lo studio scientifico

Quando la squadra del cuore fa male alla salute: rischio infarto per i tifosi più accaniti 

I ricercatori di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo

di Marzio Bartoloni

Dietro l’infarto c’è un batterio intestinale

I ricercatori di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo


2' di lettura

Un derby o una finale di coppa possono costare caro alla salute dei tifosi. Mentre guardano la loro squadra del cuore, i più sfegatati sperimentano livelli di stress talmente alti da far aumentare il rischio di infarto. A mettere in guardia gli appassionati di pallone è uno studio pubblicato sulla rivista «Stress and Health», che ha testato la presenza di cortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva dei tifosi durante tre partite dei Campionati del mondo Brasile 2014. Studio che conferma ricerche precedenti che hanno mostrato un aumento degli attacchi di cuore tra i tifosi durante le partite più importanti.

Sale il cortisolo nella saliva
Nel loro studio, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo: due vittorie (quelle con la Colombia e con il Cile) e una sconfitta. I ricercatori in particolare hanno trovato durante la storica sconfitta casalinga in semifinale contro la Germania dell’8 luglio 2014, persa per ben 7 a 1 dai carioca, livelli di cortisolo schizzati alle stelle, un parametro particolarmente pericoloso, perché collegato a aumento della pressione arteriosa e affaticamento del cuore, soprattutto se è già indebolito. «Anche i sostenitori occasionali sperimentano lo stress, ma non così forte come in coloro che si identificano con la propria squadra», spiega la ricercatrice Martha Newson. «Non sono state riscontrate invece - sottolinea - differenze nei livelli di stress tra uomini e donne, nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre di calcio».

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I rimedi anti-stress negli stadi
L’associazione tra tifo sfegatato e rischi per il cuore «non è nuova e la vediamo anche nella nostra pratica clinica. Alti livelli prolungati di cortisolo - spiega Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (Sic) - tipicamente causati da stress cronico, possono aumentare il colesterolo nel sangue, la glicemia e la pressione, tutti noti fattori di rischio per le malattie cardiache. Nel caso specifico l’aumento di cortisolo non è prolungato, ma limitato nel tempo. Ma a potenziare il rischio è il rilascio di adrenalina, che causa un aumento della frequenza cardiaca». Il fatto è che il corpo non distingue tra lo stress “cattivo” causato magari dalla faticosa routine lavorativa da quello “buono” provocato dall’eccitazione per le prestazioni della propria squadra del cuore. Tra l’altro gli alti livelli di stress inducono spesso i tifosi a consumare più cibo ed abusare dell’alcol, cosa che non aiuta la salute. Secondo i ricercatori gli stadi dovrebbero abbassare le luci e suonare musica rilassante dopo le partite e i club potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire screening cardiaci o altre misure di salute ai sostenitori più impegnati.

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