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«Quattro miliardi dal Pnrr per potenziare le ferrovie in Sardegna»

Il presidente della Regione Solinas in un appello al Governo chiede misure adeguate e urgenti per modernizzare una rete di trasporti obsoleta e poco funzionale

di Davide Madeddu

3' di lettura

Dalla Regione Sardegna parte il pressing verso il Governo perché nell’ambito del Pnrr siano destinati 4 miliardi per una nuova rete ferroviaria della Sardegna giacché quella esistente «è vecchia di quarant’anni». A lanciare l'appello è il presidente della Regione Christian Solinas che con una nota diramata il 13 agosto ricostruisce lo scenario del trasporto ferroviario sardo e chiede misure adeguate per modernizzare l’intero sistema di trasporto isolano.

Treni e ferrovie

Punto di partenza i dati che riguardano ferrovie e treni. In Sardegna si contano complessivamente 427 chilometri di ferrovia di responsabilità di Rfi. Per il momento non c’è ancora l’elettrificazione della tratta ferroviaria. Le tratte a doppio binario si sviluppano per 50 chilometri mentre gli altri 377 sono a binario unico. I dati elaborati dalle organizzazioni sindacali poi classificano la Sardegna come l’ultima regione d’Italia in fatto di densità di rete rispetto all'area servita (0,018 km/km2), e una densità di rete rispetto alla popolazione di 256/9 Km/106 abitanti (sestultima regione d'Italia). Inoltre, dopo la sottoscrizione del contratto di servizio nel luglio del 2017 e valido per 9 anni più ulteriori 4,5 di possibile proroga, il sistema ferroviario sardo a scartamento ordinario garantisce 180 treni giornalieri.

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Pochi spiccioli

Il presidente della Regione «La notizia che al sistema ferroviario sardo sono destinati pochi spiccioli dal piano di investimenti sostenuto dal Recovery suscita indignazione, e non può non determinare una ferma reazione della politica e delle Istituzioni – annuncia il presidente Solinas nella nota del 13 agosto –. La prima riflessione necessaria è che lo sdegno, stavolta, non deve tradursi in sterili e inconcludenti dichiarazioni di rito. Ciascuno si deve assumere precise responsabilità derivanti dal ruolo che ricopre. La programmazione delle risorse e le scelte strategiche sono elaborate da soggetti ben definiti, e non è credibile che le grandi controllate statali agiscano all’insaputa o addirittura contro la volontà dell’azionista. Occorre dunque una presa di posizione netta, chiara e conseguente da parte del Governo. La Sardegna ha diritto ad avere infrastrutture per la mobilità efficienti e moderne».

I collegamenti tra nord e sud

Per il governatore della Sardegna il punto di partenza necessario per quello che viene considerato un “cambiamento epocale è la «connessione dei tre porti principali, Porto Torres, Olbia e Cagliari, con una ferrovia veloce a due binari per treni passeggeri e merci, recuperando inoltre la connessione di Nuoro con Olbia». Un esempio? «Si potrebbe andare da Sassari a Cagliari in un’ora. Una soluzione da me più volte indicata, e che darebbe risposta concreta ad almeno tre fondamentali esigenze».

Le criticità

Nella sua nota il presidente poi pone l'accento sulle criticità e sul fatto che «I sistemi forti della Sardegna non sono connessi. Sassari, Olbia, Cagliari non interagiscono a sufficienza e come un recente studio della Banca d’Italia dimostra. Lo sviluppo di un territorio dipende dai tempi di relazione tra un settore ed un altro, e la Sardegna in questo senso è ultima in Italia – si legge ancora nel documento –. Attorno a questa arteria principale si devono programmare e rafforzare tutte le connessioni intermodali locali, ferrovie a scartamento ridotto, tram, bus. Si avvicinerebbero i piccoli centri all'insieme del sistema sardo in tempo rapido. Un reale rimedio allo spopolamento». Senza dimenticare poi i collegamenti tra i tre porti e le Zes.

La richiesta a Governo, Rfi e Trenitalia

Quindi la richiesta alle istituzioni superiori e alle aziende che operano nel settore. «Innanzitutto chiedo al Governo, ad Rfi e Trenitalia che si elabori immediatamente uno studio di fattibilità, a cui la Regione vuole partecipare attivamente. Ciò permetterà l’inserimento dell'opera negli strumenti di programmazione nazionale. Il costo di un’opera così importante potrebbe essere di qualche miliardo di euro (tra i tre e i quattro) che possono essere coperti con finanziamenti nazionali e comunitari. L’esempio sono le opere commissariate in Italia. Più di 50 miliardi a cui in parte contribuisce il Pnrr. Si prevedono nove miliardi per la Sicilia, senza ancora progetti cantierabili».

I sindacati

«Destinare le risorse del Pnrr vorrebbe dire aumentare il divario infrastrutturale tra nord e sud – dice Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Trasporti –, la fotografia delle ferrovie della Sardegna è ferma a quarant’anni fa. Sono decenni oramai che si parla di velocizzazione dei tempi di percorrenza, soprattutto da Sassari così come da Olbia verso Oristano ma, ad oggi, come già sottolineato in precedenza i tempi sono rimasti immutati rendendo competitiva la ferrovia solo da Oristano verso il sud dell'isola».

L’idrogeno

Ricordando poi che «per percorrere 250 chilometri di ferrovia (Sassari Cagliari) ci vogliano 3 ore e 10 minuti” e per percorrerne 300 (Cagliari Olbia) ce ne vogliono dalle 3 ore e 20 minuti alle 4 ore e 8 minuti» il sindacalista rimarca che un’opportunità per l’isola potrebbe arrivare «con la candidatura a sperimentare i treni all'idrogeno». Quindi un appello a Regione e Governo per «affrontare in maniera rapida la vicenda».

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