Economia Digitale

Quanti clic servono per comprare un abito online? Ancora troppi (e il cliente abbandona)

L’emergenza ha sostenuto gli acquisti online: +55% per il fashion stimati nel 2020. Ma le procedure risultano ancora macchinose e con troppi passaggi

di Giampaolo Collettti

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Ansa

L’emergenza ha sostenuto gli acquisti online: +55% per il fashion stimati nel 2020. Ma le procedure risultano ancora macchinose e con troppi passaggi


3' di lettura

In America lo hanno definito come effetto “frictionless”. Tradotto significa “senza attrito”. Il primo a parlarne è stato il New York T imes, raccontando come le nostre navigazioni nel tempo siano diventate più fluide, immediate, semplificate. Una tendenza che si spiega con la virata verso il social commerce, ossia l'e-commerce che si effettua direttamente in quelle affollate piazze di relazione che sono i social media.

Ma attenzione. Tra il dire e il fare c'è di mezzo spesso il mare burrascoso della rete. E così acquistare non sempre è azione immediata. Lo ha certificato AppQuality, società italiana localizzata tra Milano e Cremona, un team di venti professionisti e clienti del calibro di Enel, Vittoria Assicurazioni, Costa Crociere, Lottomatica, già protagonista a giugno di un round di investimento da 3,5 milioni di euro.

Gli analisti di AppQuality hanno monitorato in quanti passaggi – e quindi in quanti clic – è possibile effettuare acquisti online nei negozi virtuali legati al fashion. Ne è emersa una fotografia in chiaroscuro per un mercato che con l'emergenza pandemica ha registrato una crescita esponenziale, arrivando a registrare due milioni di consumatori attivi negli acquisti online e una stima del +55% entro la fine del 2020 (dati Netcomm).

Fashion e-commerce sotto osservazione

Un balzo tecnologico che ha spinto gli ecommerce ad adattarsi in fretta alla trasformazione digitale e procedere rapidamente alla conversione d'acquisto. Tuttavia la strada è ancora parzialmente in salita. Se facilità e velocità sono le due parole chiave dei retailer, per l'Italia si contano ancora tra i 15 e i 25 clic che separano dal bottone di conferma dell'ordine.

La classifica dei fashion e-commerce con meno clic per l'acquisto vede al primo posto Alcott, seguito da Oviesse e Furla. A seguire Diesel, Calzedonia e Patrizia Pepe. A metà classifica si posizionano Emporio Armani, Motivi, MaxMara, Zara. Chiudono la classifica Salvatore Ferragamo, Piquadro, Plaza Italia.

Ad oggi solo tre ecommerce su 13 hanno implementato soluzioni di “check-out express” per gli utenti che acquistano come ospite. Singolare sono state le scelte di Piquadro e Oviesse di attivare un sistema di pagamento dilazionabile che permette ai consumatori di pagare l'acquisto in rate. A questi metodi vanno aggiunti poi UnionPay e Alypay, sistemi di pagamento di proprietà cinese adottati rispettivamente da Patrizia Pepe e Furla.

Acquisti, mobilità e personalizzazione

«Molte aziende hanno deciso di focalizzarsi fortemente su questi temi e hanno investito importanti risorse nella creazione di esperienze di acquisto “customer-centriche». Ed è proprio questo l'elemento vincente: partire dall'acquirente e costruire un prodotto basato sulle sue esigenze, capace di soddisfare ogni bisogno senza intoppi e difficoltà», afferma Lorenzo Fanetti, Head of Sales & Digital Quality Consultant di AppQuality.

D'altronde già anni addietro Jeffrey Zeldman, noto imprenditore americano e web designer, raccontava dell'importanza della regola dei tre clic: quando un cliente accede ad un sito per un acquisto, il numero suggerito di clic necessari per finalizzare la vendita non dovrebbe superare i tre clic del mouse.

«Oggi si sono moltiplicate le occasioni d'acquisto: ogni momento è buono per fare la spesa o acquistare un prodotto. Sicuramente la fruibilità degli ecommerce da diverse piattaforme e in diversi momenti della giornata ha cambiato il comportamento dei consumatori. L'ecommerce in Italia cresce da ormai quindici anni a doppia cifra e la crescita da mobile è stata protagonista negli ultimi anni: lo scorso anno ben il 76% degli acquisti online in Italia è avvenuto da dispositivi mobili. Questi dati testimoniano l'importanza degli ecommerce mobile friendly per i brand che non vogliono rimanere esclusi da questo trend in continua crescita», precisa Fanetti.

Ancora una volta la sfida passa dagli acquisti in mobilità.

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