Dal carcere agli evasori alla prescrizione, tutte le volte che Renzi ha votato con l'opposizione

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Quando Iv vota con l'opposizione / Il no alla riforma della prescrizione targata Bonafede: l'appoggio all'emendamento Magi (+Europa)

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Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (Ansa)

Il dossier su cui ultimamente Italia Viva ha preso le distanze dalle scelte degli alleati di governo, e lo ha fatto in più di un'occasione, è quello della riforma della prescrizione targata Bonafede, il ministro della Giustizia pentastellato del Conte bis. La riforma, entrata in vigore il 1 gennaio, prevede l'interruzione dei termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia di condanna che di assoluzione. Italia Viva ha chiesto il rinvio. M5S, Pd e Leu hanno raggiunto un'intesa, il cosiddetto “Conte bis”, stando alla quale il corso della prescrizione rimane sospeso dalla pronuncia della sentenza di condanna di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza, e la stessa riprende il suo corso e i periodi di sospensione sono computati, quando la sentenza di appello proscioglie l'imputato o annulla la sentenza di condanna nella parte relativa all'accertamento della responsabilità o ne dichiara la nullità. L'opposizione di Italia Viva alla linea degli alleati si manifesta in concreto con la decisione dei renziani di votare con l'opposizione, che chiede lo stop alla riforma Bonafede. Accade martedì 11 febbraio: nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera i deputati di Iv votano con l'opposizione. Alla fine, nonostante l'appoggio dei deputati di Italia Viva, non passa per appena due voti l'emendamento Magi (+Europa) che di fatto avrebbe sterilizzato la riforma Bonafede.

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