Sostenibilità

Quartieri, carceri, ospedali: il museo amplia le proprie mura

Il Pnrr rilancia il ruolo delle istituzioni rispetto ai territori e alle loro comunità: dall'Egizio di Torino al Palazzo Ducale di Genova, i luoghi della cultura investono sul concetto di accessibilità

di Alessia Maccaferri

Allargamento dei pubblico.Tra le guide del museo Egizio di Torino anche donne che accompagnano la visita in lingua araba, che hanno ricevuto una formazione ad hoc

4' di lettura

Nel suo ufficio il direttore del museo Egizio di Torino nasconde un piccolo segreto: un magnifico papiro falso. Eppure per Christian Greco è prezioso perché è una riproduzione fatta a mano da un detenuto così abile da renderla quasi irriconoscibile se non a occhi esperti. Chi ha creato quel papiro non è però mai andato al museo. Piuttosto il museo è andato da lui, al carcere Lorusso Cotugno: «Abbiamo portato i nostri curatori in affiancamento agli insegnanti dell’Istituto professionale Plana e del Primo Liceo artistico all’interno di percorsi scolastici rivolti ai detenuti - racconta Paola Matossi L’Orsa, direttrice Comunicazione e marketing del Museo Egizio - Gli studenti hanno prodotto copie di oggetti lignei, papiri e maschere funerarie, che poi sono state portati nei corsi dell’Ospedale Pediatrico Regina Margherita. Il nostro intento è ampliare l’accessibilità delle collezioni e raggiungere anche coloro che non possono fisicamente visitare il museo». Allo stesso modo l’Egizio è entrato nelle Rsa con cicli di conferenze e da anni è una buona pratica nell’inclusione di culture differenti. Per esempio, dal 2015 ha predisposto didascalie e audioguide in arabo, campagne promozionali rivolte agli arabofoni oltre formare donne arabe come guide, insieme all’Associazione Mic. «Sono almeno cinque anni che pratichiamo una nozione ampia di sostenibilità - aggiunge Matossi - che comprende l’accezione culturale e sociale». Una tendenza ora rilanciata dal Pnrr che include misure a favore della sostenibilità a partire dall’efficientamento energetico di musei, cinema, teatri e la rimozione delle barriere architettoniche, senso-percettive, culturali e cognitive, la digitalizzazione del patrimonio culturale.

«Con la pandemia i musei hanno mostrato le grandi potenzialità che hanno come luoghi, come produttori di contenuti e come attivatori di soluzioni creative. Noi abbiamo lavorato tanto con le scuole, coi quartieri, abbiamo vinto bandi per progetti nel centro storico e apriremo di più alle comunità stranieri con visite guidate mediate, ai territori» afferma Serena Bertolucci, direttrice del Palazzo Ducale di Genova che partecipa al bando Inluce della Compagnia di San Paolo pere sostenere la cultura in piccoli centri. «Abbiamo presentato la candidatura assieme al Comune di Sassello per fare mostre e delle lezioni su come si organizzano le mostre, come si fa comunicazione ecc. Così una istituzione culturale grande si prende cura di una struttura piccola. Il Covid ci ha insegnato anche a condividere le risorse».

Loading...

In vista dell’assegnazione dei fondi del Pnrr a Torino si sono fatte avanti diverse realtà tra cui Palazzo Reale. L’istituzione è già impegnata nella trasformazione delle serre (Orangerie) in uno spazio di comunità, con tavoli per studenti, per la lettura, sale conferenze, una caffetteria ecc. «Apriamo ancor più alla città con una operazione di cucitura territoriale tra due parti della città differenti, il centro e i quartieri Aurora e Barriera Milano» racconta la direttrice Enrica Pagella a testimonianza di uno sguardo rinnovato verso la società. Palazzo Reale ha chiesto fondi del Ppnr per il restauro del piano nobile, la zona più visitata. «L’intento è una vera e propria trasformazione dell’esperienza. L’allestimento attuale è ancora dentro ai canoni degli anni 60. Noi vorremmo rifunzionalizzare questi ambienti restaurandoli e studiando con gli scenografi un nuovo impianto luce che restituisca l’emozione delle stanze, oltre che migliorare il risparmio energetico dei vecchi lampadari. Vorremo portare ovunque il wifi, in modo da accompagnare la visita con il Qr Code» aggiunge Pagella.

Inclusività e allargamento dei pubblici fanno parte della storia del Polo del ’900 da quando è nato cinque anni fa. Si pensi, per esempio, alla nascita dello Spaccio di cultura - Portineria di Comunità in Piazza della Repubblica a Torino, nel cuore del quartiere di Porta Palazzo, un sistema di welfare di comunità che mette in rete commercianti, associazioni, cittadini in collaborazione con Rete italiana di Cultura Popolare (ente partner del Polo). E ancora «Dirittibus. Il museo per la città», ideato dal Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Si tratta di un progetto di mediazione culturale rivolto a persone in condizione di disagio sociale, di bassa scolarità e di mancanza di accesso alla cultura che vengono raggiunte con un bus in giro per Torino che intorno ai temi salute, genere, disabilità, ambiente, migrazioni e lavoro realizza un calendario di eventi insieme alla cittadinanza. Inoltre il Polo ha lanciato “I venti dell’ambiente” nell'ambito di un contesto più ampio di riflessione sul tema della sostenibilità come dimensione globale in relazione agli obiettivi dell’Agenda 2030.

I temi della sostenibilità sono anche al centro del Museo A come Ambiente (Maca) di Torino. Dal 2004 fa un'opera di divulgazione.

«Siamo il primo museo europeo dedicato al tema dell'ambiente. Siamo un science center, un luogo in cui si incontrano scienza e ambiente e l'intento è disseminare, divulgare la cultura ambientale, scientifica - spiega la direttrice Rossella Lucco Navei - In particolare vogliamo far passare il messaggio che l'ambiente non sia qualcosa di esterno da noi, ma ne facciamo parte». Il Maca ha quattro aree dedicate ai temi dell'energia, dell'acqua, dell'alimentazione e degli scarti. E offre una quarantina di attività di laboratorio rivolte al pubblico, alle famiglie, alle scuole. Il museo stesso nasce dal recupero di una fabbrica storica, pratica la compensazione dell'anidride carbonica e il Padiglione Verde, progettato dall'architetto Carlo Ratti è completamento rivestito da giardini con vantaggi climatici sia d'inverno che d'estate. All’esterno viene mostrato come costruire un orto verticale.

Museo del cinema
Percorsi dentro la MoleBasata sul senso della vista, la settima arte può essere però apprezzata da tutti,
se messi nelle condizioni favorevoli. Come accade al Museo Nazionale del Cinema di Torino che offre al pubblico, agli insegnanti
e agli studenti informazioni ad accesso facilitato. Ci sono pannelli ad alta leggibilità in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese, pannelli con font Easyreading per dislessici in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo; ci sono testi in Braille in italiano e lo schema visivo-tattile del percorso e riproduzioni visivo-tattili
di alcune opere rappresentative. E ancora Nfc e Qr Code permettono
di attivare audio-video con interprete Lis (Lingua Italiana dei Segni), con sottotitoli e audio in italiano dei pannelli di mostra e delle principali didascalie. Inoltre vengono proposte riproduzioni visivo tattili di una selezione di opere:
in particolare sono esposti pannelli visivo tattili posti lungo il percorso espositivo, corredati di commento di audio in italiano attivabili tramite Qr Code e Nfc. Infine etichette in Braille sul corrimano danno indicazioni sul percorso espositivo
per i visitatori non vedenti

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti