Trasporti

Quando vedremo viaggiare i treni a trazione elettrica in Sardegna

A immaginare un'isola a energia elettrica green è anche l'amministratore delegato dell'Enel Francesco Starace che, a Thyrreninan link in esercizio, ipotizza l'installazione di un gigawatt di batterie e 4/5 gigawatt di potenza di rinnovabili in più rispetto a oggi

di Davide Madeddu

(scharfsinn86 - stock.adobe.com)

3' di lettura

L'energia elettrica verde accende la Sardegna, ma non fa viaggiare i treni. E seppure qualcosa cominci a muoversi tra decarbonizzazione, passaggio al metano e crescita delle rinnovabili, per vedere viaggiare i treni a trazione elettrica ci sarà da aspettare ancora tempo perché i progetti ancora da definire così come gli investimenti.

Rinnovabili e Tyrrhenian link

L'orizzonte tracciato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani punta a una riduzione del 55 per cento di emissioni al 2030 e al 90 per cento per il 2050 oltre che all'impiego del gas da aggiungere alle rinnovabili, per la gestione della transizione dal carbone. Con l'obiettivo di raddoppiare l'energia prodotta da rinnovabili cui si dovrebbe aggiungere l'apporto fornito dal Tyrrhenian link, ossia il cavo che collegherà Sardegna, Sicilia e Campania.

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Non a caso a immaginare un'isola a energia elettrica green è anche l'amministratore delegato dell'Enel Francesco Starace che, a Thyrreninan link in esercizio, ipotizza l'installazione di un gigawatt di batterie e 4/5 gigawatt di potenza di rinnovabili in più rispetto a oggi, sviluppando investimenti sino al 2030 per 15 miliardi e una ricaduta di circa 15 mila unità.

Si punta sulle rinnovabili

Quanto alle previsioni, come chiarisce Sonia Sandei, responsabile elettrificazione Enel Italia, «si punta ad arrivare nel 2030 ad una produzione di energia da rinnovabili pari a circa 11 TWh, contro i 4 TWh da rinnovabili prodotti oggi». Uno scenario che va a invertire quello odierno che vede 9,6 TWh di energia prodotte con energie fossili, 4 da rinnovabili, 3,5 per l'export. «Nel nuovo scenario - argomenta Sonia Sandei - si andrebbe a ridurre a 1,2TWh la quantità di fossili e crescerebbe quella di rinnovabili a 10,9 TWh»

Batterie a Portovesme

Proprio in questo contesto rientra la richiesta di autorizzazione al ministero della Transizione ecologica, presentata dall'Enel per un impianto di accumulo a batterie da 122 megawatt a Portovesme. Una decisione arrivata dopo il no alla conversione della centrale a carbone.

Confindustria chiede infrastrutture

Per Maurio De Pascale, ingegnere e presidente di Confindustria Sardegna «l'elettrificazione delle ferrovie sarde è il vero grande progetto che può lanciare la Sardegna in un mercato competitivo». Prima di arrivarci però, come argomenta, «deve essere realizzata l'intera infrastruttura». Ossia gli interventi che riguardano la realizzazione di «alcuni assi ferroviari». «Si tratta del collegamento con doppio binario tra i poli portuali e aeroportuali Cagliari, Sassari porto Torres Alghero e Olbia - aggiunge -. A questo va aggiunta la connessione trasversale con Nuoro».

Rfi e la discussione in corso

Attualmente sui 427 chilometri che collegano le 41 località di servizio attive per i viaggiatori la percorrenza è a doppio binario solamente per cinquanta chilometri e i treni sono a totale trazione diesel mentre la gestione della circolazione avviene da remoto mediante tecnologia in telecomando da un'unica cabina di regia presso il Centro Coordinamento Circolazione di Cagliari. «In merito all'elettrificazione della rete ferroviaria - chariscono da Rfi - sono in corso i primi approfondimenti tecnici relativi alla tratta tra Cagliari ed Oristano, e per i quali sono in corso le interlocuzioni con gli enti preposti, finalizzate al consolidamento delle relative risorse economiche».

Mobilità sostenibile

Obiettivo degli interventi, assicurano da Rfi « è una mobilità più sostenibile, in piena coerenza con gli impegni previsti nell'Accordo Quadro Tpl sottoscritto tra Rfi e Regione Autonoma Sarda nel maggio 2020 nonché in linea con la nuova flotta di materiali rotabili che, grazie ad una innovativa tecnologica ibrida, potranno circolare sia su infrastruttura elettrificata che a trazione diesel».

Esperimento degli anni 80

L'esperimento avviato alla fine degli anni 80 per l'elettrificazione del primo tratto di ferrovia da Cagliari a Oristano, ma giunto solo sino alla stazione di Decimomannu non è mai decollato. «Si spesero circa 20 miliardi di lire e quell'esperimento non è mai partito - commenta Arnaldo Boeddu, segretario della Filt Trasporti Sardegna -. Oggi quelle strutture non possono essere utilizzate, sia perché non c'è più il rame sia perché le cabine costruite all'epoca vanno dimensionate a oggi dato il voltaggio previsto in quel periodo è diverso da quello di oggi».

Si viaggia con mezzi ibridi

Per l'immediato si punta sull'ibrido. «Attualmente nella nostra isola stanno circolando 10 treni Swing ad alimento diesel elettrico - continua - inoltre è previsto l'arrivo di 8 nuovi treni ibridi Hitachi dotati di batterie ricaricabili con il motore tradizionale che dovrebbero ridurre le emissioni ed il rumore soprattutto nelle soste e nelle stazioni. Ulteriori 4 treni, sempre Hitachi sempre ibridi arriveranno nel 2023 Questa tipologia di treni, cosiddetta a pantografo, avrà la possibilità di circolare con tre modalità di alimentazione (Diesel - Elettrico e Batterie)».

L'appello della Regione

È dello scorso agosto la presa di posizione della Regione e del presidente Christian Solinas che ha chiesto « al Governo, ad Rfi e Trenitalia che si elabori immediatamente uno studio di fattibilità, a cui la Regione vuole partecipare attivamente» per l'inserimento dell'opera dal costo di «qualche miliardo di euro (tra i tre e i quattro)» che potrebbe essere coperto «con finanziamenti nazionali e comunitari».

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