GRUPPO PSA

Quasi 4.000 tagli in Opel entro il 2020: Berlino pressa Parigi

di Mario Cianflone


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3' di lettura

Secondo quanto anticipato dal responsabile del Consiglio di Fabbrica, Wolfgang Schäfer-Klug, saranno quasi 4.000 i dipendenti Opel ad essere tagliati entro il 2020 nell'ambito del piano di ristrutturazione della Casa tedesca voluto dal neo proprietario, il Gruppo PSA. Inevitabile che quest'ultimo, e in particolare il suo Amministratore Delegato Carlos Tavares, stia ora ricevendo forti pressioni da parte del Governo di Berlino per evitare tale provvedimento. Il nodo principale rimane quello dello stabilimento di Eisenach, sebbene la riduzione dell'organico potrebbe riguardare anche gli impianti di Rüsselsheim e di Kaiserslautern.
I fatti smentiscono le intenzione dichiarate dal ceo del Gruppo PSA Carlos Tavares quando a novembre presento il piano di sviluppo battezzato PACE!, insime al numero uno della della casa del Lampo Michael
PACE! punta a ripristinare i fondamentali finanziari e migliorare la competitività sostenibile e la crescita dell'azienda tedesca ex Gm e ora entrata nel Gruppo PSA. Era stato chiaramente detto che non ci sarebbo stato licenziamenti e e chiusre di fabberioche fabbriche alla Ope. Tuttavia a meno di sei mesei dal varo del piano le cose sembrano molto differenti e questo stra creando attriti anche tra il governo francese e tedesco. Del resto nel piano si parlava che fino lla fine del 2018 i circa 19.000 dipendenti in Germania sarebbeoro tutelati. Il costo dei salari tuttavia sarà ridotto attraverso concezioni innovative del lavoro e indennizzi.

Punto di partenza una situazione, quella di Opel, piuttosto difficile: dal 1999 al 2016 Opel e la consociata Vauxhall sono passate da una quota di mercato in Europa del 9,22 % al 5,72% di fine 2016.
Ingenti le perdite accumulate nello stesso periodo. Per centrare il nuovo piano, il management non avrà vita facile, ma verranno utilizzate le risorse interne che a detto dei vertici di Opel sono buone.
Quattro i pilastri su cui si basano gli obiettivi del piano di risanamento e di crescita. Il primo è l'elettrificazione. E veniano al secondo pilastro. Entro il 2024 Opel passerà da nove architetture a due e da dieci a quattro famiglie di motori. Stesso discorso per le trasmissioni. La ridotta complessità e al tempo stesso l'incremento delle sinergie consentiranno di raggiungere 1,1 miliardi di euro di risparmi nel 2020 e altri 1,7 miliardi entro il 2026.
La “casa” della Opel rimarrà, tuttavia, a Russelsheim così come tutto l'engineering dei modelli resterà in Germania. Saranno investiti, secondo il piano, il 7-8% del fatturato in ricerca e sviluppo e costituiremo un polo di eccellenza per PSA su carburanti alternativi, sistemi autonomi, testing di software e fuel cell.

Uno dei punti centrali del piano PACE! è il raggiungimento di livelli di eccellenza nella ecosostenibilità. Grazie al pieno accesso alle tecnologie del Groppo, Opel diventerà un leader europeo nella riduzione della CO2, con la prospettiva di arrivare al 2024 con una gamma di auto completamente elettrificata con propulsione elettrica pura, ibridi plug-in o motori termici mild hybrid.
Entro il 2020, Opel proporrà quattro modelli elettrificati, tra cui il suv Grandland X PHEV e la prossima generazione Corsa, che sarà proposta anche come auto completamente elettrica.
Opel con Psa punta a rendere la produzione più efficiente. Entro il 2020 sarà ridotto il costo delle nostre auto di 400 euro per unità e riorganizzeremo la rete produttiva portando in Europa modelli che attualmente sono prodotti in Corea. Per ogni impianto stiamo delineando dei percorsi per renderli più efficienti e profittevoli. Porteremo la piattaforma Emp2 di Psa ad Eisenach per produrre un Suv nel 2019 e a Russelsheim per una nuova vettura di segmento D. «Così, passeremo - continua il manager - dalle vecchie architetture GM alle nuove».

Il terzo pilastro è l'obiettivo qualità mentre il quarto pilastro sarà l'espansione di gamma e di mercati. Saranno nove i nuovi lanci entro il 2020, ma oltre alle vetture per passeggeri, ci saranno anche delle novità in tema di veicoli commerciali: tutti i nuovi modelli beneficeranno delle sinergie pianificate. Il primo passo sarà la commercializzazione del nuovo Combo nel 2020 che permetterà alla marca di incrementare i volumi e di entrare sul mercato turco.
Globalmente, infine, l'obiettivo dichiarato è di entrare in 20 nuovi mercati entro il 2022 e di raddoppiare le esportazioni entro il 2020. Opel a quel punto diventerà, finalmente, un marchio davvero globale, garantendosi una quota del 10% delle vendite totali nei nuovi mercati esteri.

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