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Quei Natali della memoria tra guerra e pace

Dopo due anni di pandemia, dal febbraio 2022 il conflitto in Ucraina muove l'attualità internazionale e ci turba la mente. Ma attraverso i secoli il 25 dicembre la Storia si è fatta sentire, dall'incoronazione di Carlo Magno nell'800 in San Pietro alla “piccola pace” tra soldati nemici in trincea nella notte di Natale del 1914: se ne parla in un nuovo libro

di Piero Fornara

(Photograph: Alamy)

4' di lettura

Dopo avere trascorso due anni con la preoccupazione maggiore della pandemia, c'è stata l'invasione russa dell'Ucraina il 24 febbraio e stiamo per arrivare alla fine del 2022 senza una prospettiva concreta di soluzione della guerra. Sia la Russia che gli Stati Uniti ormai sanno che il conflitto dovrà chiudersi con una trattativa diplomatica e non sul campo di battaglia. Ma domenica 11 dicembre Mosca ha respinto l'offerta vaticana di una mediazione, mentre il presidente americano Biden, in una lunga telefonata con Zelensky, ha raccolto solo la «disponibilità» del presidente ucraino a costruire una pace sulle linee e i principi della Carta Onu (quindi resta sospesa la questione della Crimea).

Nella conferenza internazionale di Parigi del 13 dicembre, per gli aiuti di emergenza a Kiev nel settore energetico, consentendo alla popolazione ucraina di superare l'inverno, è stato raccolto un miliardo di euro. Ma intanto da Mosca si torna a citare il possibile uso di armi nucleari e il rischio di uno scontro diretto Nato-Russia, per gli aiuti militari forniti dall’Occidente all'Ucraina. Putin la settimana scorsa ha sì affermato che non ricorrerà per primo al suo arsenale atomico, però ha aggiunto – tra propaganda e retorica – che qualsiasi potenza che attaccherà la Russia con le armi nucleari «sarà cancellata dalla faccia della Terra».

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In Ucraina non ci sarà una tregua d’armi neanche a Natale: «Non è stata ricevuta nessuna proposta in tal senso», ha dichiarato il Cremlino. La notte del 24 dicembre 1914, durante la Prima guerra mondiale, lungo il fronte tra il Belgio e il Nord della Francia, soldati tedeschi, britannici, francesi e belgi, senza essere autorizzati dai loro comandanti, decidono di non spararsi addosso, escono dalle trincee e si incontrano pacificamente «in quei campi di morte abbandonati da Dio, cosparsi di fori, buche e crateri, nella terra di nessuno tra la patria degli uni e degli altri. All’inizio sono poche centinaia, poi diventano alcune migliaia.(…) Una sola sventagliata di mitragliatrice spezzerebbe l'incantesimo, ma nessuno vuole sparare il primo colpo». Sigarette, cioccolato, vino, foto e ricordi vengono condivisi fra un sorriso e un abbraccio, anche se la guerra non è finita e si sta prendendo solo una pausa di nemmeno ventiquattr'ore.

La citazione, poco sopra, è tratta dal libro “Tra guerra e pace – I Natali che hanno fatto la Storia” (fresco di stampa da Interlinea, pagg. 112, € 14). Il volume racconta, con i testi di sette studiosi, alcuni celebri Natali nell'arco di mille e più anni, cominciando dall'incoronazione di Carlo Magno, avvenuta la notte di Natale dell'800 a Roma, quando al termine della Messa celebrata nella basilica di San Pietro, papa Leone III poneva sul capo del re dei Franchi una corona d'oro acclamando «Carolo Augusto piissimo, a Deo coronato magno et pacifico imperatori Romanorum, vita et victoria».

«Stille Nacht» e «Merry Christmas» tra due trincee

La “piccola pace” spontanea e festosa tra soldati nemici, la notte di Natale del 1914, è invece descritta nell'ultimo capitolo del libro, dove si trova l'illustrazione riprodotta in questo articolo, con i soldati tedeschi e britannici, usciti dalle opposte trincee, che si prendono sottobraccio e scambiano i loro copricapi davanti a un mini-albero di Natale (fonte “The Illustrated London News” del 9 gennaio 1915).

Su questo fatto, piuttosto dimenticato dagli storici, nel 2005 era uscito il film “Joyeux Noël” del regista Christian Carion, dove si racconta la vicenda di due cantanti lirici, che si recano sul fronte tedesco per allietare con il loro canto le truppe. Ma dopo la prima strofa di “Stille Nacht” (“Astro del ciel”), dall'altra parte delle barricate, gli scozzesi rispondono accompagnando la canzone con la cornamusa e gli auguri di “Merry Christmas”; poi anche il reggimento francese si unisce per festeggiare la gioia del Natale. A parte i due protagonisti del film (lei è Diane Kruger, lui Benno Fürmann), più o meno così si sono svolti i fatti.

Un'altra storica incoronazione, tornando al nostro libro, è quella di Guglielmo in Conquistatore, duca di Normandia, che nel 1066 sbarca in Inghilterra, sconfigge nella battaglia di Hastings i sassoni (la dinastia regnante nell'isola) e viene incoronato re il giorno di Natale nella chiesa abbaziale di Westminster, consacrata un anno prima. La lingua “d'oïl” dei conquistatori normanni s'impose per un paio di secoli come lingua ufficiale del regno d'Inghilterra, finché non si fuse con quella dei sassoni diventando poi l'inglese moderno.

La Navidad del 1492 di Cristoforo Colombo

Il Natale del 1492 si prospettava tranquillo per Cristoforo Colombo: mare calmo, distanza da terra normale, scogliere coralline numerose e insidiose, ma non erano più una novità. Invece una corrente marina portò la Santa Maria a incagliarsi di prua su una scogliera corallina. La giornata del 25 dicembre venne quindi dedicata al recupero del carico della Santa Maria e al trasferimento dell'Ammiraglio sulla Niña. Già il 26 dicembre, però, Colombo ritiene l'infortunio come un segno della Provvidenza e decide di fondare la colonia della Navidad, primo insediamento europeo in America.

Restiamo Oltreoceano, ma tre secoli più avanti: dicembre 1776, guerra dell'indipendenza americana. La possibilità di un'avanzata britannica attraverso il Delaware era fonte di profonda preoccupazione per George Washington, che si trovava con il suo piccolo esercito dall'altra parte del fiume. Nel medesimo tempo egli pensava però a un contrattacco e aveva confidato il progetto ad alcuni dei suoi ufficiali.

1776, George Washington attraversa il fiume Delaware

La mattina di Natale gli accampamenti americani iniziarono a brulicare di animazione: l'intento era di attraversare nella notte il fiume Delaware e sferrare all'alba del 26 dicembre l'attacco agli inglesi, posizionati a Trenton (capitale del New Jersey, nelle vicinanze di Filadelfia). Il progetto fu quasi sul punto di fallire, perché due delle tre unità militari dei patrioti americani erano state sconfitte dal ghiaccio del fiume, ma con la terza unità il piano andò a buon fine. Washington riuscì ad attraversare il Delaware e riportò a Trenton un'importante vittoria sugli inglesi.

Oltre alle cronache dei Natali di guerra, nel libro c'è anche un capitolo di vera pace nelle pagine del francescano Tommaso da Celano, che testimonia l'iniziativa di San Francesco, mentre si trovava a Greccio sui monti di Rieti, di realizzare il primo presepe vivente della storia cristiana. Era il 25 dicembre 1223, otto secoli fa (meno un anno) e Greccio diventava una sorta di nuova Betlemme.

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