ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùarredo design

Quattro passi in salotto come fosse lo sbarco sulla Luna

di Sara Deganello


default onloading pic
La lampada Antartic di Sadler per Olev

4' di lettura

Nel 1965 Achille e Pier Giacomo Castiglioni disegnano per Zanotta Allunaggio: una seduta da esterni formata da tre esili gambe in tubo d'acciaio curvato, una base sovradimensionata su cui poggia un sedile in metallo stampato. È una struttura leggera, pensata per fare meno ombra possibile. Eppure con quelle lunghe membra sembra un animale marziano da sbarco, perfetto per l'immaginario di quegli anni in cui la corsa allo spazio tra Stati Uniti e Urss portò i primi a conquistare la Luna, il 20 luglio 1969. Eagle, il modulo lunare pilotato da Neil Armstrong e Buzz Aldrin, atterrò sopra il Mare della Tranquillità con zampe simili. Da parte sua, Allunaggio dei Castiglioni rimase a lungo un prototipo ed entrò in produzione nel 1980.

Lo sbarco sulla Luna ispira il design

Lo sbarco sulla Luna ispira il design

Photogallery9 foto

Visualizza

Anche un altro capostipite del design “lunare” deve la sua origine non direttamente al satellite cantato da Leopardi, ma piuttosto al Jean Valjean in fuga di Victor Hugo dei Miserabili: «È una lampada tipo le cose dei ladri, le lanterne cieche. È nata da un schizzo che ho fatto dopo che Gismondi (fondatore e oggi presidente di Artemide, ndr) me ne aveva parlato, sul retro di un biglietto della metropolitana». A parlare è Vico Magistretti, siamo sempre negli anni intorno al 1965 e l’oggetto in questione è naturalmente Eclisse, best seller di Artemide, oggi in esposizione al Triennale Design Museum: la lampada che porta la luna in una stanza. Si tratta in realtà di tre semisfere, una che fa da base, l'altra fissa e l'ultima che ruota all'interno di essa. Ecco la cifra della genialità: la fonte luminosa può essere oscurata parzialmente o totalmente. L'effetto è davvero quello di un'eclissi, senza la Terra, né il Sole a giocare con le ombre.

Qualche anno dopo venne la Telegono, sempre per Artemide, dove la Luna era per lo più piena, o forse era solo il bulbo luminoso al centro della struttura plastica.

Mondo (2018), a sospensione o da terra, del giovane designer Antonio Facco per il marchio svedese Oblure, è un omaggio dichiarato a Eclisse e al suo maestro: «Offre la possibilità di interazione in modo semplice, intuitivo e analogico», ha raccontato Facco. Certo, la prospettiva qui è capovolta: il globo in questione non è lunare ma terracqueo. E l'effetto mappamondo è una suggestione come un'altra. L'ha provata Marc Sadler con Antartic per Olev (2019): una lampada da tavolo con base in alluminio e diffusore in vetro soffiato sabbiato schiacciato ai poli, trafitta da un perno che permette di modificarne la posizione. Potrebbe averla vista anche Michele De Lucchi nei vasi Empty Cages per Bitossi: il mondo come una gabbia è una visione del miglior Philip K. Dick.

Rimangono nella nostra galassia i contenitori a parete Mida (2019) di Martinelli Venezia per De Castelli: cerchi perfetti con finiture in ferro, rame e ottone che li fanno sembrare corpi celesti. E anche l'AT16 disegnato da Osvaldo Borsani nel 1961, di nuovo in piena space age (rieditato da Tecno nel 2012). Si tratta di un appendiabiti a colonna, girevole e regolabile in altezza, formato da uno stelo in alluminio rivestito in pelle attorno al quale orbitano sfere in legno massello di faggio. Sembrano pianeti, ma sono più di otto.

LEGGI ANCHE / La vera storia del finto sbarco sulla Luna

D’altra parte la stessa Tecno, fondata da Borsani col fratello Fulgenzio nel 1953, con la sua genesi nonché vocazione tecnologica contribuisce a sviluppare prodotti che sembrano usciti dagli uffici della Nasa, come il divano D70 (1954) e la poltrona P40 (1955), progettati da Borsani attorno all'idea del giunto meccanico che determina l'inclinazione dello schienale. Si possono collocare accanto alla Lounge Chair (1956) degli Eames per Vitra o alla poltrona Multichair di Joe Colombo in poliuretano espanso trasformabile grazie a un sistema di cinghie. Non saranno state usate dagli astronauti veri, ma sarebbero state perfette per quelli fittizi in stile 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Un film del 1968, non a caso: di nuovo nel decennio in cui si inseguiva lo spazio e si immaginava il futuro (la bella mostra Stanley Kubrick: The Exhibition al Design Museum di Londra dura fino al 15 settembre, per gli appassionati del caso).

Infine, l'ultima fascinazione che la Luna e lo spazio donano a un'umanità che ormai sogna di andare su Marte è il loro carattere profondamente popolare, pop. Si veda la Cosmic Diner di Diesel Living with Seletti, una collezione di accessori per la tavola che comprende vassoi e piatti a forma di pianeti, Sole e Luna, tazze da caffè coi crateri, zuccheriere con gli anelli, bicchieri meteorite, razzi e lo Starman, l'uomo delle stelle cui già si era affezionato David Bowie: un astronauta in porcellana dolomite presentato per l'occasione dei 50 anni dell'allunaggio in versione dorata. Sono connessi con il cosmo e le costellazioni anche i tappeti di cc-tapis After Party di Garth Roberts e la collezione Night of a Hunter di Rooms Studio. Mentre i Rug Invaders del design lab del marchio evocano l'istanza estrema che viene dallo spazio: l'invasione di un esercito intergalattico.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...