Infrastrutture

Quattro strutture per accelerare i progetti, nomine al via

di G.Sa.

Pnrr, ecco come velocizzare la macchina della Pa

3' di lettura

La scommessa è approvare con tutti i pareri e le autorizzazioni e poi appaltare i grandi progetti strategici di investimento del Pnrr in 6-8 mesi mettendo in parallelo (e non in sequenza come avviene nell’attività ordinaria) il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, quello di valutazione di impatto ambientale, le autorizzazione paesaggistiche, la conferenza di servizi che conclude il processo autorizzativo.

In arrivo la nomina dei componenti delle 4 strutture speciali

Per far funzionare questa corsia veloce prevista dall’articolo 44 del decreto semplificazioni 77/2021 il governo procederà, nelle prossime settimane, alla nomina dei componenti delle quattro strutture speciali create ex novo per gestire questo percorso straordinario: la segreteria tecnica del Pnrr a Palazzo Chigi; il comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici (28 membri più il presidente); la commissione speciale per la valutazione di impatto ambientale dei progetti del Pnrr e del Piano nazionale integrato energia e clima (40 membri); la sovrintendenza unica che interverrà in caso di parere o autorizzazione a un progetto che ricada nella competenza di più sovrintendenze.

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L’avvio dei pilastri del Pnrr

Si comincerà dalla segreteria tecnica di Palazzo Chigi, per cui un Dpcm arriverà appena la Ue ci invierà, in settimana, l’anticipazione di 24,9 miliardi. Mario Draghi ha già pronto il provvedimento che arriverà insieme a quello di costituzione del tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale. Le due strutture sono pilastri del Pnrr e hanno competenza a tutto campo su missioni e progetti del piano. I grandi progetti strategici sono solo parte dei compiti della segreteria tecnica che comunque ha la competenza decisiva di proporre al premier le procedure su cui esercitare i poteri sostitutivi.

La regia dei progetti

Le altre tre strutture sono, invece, di competenza dei ministeri di riferimento, Infrastrutture, Transizione ecologica e Cultura. Le nomine saranno proposte a Draghi dai ministri Giovannini, Cingolani e Franceschini. Si tratta di tre strutture decisive ma quella cui è stato dato un ruolo centrale di regia dei progetti è il nuovissimo Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Interverrà in tutti i passaggi chiave dell’iter approvativo e dovrà proporre soluzioni di mediazione, per esempio qualora vi siano dissensi insuperabili nella conferenza di servizi. Avrà sede presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici ma con il Consiglio condividerà, in effetti, solo il presidente, che guiderà la nuova struttura. Gli altri 28 membri saranno nominati ex novo.

I componenti del Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici

L'articolo 45 del Dl 77 indica nella struttura sei dirigenti di livello dirigenziale, appartenenti uno ciascuno a Palazzo Chigi e ai ministeri delle Infrastrutture, della Transizione ecologica, della Cultura, dell’Interno e dell’Economia (saranno nominati dal presidente del Consiglio d'intesa con il ministro rispettivo); tre rappresentanti designati dalla Conferenza unificata (espressione di Regioni, Province e Comuni); tre rappresentanti designati dagli Ordini di ingegneri, architetti e geologi; tredici esperti scelti fra docenti universitari di «chiara e acclarata competenza»; un magistrato amministrativo con qualifica di consigliere, un consigliere della Corte dei conti e un avvocato dello Stato.I componenti del Comitato speciale potranno avere un'indennità aggiuntiva fino al 15% della retribuzione, con tetto di 35mila euro. Al Comitato speciale si affiancherà una struttura di supporto che svolgerà l’attività istruttoria, composta di dodici dipendenti della Pa in comando o distacco o fuori ruolo e diretta da un dirigente di livello generale.

La Commissione tecnica

La Commissione tecnica per la Via dei progetti Pnrr e Pniec è formata da un massimo di 40 unità, laureati con almeno cinque anni di esperienza professionale e competenze adeguate alla valutazione tecnica, ambientale e paesaggistica. Saranno indviduate tra il personale di ruolo delle Pa statali e regionali, del Cnr, dell’Ispra, dell’Enea e dell’Iss. Saranno messi fuori ruolo, in comando o distacco e svolgeranno attività a tempo pieno. Per le istruttorie tecniche c’è l’Ispra.

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