emergenza coronavirus

Coronavirus, quanto dura davvero il «lockdown»? 5 domande e risposte sulle restrizioni

L'orizzonte temporale è il 31 luglio, perché a fine luglio è finora fissata la fine dell'emergenza, dichiarata a gennaio. Ma sulle singole misure si deciderà di mese in mese, in base ai dati del contagio

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, nuovo modulo di autocertificazione

L'orizzonte temporale è il 31 luglio, perché a fine luglio è finora fissata la fine dell'emergenza, dichiarata a gennaio. Ma sulle singole misure si deciderà di mese in mese, in base ai dati del contagio


3' di lettura

Il nuovo decreto legge adottato martedì dal governo prova a mettere ordine tra le ormai tante norme anti coronavirus, a un mese dalla creazione delle prime zone rosse. Tra le novità multe salate, da 400 a 3000 euro, per chi viola le regole anti contagio (per esempio uscendo di casa senza poter documentare una delle tre ragioni che lo permettono: lavoro, salute o esigenze indifferibili tipo spesa). E carcere da a uno a cinque anni per i contagiati che non rispettano la quarantena.

Mentre imprese ed esercizi commerciali che non rispetteranno gli obblighi di chiusura imposti per contenere la diffusione del coronavirus si vedranno imporre anche uno stop dell'attività fino a 30 giorni. Ma cosa dice il nuovo decreto sulla durata e il funzionamento del lockdown?

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Quante misure sono contenute nel nuovo decreto?
Il nuovo decreto elenca 29 restrizioni e regole, che «possono essere adottate, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull'intero territorio nazionale». Di fatto si tratta di restrizioni che sono state già implementate con i diversi dpcm e ordinanze che si sono susseguiti in queste settimane. E che possono essere adottate o reiterate con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute.

C’è una data limite fissata p er la validità delle restrizioni?
L'orizzonte temporale è il 31 luglio, perché a fine luglio è ad ora fissata la fine dell'emergenza, dichiarata a gennaio. Ma il premier Conte ha tranquillizzato gli italiani, assicurando che non staranno chiusi in casa fino a luglio. Sulle singole misure si deciderà di mese in mese, in base ai dati del contagio.

Quali sono gli ambiti di azione individuati dal nuovo decreto per contenere il virus?
Si va dalla limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale se non per spostamenti individuali, motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, o motivi di salute; alla chiusura al pubblico dei parchi; alla quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati; al divieto assoluto di uscire di casa per i positivi; allo stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici; alla chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali; alla sospensione di congressi e convegni; alla limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina; alla limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali puntando prioritariamente sullo smart working; alla limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio; alla limitazione o sospensione per bar e ristoranti; ai limiti alle attività sportive all’aperto.

Cosa prevede il nuovo decreto sulla chiusura delle scuole?
È ribadita la sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; stop a gemellaggi e viaggi di istruzione. La chiusura su tutto il territorio nazionale è finora prevista fino al 3 aprile. Ma è ormai dato per scontato che le scuole non riapriranno per quella data. Il ritorno nelle aule è ipoteticamente possibile ma realisticamente assai poco probabile dopo le vacanze di Pasqua (dunque a metà aprile); più probabile in maggio, fino all'ipotesi, estrema, di concludere l'anno senza rientrare in classe.

Le regioni possono prendere provvedimenti autonomi?
Le singole Regioni possono emettere ordinanze solo «nell’ambito delle attività di loro competenza». Mentre ai sindaci si torna a vietare di «andare con le loro decisioni in contrasto con le misure statali»

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