il focus

Quando al Vip piace il paradiso (fiscale)

di Saverio Fossati

(OLYCOM)

3' di lettura

Dev’essere proprio un gran bel posto, il Principato di Monaco. Risultano infatti residenti lì, su un totale di 38mila persone, e a fronte di soli 9.050 monegaschi, oltre 6mila italiani, circa il 16% della popolazione (che conta comunque 130 nazionalità). I felici sudditi di Alberto II devono sentirsi un po’ assediati da questa multietnicità ma pochi fanno il percorso inverso a quello degli italiani: nel 2016 erano solo 24 i residenti monegaschi in Italia, lo 0,00004% della popolazione.

S’intende che le attrattive del Principato siano soprattutto turistiche e infrastrutturali, tuttavia l’indiscrezione del fisco italiano ha dato vita a sospetti su scelte come quella del tennista Davide Sanguinetti, scagionato da ogni accusa di evasione fiscale per 500mila euro di reddito 1999: la sua residenza a Monaco, come spiega la sentenza di ieri della Corte di cassazione (n. 5388), è comprovata dal contratto di locazione siglato dallo sportivo.

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Ma la storia recente dimostra l’affetto di molti contribuenti per il piccolo Stato, dove notoriamente si vive benissimo. E dove si possono pagare tasse ben inferiori a quelle dell’esoso fisco nostrano.

Anche Loris Capirossi si è sempre trovato bene sui circuiti di Monaco (si è anche maritato con una monegasca e ha preso casa lì, beato lui, con prezzi sui 25mila euro al metro quadrato), sin dal 1994. Tanto che le Entrate lo avevano messo sotto tiro, dimenticandosi però, nel 2012, di ricorrere in tempo (28 giorni di ritardo) in Cassazione dopo che la sentenza d’appello aveva dato ragione a Capirossi.

Incurante delle intemperanze climatiche è invece Valentino Rossi, che adorava Londra al punto da risiedervi dal 2000 e incassarvi i guadagni: peccato che non fosse vero, ma se l’è cavata con “solo” 35 milioni . Magari a Londra ha conosciuto Fabio Capello, altro émigré di lusso fuggito dall’Italia, che però da lui ha recuperato 5 milioni. O, se con la moto si è fatto un giro a Manchester, (non) avrebbe incontrato Tiziano Ferro, che lì aveva dichiarato di risiedere dal 2006 al 2008 ma in realtà non vi abitava per niente (la Ctr Lazio lo ha condannato a pagare 3 milioni).

I tornanti e il Grand Prix di Monaco piacevano, a buon titolo, anche a Giancarlo Fisichella, che ha onorato il Principato (senza abitarvi davvero) dal 1998 al 2002. La scelta gli è costata 3,9 milioni di euro per chiudere la partita con l’Agenzia.

Certo ancor meglio, quei panorami, è vederseli in volata dal sellino della bicicletta: infatti Paolo Bettini (due volte campione del mondo di ciclismo) ha patteggiato 8 mesi per la residenza fittizia (e l’evasione) nel periodo 2003-2008.

Comunque il clima mite fa bene anche ai cantanti: Andrea Bocelli, altro residente illustre di Montecarlo, pagò 5,7 milioni di euro con il fisco italiano grazie al condono fiscale del 2003. Ai cantanti lirici titolati, sempre molto attenti ai luoghi dove la mitezza del clima consente di evitare rischi, Monaco piace anche se poi non ci vanno davvero: nel 2000 Luciano Pavarotti chiuse un contenzioso con il Fisco pagando circa 25 miliardi di lire. E qualche anno prima Katia Ricciarelli se la cavò con 238 milioni.

Immacolati, invece, il pittore Ferdinando Botero (dopo le indagini e la richiesta di 7 milioni di euro i giudici gli hanno dato piena ragione) e il ciclista Mario Cipollini: nei periodi contestati erano davvero “monegaschi”.

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