PREMIO BATASIOLO

Quando l'azienda vinicola finanzia la ricerca

114 gruppi di ricercatori (clinici, biologi, informatici, ingegneri, veterinari) da 61 tra Università e centri di ricerca distribuiti in 14 regioni d'Italia hanno partecipato al premio istituito da Beni di Batasiolo, importante produttore vinicolo delle Langhe, per la ricerca medica sul microbiota

di Maria Teresa Manuelli


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3' di lettura

Dieta anti-invecchiamento, le proprietà degli alimenti, la sana alimentazione, il rapporto tra dietetica e gastronomia: sono tra i temi più ricorrenti nell'informazione scientifica e divulgativa che affrontano il rapporto tra cibo e salute. Argomenti su cui però molto ancora c'è da scoprire e studiare. Così, nel carente panorama di finanziamenti pubblici e privati per la ricerca scientifica, a febbraio 2019 l'Accademia di Medicina di Torino, storica istituzione culturale, e Beni di Batasiolo, importante produttore vinicolo delle Langhe, hanno proposto un consistente sostegno a supporto di studi che chiariscono il ruolo tra microbiotica, cibo e salute.
“Quando l'Accademia di Medicina di Torino ci ha prospettato l'idea di istituire un premio per la ricerca medica sul microbiota e cioè sui fattori determinanti che mettono in relazione il cibo - anche il vino - con la salute, abbiamo subito capito che si trattava della forma ideale di investimento per un processo produttivo nuovo e qualificante in campo vinicolo. Dalla medicina ci attendiamo precise indicazioni per elevare sempre di più la qualità dei nostri vini”, afferma Valentina Dogliani, vicepresidente di Beni di Batasiolo.

La cantina, tra l'altro, ha già attivato grandi investimenti per la produzione, come per esempio nuovi impianti di pigiatura, tavoli di cernita per la scelta manuale dell'uva, sistemi di vinificazione e macerazione dove tutto è controllato elettronicamente dalla temperatura ai rimontaggi e permette nei casi opportuni l'eliminazione dei vinaccioli.


Due premi da 80mila euro ai progetti vincitori
Al bando, indetto con due premi da 40mila euro annui per due anni, hanno risposto 114 gruppi di ricercatori (clinici, biologi, informatici, ingegneri, veterinari…) da 61 tra Università e centri di ricerca distribuiti in 14 regioni d'Italia. I progetti sono stati esaminati da una commissione di ricercatori che ne ha selezionati 23. Gli argomenti presi in esame che si contenderanno il premio di ricerca sono estremamente vari, in quanto moltissime sono le malattie che si possono manifestare a seguito di un'alterazione del Microbiota: considerando che la salute è direttamente correlata con la qualità del cibo introdotto, la maggior parte dei contributi prende in esame gli effetti di alcuni alimenti, mentre alcuni si focalizzano sul ruolo del Microbiota in specifici stati patologici, come le malattie del Sistema nervoso centrale, le malattie orali e intestinali, quelle cardiovascolari, polmonari, in rare malattie genetiche, oppure sulla salute del neonato. I due vincitori saranno annunciati in autunno in una serata presso la cantina di Beni di Batasiolo a La Morra.


“I risultati attesi – dichiara Giancarlo Isaia, presidente dell'Accademia di Medicina di Torino –potranno generare sviluppi importanti per affrontare più adeguatamente, soprattutto attraverso una sana e corretta alimentazione, i problemi di salute della popolazione in generale e degli anziani in particolare, favorendo un invecchiamento di successo, ma anche ricadute di tipo economico connesse all'introduzione di nuove tecnologie, alla creazione di posti di lavoro e allo sfruttamento di brevetti”.


Siamo quello che mangiamo
Non tutti sanno che nell'intestino albergano fino a un milione di miliardi di organismi unicellulari, un numero 10 volte superiore a quello di tutte le cellule del corpo umano, in prevalenza batteri, che costituiscono il Microbiota Intestinale, già noto come ‘Microflora batterica intestinale'. I batteri mantengono con l'ospite uno stretto rapporto simbiotico. Questa imponente popolazione batterica è stata oggetto negli ultimi anni e in tutto il mondo di numerose ricerche i cui risultati sono stati pubblicati in moltissimi lavori che hanno indagato il suo ruolo sulla salute umana: i dati che sono stati ottenuti indicano che in presenza di un microbiota “sano” molte malattie tardano a manifestarsi, mentre, al contrario, quando i batteri non godono di buona salute, è favorita la comparsa di numerose malattie, in particolare di quelle croniche e degenerative molto frequenti negli anziani, ma anche di quelle neonatali, tutte in grado di pregiudicare la salute e la qualità di vita. Nel corso della vita, infatti, la sua composizione può variare sotto l'influsso di diversi fattori, i principali dei quali sono il peso corporeo, le terapie antibiotiche, il fumo e soprattutto l'alimentazione. Una dieta ricca di verdura, frutta e cereali integrali garantisce un elevato apporto di sostanze che conferiscono la massima biodiversità del microbiota e che influenzano la produzione di moltissime sostanze: quanto più numerose sono le specie presenti, tanto più positiva è la sua influenza sulla salute dell'individuo. Nella salute dell'uomo, si tratta di un complesso importante perché la qualità/quantità degli alimenti e il loro contenuto di sostanze nutraceutiche e prebiotiche influenzano la composizione e la funzionalità del microbiota.

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