Sprint terza dose

Green Pass, il piano del Governo e le proposte degli esperti

È atteso a breve il decreto che renderà obbligatoria la dose “booster” per i sanitari e il personale delle Rsa

di An.C.

Terza dose e possibili misure locali, fermare il contagio

4' di lettura

Un nuovo assetto per scongiurare già da ora nuove chiusure sotto le feste. In un contesto caratterizzato da una ripresa dei contagi Covid in Italia, sebbene la situazione sia allo stato attuale sotto controllo - anche grazie al contributo dei vaccini - sul piano della pressione sugli ospedale e in particolare degli ingressi nelle terapie intensive -, la parola d’ordine in queste ore è “guardare avanti”, ovvero non concentrarsi troppo sul quadro di oggi ma cercare di intuire che cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. La sensazione è che il picco della curva potrebbe arrivare a dicembre, pochi giorni prima di Natale.

Il Governo spinge sulla terza dose (per ora)

Per ora il Governo spinge sulla terza dose. L’unica novità, a breve, dovrebbe essere l’obbligo del “booster” per i sanitari ed il personale delle Rsa. Tra le ipotesi che circolano, di fronte a un aumento dell’indice che misura la velocità di trasmissione del virus (l’Rt), quella di escludere i tamponi dal certificato verde. Per ottenere il green pass, dunque, bisognerà essere vaccinati o guariti. Tertium non datur, si direbbe. Una stretta, che colpirebbe i non vaccinati.

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Epidemiologi, tra 14 giorni 5 regioni con 250 casi su 100.000

Stando alle previsioni del gruppo di lavoro Made dell’Associazione italiana di epidemiologia diffuse insieme a un position paper che contiene 5 raccomandazioni per la gestione dell’attuale fase pandemica, l’indice di replicazione diagnostica (Rdt) a livello nazionale sui dati del 13 novembre «è pari a 1,42 e superiore all’uno in tutte le regioni».
Questo indica «una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni, potrebbe portare tra 2 settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra 150 casi per 100.000».

Nuove restrizioni forse impatto negativo sulla crescita

Allo scopo di evitare misure restrittive e lockdown nel periodo delle feste, si sta ragionando già da adesso sull’assetto da mettere in campo per evitare spiacevoli sorprese, a cominciare da restrizioni che avrebbero un impatto su un sistema economico che, stando alle ultime indicazioni, non ultime le stime della Commissione europea, ha ripreso a crescere dopo la battuta d’arresto dei giorni più difficili della pandemia.

Esperti in prima fila nell’individuare il nuovo assetto

Una partita che vede in queste ore gli esperti, i tecnici in prima fila. Saranno loro a fornire le indicazioni alla politica. Politica che per ora, per voce del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ha inviato un messaggio rassicurante: «Sarà un Natale libero», ha affermato pensando alle festività “in rosso” dello scorso anno. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che si è detto «preoccupato» per l’andamento del virus, sottolineando allo stesso tempo l’impegno del Governo: «faremo tutto quello che serve per lasciare aperto il Paese».

Rasi: obbligo vaccino andrebbe esteso di più

Ma qual è la posizione degli esperti? Tra gli scienziati prende quota il dibattito sul rafforzamento delle misure. Un rafforzamento che spesso si focalizza sul green pass, sempre più strumento determinante per il contenimento dei contagi.
L’immunologo Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Figliuolo, in un’intervista a «Il Sole-24 Ore» si è detto favorevole all’adozione di misure più drastiche, come l’obbligatorietà del vaccino e l’esclusione della possibilità di ottenere il green pass attraverso il tampone: «così un 30% di positivi sfugge», ha ricordato.

Ricciardi: togliere pass in caso di rifiuto della terza dose

Un altro esperto, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista a Il Messaggero ha proposto e di togliere il certificato verde a chi rifiuta la dose booster.

Il Governo per ora frena su modifiche al green pass

Il Governo, per ora, frena. Una valutazione sulla possibilità di introdurre interventi restrittivi si farà all’inizio di dicembre, con in mano i dati aggiornati su curva dei contagi ed andamento dei ricoveri. La scommessa è quella di accelerare sulle terze dosi (che sono a quota 3 milioni) per arginare l’avanzata della quarta ondata. Terapie intensive e ricoveri ordinari sono lontani dalle soglie di allarme.

L’ipotesi di accorciare la durata del certificato verde

Il confronto con la situazione del novembre 2020 fa capire come l’ipotesi di nuovi lockdown, coprifuoco e zone rosse come quelle che hanno caratterizzato le passate festività natalizie sembra remota. Più praticabile la via di un accorciamento della validità del Green pass, ora a 12 mesi per i vaccinati (se per i guariti).

Ad agosto l’ultimo parere del Cts

Risale allo scorso agosto il parere del Cts che alzò la scadenza del certificato che fino ad allora era di 6 mesi per i primi e di 9 per i secondi. Gli scienziati valutarono allora che ci fossero le condizioni per estendere la durata del pass, ripromettendosi tuttavia di rivedere la posizione «qualora - si legge nel verbale della riunione del 27 agosto - emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione». Ed in effetti gli studi sono ora concordi nell’indicare un calo consistente della protezione a partire da 6 mesi dal vaccino. Il Governo potrebbe dunque chiedere un nuovo parere agli scienziati, ma se ne parlerà comunque a dicembre.

Verso terza dose obbligatoria per personale sanitario

A giorni il “booster”, ovvero la terza dose, sarà obbligatorio per sanitari e personale della sanità - il decreto potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già giovedì 18 novembre - mentre dall’1 dicembre potranno ricorrervi anche gli over 40.

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