivio di Stato e il Teatro Regio di Torino. La visita alla mostra, nelle sale juvarriane dell'Archivio è consentita previa prenotazione.

Per info su orari e modalità di accesso: archiviodistatotorino


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