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Quando Peggy Guggenheim preferiva Londra

Nel 1938 la collezionista aveva aperto la sua prima galleria d'arte nella capitale britannica

di Nicol Degli Innocenti


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Peggy Guggenheim con il critico Herbert Read nella sua galleria londinese nel 1939

2' di lettura

La storia dell'arte, così come la storia, non si fa con i “se”. È però importante comprendere come alcuni eventi abbiano segnato e influenzato il corso delle cose in modo irreversibile e dirompente.
Ecco quindi un esempio di un “se”. Se la grande collezionista Peggy Guggenheim avesse potuto realizzare il suo sogno originale di aprire un museo di arte contemporanea a Londra, forse non avrebbe stabilito la sua base nel suo celebre palazzo veneziano.

A rivelare i dettagli di un momento poco conosciuto ma cruciale della storia dell'arte del Ventesimo secolo è una mostra alla Ordovas Gallery di Londra.

Il progetto londinese di Peggy Guggenehim

Il progetto londinese di Peggy Guggenehim

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Nel gennaio 1938 la Guggenheim, con l'aiuto di Marcel Duchamp, aveva aperto la sua prima galleria d'arte a Londra, al 30 di Cork Street, a pochi passi da Ordovas. La prima mostra di Guggenheim Jeune fu dedicata a Jean Cocteau. Nei mesi successivi la galleria ha ospitato ben 21 mostre, che hanno presentato gli artisti più all'avanguardia dell'epoca, mostrando opere di J ean Arp, Salvador Dali, Pablo Picasso, Alexander Calder, Georges Braque, Joan Mirò e Yves Tanguy.

La galleria che nelle intenzioni della Guggenheim avrebbe dovuto essere la base per il primo museo di arte moderna a Londra rimase aperta solo per 18 mesi, fino al giugno 1939. La collezionista era a Parigi ad acquistare opere per questo progetto quando lo scoppio della guerra le impedì di tornare a Londra e la costrinse a cambiare i suoi progetti.

Dopo un periodo a New York nel 1948, dopo avere partecipato alla Biennale di Venezia, la Guggenheim acquistò il Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande come sede per la sua magnifica collezione di arte contemporanea e passò il resto della sua vita a Venezia. Londra, suo malgrado, aveva perso un'occasione irripetibile a tutto vantaggio della città italiana.

La mostra alla Ordovas raccoglie quadri e sculture di Jean Arp e Yves Tanguy, alcuni esposti a Guggenheim Jeune nel 1938/39 e alcuni mai visti prima in Gran Bretagna.

Ci sono anche foto, lettere e documenti inediti dell'epoca, comprese le locandine originali delle mostre della galleria nella sua breve vita, frutto di un grande lavoro di ricerca negli archivi. Documenti e oggetti, tra cui un anello scolpito in legno di rosa, testimoniano anche la storia d'amore tra la Guggenheim e Tanguy in quel periodo.

“Nessuno ha prestato molta attenzione a ciò che l'esperimento londinese ha significato per Peggy come collezionista e gallerista e soprattutto alla sua intenzione di aprire un museo di arte moderna a Londra”, spiega Pilar Ordovas, curatrice della mostra.

Per quanto breve, l'esperienza londinese era stata formativa e fondamentale per la Guggenheim, facendole capire che era quella la sua strada. Come scrisse lei stessa, quei mesi di lavoro nella galleria di Cork Street l'avevano fatta diventare una “art addict”.

Art addict è il titolo di un documentario che accompagna la mostra, che verrà mostrato a una serata speciale dedicata alla Guggenheim il 28 novembre all'Istituto italiano di cultura di Londra.

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