STATI UNITI

Quegli Etf che investono solo su chi «segue la Bibbia»

di Enrico Marro

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3' di lettura

Mentre in Italia la Conferenza episcopale italiana si sta preparando a lanciare un Etf contro i carburanti fossili, a Wall Street si stanno moltiplicando i “cloni” che investono su strumenti conformi ai «valori della Bibbia», come viene spiegato nei prospetti informativi. L’ultimo è comparso pochi giorni fa, lanciato da una società finanziaria che si chiama Inspire Global Hope e che ha sede a Hollister, una cittadina della California a sud di San Francisco.

Inspire Global Hope ha concordato con la Sec - la Consob statunitense - di escludere espressamente dal paniere dei suoi quattro Etf quotati società in qualsiasi modo legate all’aborto, al gioco d’azzardo, all’alcool, alla pornografia, ai trafficanti di schiavi e agli stili di vita LGBT (sigla che sta per “Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender”). «Abbiamo scoperto che ci sono un sacco di investitori, non solo cristiani ma anche soltanto conservatori, che vogliono sostenere il matrimonio tradizionale», spiega Robert Netzly, ceo di Inspire. «Così abbiamo creato criteri di investimento che rispondono ai valori della Bibbia, per dare a questi risparmiatori dei prodotti che seguano la loro fede e i loro valori».

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Vediamo i quattro Etf più da vicino. L’ultimo nato è stato lanciato il 31 ottobre scorso, si chiama “Inspire 100” (ticker BIBL, non a caso) e investe su grandi aziende esclusivamente statunitensi con almeno 20 miliardi di dollari di capitalizzazione. Le commissioni complessive sono dello 0,61% annuo, ma la società emittente sottolinea che la metà dei profitti viene devoluta a progetti specifici tipo distribuzione di Bibbie, assistenza ai rifugiati siriani, sostegno alle attività di evangelizzazione e così via.

Nella scuderia degli Etf di Inspire ci sono poi il Global Hope (ticker BLES), che a differenza di BIBL investe a livello internazionale, e lo Small/Mid Cap Impact (ticker ISMD), specializzato nelle piccole medie società statunitensi. Entrambi sono stati lanciati a fine febbraio e per ora restano prodotti di nicchia: il primo ha asset gestiti per 45 milioni di dollari e il secondo per meno di 24 milioni. Completa infine l’offerta l’Inspire Corporate Bond Impact Etf (ticker IBD), lanciato in luglio per investire su obbligazioni aziendali statunitensi. Tralasciamo le performance di Borsa perché si tratta di prodotti troppo “giovani” per essere giudicati.

Le vere sorprese però arrivano quando si scorre l’elenco delle azioni su cui investono gli Etf “biblici”. Prendiamo per esempio l’Inspire 100 “BIBL”: per fortuna non ci sono Smith & Wesson, Lockheed Martin e Northrop Grumman, noti produttori di armi da guerra. Però oltre il 2% degli asset dell’Etf è costituito da azioni General Dynamics, ovvero dell’azienda famosa per fabbricare da oltre quarant’anni il caccia multiruolo F16, veterano di ogni conflitto moderno, assieme per esempio al bombardiere F111, largamente utilizzato in Vietnam e nella prima guerra del Golfo.

E c’è chi ha messo in discussione anche altre scelte di investimento. Un esempio? Mentre Apple viene esclusa (il ceo Tim Cook ha dichiarato che l’essere gay, come nel suo caso, è un “dono di Dio”), gli Etf di Inspire Global Hope hanno in portafoglio un sacco di azioni Nvidia, il produttore delle schede grafiche GeForce utilizzate per alcuni dei più violenti videogiochi della storia, come i sanguinari sparatutto in prima persona (FPS). Netzly si difende dicendo che Nvidia fa delle ottime schede grafiche, «e che se ci sono società che le scelgono per creare videogiochi iperviolenti la colpa è dei produttori di giochi, non di quelli dei processori».

In pancia agli Etf di Inspire Global Hope però ci sono anche azioni di aziende biotech che producono integratori di testosterone o fanno ricerca sulle cellule staminali, nonché società private che negli Stati Uniti gestiscono carceri e penitenziari (come Corrections Corporation of America e GEO Group). Sono società portatrici di valori etici che seguono la Bibbia?

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