le ricadute politche del crash di borsa

Quanto fa male a Trump il crollo di Wall Street

di An.Man.

2' di lettura

La notizia è che stavolta non twitta. Alcuni post sull’immigrazione, i Dreamer e i democratici con cui non trova un accordo, uno sul Super Bowl ma nessun commento sul lunedì nero dei mercati. Nelle ultime ore l’unico tweet in cui il presidente Trump accenna all’economia è questo in basso con cui rivendica il maggior successo nel primo anno del suo mandato, il taglio delle tasse.

La riforma fiscale di Trump ha portato all’aumento delle retribuzioni e all’aumento dell’occupazione - e questo è quello che Trump aveva promesso alla sua base - ma ha anche fatto cambiare umore ai mercati. Adesso i «forgotten» di Trump, gli esclusi a cui il presidente si è rivolto durante il discorso di insediamento un anno fa, sorridono; gli investori no. Gli investitori vedono in un aumento delle retribuzioni il segnale di una possibile inflazione e di tassi di interesse più alti, sostengono gli analisti. Anche da qui il panico. Probabilmente per questo la paludata reazione del presidente che a bordo dell’Air Force One, racconta il New York Times, ha seguito su Foxtv la cronaca della pessima giornata del Dow Jones.

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Trump stava tornando dall’Ohio, stato degli operai impoveriti che gli ha consegnato a sorpresa la vittoria. Appena è arrivato alla Casa Bianca non un tweet; si è invece palesata ai giornalisti il capo ufficio stampa Sarah Huckabee Sanders, che ha letto una dichiarazione scritta. «Il presidente è concentrato sui fondamentali di lungo termine, che rimangono eccezionalmente forti, con il rafforzamento della crescita economica degli Stati Uniti, uno storico basso tasso di disoccupazione e un aumento dei salari dei lavoratori americani».

Il presidente Trump rivendica dunque il suo successo e ignora il rovescio della faccenda. Il che è comprensibile, qualsiasi politico farebbe la stessa cosa. Il problema è che il presidente non è insensibile ai dolori di Wall Street. Non solo perché è un mondo a lui familiare e congeniale ma anche perché è da mesi che rivendica i buoni risultati dei mercati. «Se vivi di Dow, di Dow puoi morire», sintentizza oggi il New York Times. Che gli ricorda come i suoi precessori stavano molto attenti a surfare sull’onda dei mercati perché non c’è nulla più pericoloso e politicamente effimero. Ingenuità in cui è a volte caduto Barack Obama (ma non con la stessa spavalderia) ma non Clinton né Bush.

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