Studenti e ricercatori

Quanto guadagnano i laureati in Italia?

di Francesca Barbieri

3' di lettura

Nel 2020 la retribuzione mensile netta a un anno dal titolo è stata, in media, pari a 1.270 euro per i laureati triennali e a 1.364 euro per quelli magistrali.

Secondo le ultime elaborazioni del consorzio interuniversitario AlmaLaurea si osservano differenze tra gli stipendi dei laureati magistrali biennali - 1.304 euro netti mensili - e quelle dei magistrali a ciclo unico, che si attestano a 1.513 euro.

Loading...

Nel complesso, per quanto attiene la retribuzione, si rileva un aumento rispetto all’indagine condotta 12 mesi prima: +5,4% per i laureati triennali e +6,4% per quelli magistrali.

Anche la società di consulenza Mercer conferma il trend positivo. «Osservando l’andamento dei dati nel nostro storico - sottolinea Mariagrazia Galliani, responsabile mobility&data - possiamo notare che la tendenza in Italia è di riconoscere maggiormente il ruolo dei giovani che si affacciano nel mondo del lavoro, mettendo a disposizione politiche di total reward».

Il confronto con l’estero

Il terreno da recuperare, però, sullo scacchiere europeo è ancor molto se pensiamo che un neolaureato in Germania guadagna quasi il doppio rispetto all’Italia e in Svizzera addirittura 2,5 volte in più, secondo le elaborazioni di Mercer.

In Belgio e Olanda gli stipendi dei laureati sono a +50% rispetto al nostro Paese, in Francia a +25%, in Gran Bretagna a +16 per cento.

Secondo AlmaLaurea è soprattutto tra i laureati che lavorano all’estero che il vantaggio retributivo si accentua sensibilmente: si tratta di quasi 450 euro netti mensili in più rispetto a chi lavora al Sud Italia

«Certamente - precisano i ricercatori di AlmaLaurea - si dovrebbe tenere in considerazione anche il diverso costo della vita, in particolare nel confronto rispetto a chi si sposta a lavorare all’estero, poiché tale elemento ha un impatto sulle retribuzioni».

C’è poi un effetto Covid. Chi ha iniziato a lavorare dopo il virus, ha buste paga in media inferiori del 6,3% per i laureati triennali e del 4,7% per quelli magistrali di chi ha cominciato prima. Inoltre, per chi ha iniziato a lavorare dopo l’avvio della crisi pandemica aumenta la diffusione del lavoro part-time (rispettivamente, +5,2 e +5,8 punti percentuali rispetto a quanto rilevato tra chi si è inserito nel mercato del lavoro prima della pandemia).

Il trend di medio periodo

La busta paga dei laureati, comunque, migliora con il tempo: in base alle statistiche di AlmaLaurea a tre anni dal raggiungimento del titolo la retribuzione mensile netta arriva a 1.389 euro per i laureati triennali e a 1.433 euro per quelli magistrali; distinguendo ulteriormente, si tratta di 1.429 euro per i dottori magistrali biennali e 1.447 euro per i magistrali a ciclo unico.

A cinque anni dal conseguimento del titolo la situazione migliora ancora: la retribuzione mensile netta è pari a 1.469 euro per i laureati triennali e a 1.556 euro per quelli magistrali.

Differenziando anche in questo caso i laureati magistrali per tipo di corso, si evidenzia che le retribuzioni percepite sono pari in media a 1.552 euro per i magistrali biennali e a 1.585 euro per i dottori magistrali a ciclo unico.

Anche a cinque anni dalla laurea si osserva un aumento delle retribuzioni rispetto all’indagine 2020: +4,3% per i laureati triennali e +4% per quelli magistrali.

Gli stipendi per area disciplinare

I guadagni dei laureati cambiano, in ogni caso, a seconda della tipologia di laurea.

Secondo AlmaLaurea tra i laureati magistrali biennali sono soprattutto quelli di informatica e tecnologie Ict e del gruppo di ingegneria industriale e dell’informazione che possono contare sulle più alte retribuzioni: rispettivamente 1.841 e 1.837 euro mensili netti. Non raggiungono invece i 1.300 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi psicologico, educazione e formazione nonché arte e design.

Tra i magistrali a ciclo unico le retribuzioni più elevate sono percepite dai laureati del gruppo medico e farmaceutico (1.789 euro). Più contenute quelle dei gruppi di architettura e ingegneria civile e giuridico, che raggiungono, rispettivamente, i 1.453 e 1.477 euro mensili.

Gender pay gap

Le tradizionali differenze di genere si confermano significative: il modello messo a punto da AlmaLaurea stima, infatti, che a parità di condizioni, gli uomini percepiscono in media, a un anno dalla laurea, 89 euro netti in più al mese.

Differenziali retributivi si registrano anche in termini territoriali: rispetto a chi è occupato al Sud, chi lavora al Nord percepisce, in media, 109 euro mensili netti in più, mentre chi lavora al Centro 53 euro in più.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter Scuola+

La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative

Abbonati