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Quarta dose, parte la nuova campagna: coperto ancora solo uno su quattro

A fare il secondo booster sono stati finora poco più di 5 milioni di italiani, il 26,7% della platea (prioritariamente over 60, operatori sanitari e delle Rsa, over 12 con elevata fragilità).

di Andrea Gagliardi

2' di lettura

Da un lato il ministro della Salute Schillaci che lancia una campagna a favore dei vaccini, dall’altro la Lega che insiste per “congelare” le multe ai no vax presentando un emendamento al decreto legge anti rave party che prevede la proroga del pagamento delle sanzioni per i no vax al 30 giugno 2023 (da giugno 2022 l’obbligo vaccinale non vale più per over 50, personale della scuola e forze dell’ordine, ndr).

Quarte dosi senza sprint

Fatto sta che le quarte dosi continuano a non trovare lo sprint. In base ai dati ufficiali del governo, a fare il secondo booster sono stati finora poco più di 5 milioni di italiani, il 26,7% della platea (prioritariamente over 60, operatori sanitari e delle Rsa, over 12 con elevata fragilità). E da fine ottobre si è assistito a un calo progressivo delle somministrazioni. Fino al picco negativo della scorsa settimana con 170mila somministrazioni rispetto alle 190mila della settimana precedente.

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Percentuali basse di adesione tra la popolazione anziana

La cosa preoccupante è che la quarta dose non sfonda tra la popolazione anziana, la più esposta al rischio ricovero e decesso. Il secondo booster infatti l’ha fatto solo il 41% degli ultraottantenni. La fascia 70-79 anni è ferma al 27% mentre nella fascia 60-69 anni siamo al 16%. Con un Nord Italia tendenzialmente più disposto a immunizzarsi del Sud Italia.

Schillaci: al via campagna vaccini, proteggere più deboli

Ecco perché il ministro Schillaci ha deciso di passare all’azione lanciando una nuova campagna su tv e social media per promuovere tanto il vaccino anti Covid che quello anti-influenzale. «Vogliamo dare un messaggio forte a tutta la popolazione ma il nostro target sono soprattutto gli anziani ed i soggetti fragili. Dobbiamo affrontare insieme Covid e influenza stagionale, che questo anno pare si presenti molto forte, e dobbiamo farlo possibilmente con una unica vaccinazione che è possibile fare appunto in una unica seduta», ha detto Schillaci, che ha aggiunto: «C’è stato un rialzo dei casi ma le terapie intensive sono sotto il livello di guardia ed è questo cui bisogna guardare principalmente. Il Covid è in una fase endemica e ciò ci ha permesso di riacquistare spazi di normalità».

Rezza: non c'è allarme e neanche congestione ospedali

«Non mi sembra che in questo momento ci sia un particolare allarme» Covid. «C'è un aumento contenuto dei casi però non c'è congestione negli ospedali. È chiaro che la situazione è monitorizzata ma rientra nell'atteso». Lo ha affermato Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, a margine della Giornata mondiale dell'Aids al ministero della Salute.

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