Libri

Quattro passeggiate nel tempo

Tra Lucca-Milano-Roma-Venezia si dipanano i percorsi esistenziali di Nanni Delbecchi nel volume edito da editoriale Aliberti

di Antonio Armano

4' di lettura

Se lo spazio si cura con il tempo e il tempo con lo spazio, viaggiare può essere un modo per curare la finitezza esistenziale. Quando invece lo spazio si riduce, come nel periodo di clausura pandemica, e il viaggio più lungo diventa una passeggiata, non resta che compensare con il tempo cioè viaggiare nel tempo.

Sono anche e forse soprattutto viaggi nel tempo Le quattro passeggiate di Nanni Delbecchi, edite da Aliberti e concepite prima della clausura da covid. Non per niente la parola “tempo” ricorre spesso tra le pagine, le vie e le piazze. E così arrivare in orario a Venezia è impossibile o addirittura “sospetto”, e quando dentro alle mura di Lucca è già buio fuori non è ancora tramontato il sole (per stare alle cose meno metafisiche).

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Lucca, Milano, Roma e Venezia

Lucca, Milano, Roma e Venezia sono le quattro città dove si snodano le passeggiate, fatte di tutte quelle cose di cui sono fatte le passeggiate in generale e quelle letterarie in particolare. Vale a dire ricordi, incontri e digressioni casuali, tracce del passaggio di altri giornalisti/scrittori arrivati prima. Come Giancarlo Fusco a Roma e Alberto Ongaro a Venezia, al quale è dedicato il libro. Più che singole passeggiate sono stratificazioni mnemoniche di passeggiate, rievocazioni di diverse passeggiate o percorsi esistenziali, scritte con quella distanza che semplifica e smussa gli angoli delle cose, con quel disincanto che non toglie ma aggiunge magia narrativa.

Fusco è il mito inarrivabile di molti irregolari che frequentano la terra di mezzo tra le varie facce del mestiere di raccontare storie – giornalismo/letteratura, saggistica/narrativa - preferendo o subendo l'imprevedibilità all'autostrada dell'etichetta definitiva. In un rimando di specchi tra biografia e autobiografia viene raccontato da Delbecchi nel suo lentissimo declino umano e professionale, quando si trasferisce a Roma per scrivere di televisione. Ormai si è spenta la fase brillante della vita notturna milanese, del Giorno e delle altre importanti testate per cui aveva scritto diverse serie di articoli diventati libri come Gli indesiderabili - sui gangster mafiosi rimpatriati dall'America - e Quando l'Italia tollerava, sul mondo dei casini di stato, delle meretrici e dei protettori.

Finire a Roma negli anni '80 per scrivere di televisione poteva essere la giusta nemesi per un personaggio come lui seguito da un alone romantico, tra il passato di pugile, senza tetto e addirittura protettore a Marsiglia, secondo la leggenda. Per certi aspetti mantiene alta la bandiera della scapigliatura solo venendo cacciato per troppi debiti dall'hotel Locarno, ma vicino a una piazza del Popolo ormai avviata a diventare luogo turistico e non più ritrovo artistico.

“La mamma di Sherlock Holmes è sempre incinta”

Delbecchi lavora di atmosfere e rapidi tocchi in un libro felicemente malinconico, leggero e incantato, pervaso d'ironia e battute piuttosto salate come quando, commentando il proliferare del genere giallo/noir in Italia, conclude così: “la mamma di Sherlock Holmes è sempre incinta”. Tra le cose che gli riescono meglio ci sono senza dubbio le osservazioni itineranti, fulminee e condensate in frasi efficaci spesso giocate nello stile del paradosso alla Campanile (Achille). Evidentemente gli riescono naturali come respirare e la passeggiata gliele stimola essendo una forma di meditazione prima ancora che di moto e tantomeno a luogo. Per dirla con Andrea Pinketts ha “il senso della frase”.

A Milano per esempio: “Una sera, tornando da casa di Guido, mi trovai a passare dalle cosiddette Cinque Vie, un crocicchio dove stazionavano certe passeggiatrici così attempate, ma così attempate che il loro poteva essere solo il mestiere più antico del mondo”. Questa avrebbe potuto scriverla anche Fusco.

E anche questa: “La spiavo in lontananza dal mio nascondiglio, e per la prima volta mi resi conto che c'è più eros in un parasole che in una guepière” (qui siamo invece a Lucca, dove Visconti ha girato il suo ultimo film con Laura Antonelli). Ancora su Lucca, dove l'autore è nato per caso (ovvero è stato “adottato dal caso”): “All'ora del crepuscolo questa città misurata e parsimoniosa del suo stesso splendore è percorsa da un breve brivido di felicità, una specie di giovinezza tardiva. E' il momento del passeggio, o struscio, eterna illusione di ogni provincia che qualcosa accada, ma già dopo un'ora la frenesia prende a scemare”.

Su Roma: “Quei lungotevere ciceroniani, eleganti al primo sguardo, ma difficili da tradurre e dunque facili da fraintendere, come i compiti in classe”. Dalla città eterna si congeda con una frase di Fusco, ma in realtà è una bellissima citazione di Émile Zola, da una lettera alla moglie: “Roma questa città straordinaria, dalla luce fiacca, tra gli alberi duri”.

Il libro si conclude a Venezia dove una vincita alla roulette, l'acquisto di una prima edizione autografata del romanzo di Alberto Ongaro “La taverna del Doge Loredan” (nella libreria di un inglese, fortuito compagno di bevute) e l'incontro casuale con Claire, una francese dai capelli rossi, fanno balenare la chiusura possibile del cerchio narrativo iniziato a Lucca con un bacio mancato sulle mura della città.

L'avventura dà al testo una dimensione romanzesca che ricorda il Giuseppe Berto di Anonimo veneziano. Venezia sembra ispirare l'autore più di ogni altro luogo. Diversamente da Lucca, Roma e Milano Delbecchi non vi ha mai vissuto. Ma non per dare credito al famoso luogo comune da casalinga di Voghera (“Venezia è bellissima ma non ci vivrei mai”), quanto per non privarsi del piacere di arrivarci da un altrove, di possederla come un'amante clandestina per abbandonarsi - dopo un labirintico inseguimento di qualcosa e qualcuno tra le calli - a un sonno senza sogni. Perché “sognare a Venezia mi è sempre sembrato uno spreco”.

Nanni Delbecchi, Quattro passeggiate. Lucca-Milano-Roma-Venezia, Compagnia editoriale Aliberti, pagine 215, euro 15,9


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