Covid

Quarantena e tampone, quali sono le regole per i positivi (vaccinati e non)

Confermata l’indicazione di attendere i 7 giorni o 10 per i non vaccinati o per chi non ha la terza dose o ha fatto la seconda dose da più di 4 mesi

di Nicola Barone

I dati dei vaccinati al 30 marzo 2022

2' di lettura

Solo chi ha contratto il virus dal 1° aprile dovrà rimanere isolato a casa. Nell’ipotesi di contatto stretto con un caso positivo vale il regime dell’autosorveglianza, il che vuol dire obbligo di mascherina Ffp2 per 10 giorni dall’ultimo contatto, test alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. Il decreto legge sulla cessazione dello stato di emergenza ha disegnato la nuova fase di convivenza con il Covid mantenendo alcune prescrizioni. Come indica il provvedimento, «è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte alla misura dell’isolamento per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al SARS-CoV-2, fino all’accertamento della guarigione».

Il periodo obbligatorio

Per le persone risultate positive al test diagnostico (molecolare o antigenico) per SARS-CoV-2, precisa la circolare del ministero della Salute “Nuove modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di caso COVID-19” che tiene conto del decreto legge 24 marzo 2022, valgono le stesse indicazioni contenute nella circolare del 30 dicembre 2021 n. 60136 (“Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento in seguito alla diffusione a livello globale della nuova variante VOC SARS-CoV-2 Omicron B.1.1.529”). L’isolamento, cioè, resta per un periodo di 7 giorni (e non più di 10) per i soggetti vaccinati con booster o con ciclo vaccinale completato da meno di 120 giorni.

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L’uscita dall’isolamento

Per uscire dal regime di isolamento i positivi devono risultare negativi a un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione di SARS-CoV-2, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso, la trasmissione, con modalità anche elettroniche, al dipartimento di prevenzione territorialmente competente del referto, con esito negativo, determina la cessazione del regime dell’isolamento.

Operatori sanitari

Quanto in particolare agli operatori sanitari, essi devono eseguire un test antigenico o molecolare su base giornaliera fino al quinto giorno dall’ultimo contatto con un soggetto contagiato.

Per infettivologi inappropriato ridurre quarantena

«Con la diffusione di Omicron 2 non è pensabile ridurre i giorni di quarantena dei positivi al Covid. Nei vaccinati la capacità di trasmettere il virus si riduce del 90% dopo la scomparsa dei sintomi, ma in un rialzo della circolazione a cui stiamo assistendo non ci possiamo permettere di lasciare uscire di casa chi è ancora potrebbe essere positivo». È l’opinione di Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma, al momento della conferma della quarantena di 7 giorni per i positivi a Covid. «Se poi la circolazione epidemica dovesse cambiare, magari tra due-tre settimane, si potrebbe anche rivedere la decisione - aggiunge Mastroianni - ma sono la politica e le istituzioni che dovranno decidere». Mentre sulla situazione di pressione nei reparti, il presidente della Simit precisa che «al momento non c’è». Quanto all’identikit dei ricoverati Covid, «sono sempre più spesso anziani fragili e immunodepressi mentre chi non è vaccinato è più colpito da forme di polmonite dovute all’infezione Sars-CoV-2».

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