BUROCRAZIA ALL’ITALIANA

Quel pasticciaccio brutto delle dune di Chia. Stop alla colletta per salvarle, erano già demaniali

di Davide Madeddu

2' di lettura

Le dune di Chia, nella Sardegna sud occidentale, sono già demaniali. E gli ambientalisti che avevano fatto “colletta” per “metterle al riparo da eventuali investimenti” non possono acquistarle perché già pubbliche dal 2001. Atto cui, non si sa per quale motivo, non è seguita la trascrizione nei registri pubblici. “Stiamo già provvedendo a contattare coloro che ci hanno sostenuto, per la restituzione di quanto ricevuto – dice Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di Intervento giuridico, l'associazione che ha promosso l'iniziativa – questa operazione finisce qui, ma non calerà l'attenzione verso tutto ciò che avviene nelle nostre coste”. La vicenda è presto spiegata e riguarda le dune di sabbia finissima nella zona di Chia, nel comune di Domus de Maria (nella Sardegna sud occidentale) a una quarantina di chilometri da Cagliari. Un'area definita da “set cinematografico naturale” per la limpidezza dell'acqua e la sabbia finissima. I primi giorni di dicembre l'avvio della mobilitazione da parte dell'associazione ambientalista “Gruppo di intervento giuridico” per acquistare i 4 ettari dell'area dunosa che si spinge sino allo specchio d'acqua antistante l'isola di Su Giudeu.

Il 19 dicembre, davanti a un notaio di Cagliari, la firma del preliminare di vendita con il pagamento dei 30mila euro quale anticipo dei centomila euro complessivi. Poi la raccolta fondi per completare l'operazione. Nel conto aperto dall'associazione con la causale “Dune e spiaggia di Chia” arrivano 80 mila euro. Nel frattempo l'amministrazione comunale di Domus de Maria fa sapere che le dune non possono essere vendute e neppure acquistate perché demaniali e, in corso ci sarebbe anche un progetto di valorizzazione. Il resto è cronaca dei giorni scorsi. “In previsione della stipula del contratto definitivo di compravendita – argomenta Deliperi - oltre le visure notarili previste per legge e che certificavano la regolarità dell'operazione abbiamo effettuato un accesso agli atti alla Capitaneria di Porto di Cagliari e all'Agenzia del Demanio”. Risultato? “Sull'area c'è un provvedimento di delimitazione demaniale del 2001(il numero 2018/2001 del 14 febbraio 2001approvato con Decreto Direttoriale n. 3021 del 27 dicembre 2001), che include l'area dunale nel demanio marittimo”. A creare l'inconveniente un fatto: “Il provvedimento, non si sa per quale motivo, non è mai stato reso pubblico, ossia non è mai stato trascritto nei registri immobiliari né accatastato (tuttora risultano otto proprietari privati) – prosegue Deliperi - e, soprattutto, non è mai stato riportato nel sistema informativo SID – Il Portale del Mare, il registro ufficiale del demanio marittimo. Non solo, la procedura non ha mai coinvolto alcuni proprietari che potrebbero fare ricorso”. Nulla da fare quindi per l'acquisto della spiaggia. “Non concludiamo l'operazione e diffidiamo il promissario venditore per risolvere la questione con le autorità demaniali. Abbiamo avviato le procedure per la restituzione dei soldi, anche se parecchi hanno deciso di lasciare la cifra all'associazione per sostenere il nostro impegno in difesa dell'ambiente”. Perché la rinuncia riguarda solo l'acquisto. “Naturalmente continueremo a occuparci della tutela delle coste e dell'area. E' chiaro che saremo sempre pronti a intervenire quando ci saranno situazioni che potrebbero compromettere l'ambiente e il patrimonio di tutti”. .

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