politica e lifestyle

Quando Jill e Joe Biden entreranno alla Casa Bianca, ci saranno anche i loro due cani

Donald Trump è stato tra i pochi presidenti a non avere un cane o un gatto al quale dare il titolo di «first pet» - Breve storia degli inquilini a quattro zampe dello Studio Ovale (e non solo)

di Giulia Crivelli

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2' di lettura

Melania e Donald Trump non hanno cani né gatti né pesci né criceti né iguane né - a quanto si sa - altri animali da compagnia. Ed è strano, perché la maggioranza dei 44 presidenti che avevano preceduto Trump erano entrati alla Casa Bianca con un pet o ne avevano adottato uno.

I due cani dei Biden

Quando Jill e Joe Biden arriveranno alla Casa Bianca, porteranno invece con sé i pastori tedeschi Major e Champ. Major, in particolare, sarà il primo cane adottato da un canile (è successo nel 2018 grazie alla Delaware Human Association, il rifugio suggerito al presidente eletto dalla figlia Ashley) a varcare la soglia dell’edificio americano più famoso. Champ è stato regalato a Jill da Joe subito dopo le elezioni del 2008, dunque è già stato alla Casa Bianca come amico a quattro zampe del vicepresidente e arriva dalla Pennsylvania, lo stato che ha regalato a Biden la maggioranza dei grandi elettori.

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I precedenti

Almeno 30 presidenti hanno avuto cani, a iniziare da George Washington e molti di loro sono diventati famosi: da Fala, l’amatissimo terrier di Franklin Delano Roosevelt, a Millie la springer spaniel inglese di George Bush senior che meritò una parte in un episodio dei Simpsons. Barack Obama, che soffre di allergie, esitò prima di portare alla Casa Bianca i due cani d’acqua portoghesi, Bo e Sunny, promessi alle figlie in campagna elettorale. Doug Wead, membro dello staff all’epoca di George Bush senior, raccontò, che quando Millie portorì i suoi cuccioli, fu organizzato un evento, pianificato con la stessa cura di una vera e propria cena di Stato. La moglie di George Bush senior scrisse anche “Il libro di Millie”, un volume di “memorie canine” il cui esempio fu seguito da Hillary Clinton nel 1998 con il libro per bambini dedicato al loro cane Buddy e al gatto Socks (foto in alto), che includeva non solo la dettagliata descrizione delle loro abitudini e le loro foto ma anche le lettere indirizzate a loro dai bambini.

Quattrozampe alla Casa Bianca

Quattrozampe alla Casa Bianca

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Non solo cani

Un posto d’onore merita anche Misty Malarky Ying Yang, il gatto siamese della famiglia Carter o Macaroni, il pony appartenuto ai Kennedy che, per altro, tenevano di tutto: cani, gatti, uccelli, criceti e un coniglio di nome Zsa Zsa. Secondo il sito del Museo degli animali domestici presidenziali (Presidential Pet Museum), Martin Van Buren, ottavo presidente degli Stati Uniti, dal 1837 al 1841, aveva un paio di cuccioli di tigre che poi donò allo zoo e John Quincy Adams, il sesto presidente, dal 1825 al 1829, un alligatore. Non solo pet “artistocratici”Il cane di Abraham Lincoln, per esempio, un meticcio di nome Fido, è stato salvato mentre vagava nella sua città natale di Springfield, in Illinois. E il cucciolo preferito del presidente Lyndon B. Johnson (LBJ), Yuki, era stato abbandonato dal suo proprietario in una stazione di servizio e salvato dalla figlia del presidente, Luci, il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving) del 1966. Secondo Lyndon Nugent, nipote del presidente Johnson, «il cane preferito di LBJ condivideva un legame molto significativo che personificava lo spirito americano: solo in America un povero ragazzo di Johnson City poteva finire alla Casa Bianca».

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