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Quel ponte che lega educazione e imprese

di Daniela Russo


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2' di lettura

Le conseguenze della rivoluzione 4.0 non sono destinate a trasformare solo l’industria manifatturiera. Anche il mondo dell’educazione è chiamato a raccogliere sfide relative a competenze e accesso a tecnologie capaci di favorire l’incontro tra docenti e alunni. Tra il 2005 e il 2016 la spesa pubblica dei Paesi Ocse dedicata all’istruzione è cresciuta in media del 18 per cento. Per l’Onu il diritto all’istruzione di qualità è il quarto degli obiettivi da raggiungere entro il 2030: oggi 1 bambino su 5 tra i 6 e i 17 anni non va a scuola. Per raggiungere questo goal, però, le stime del Palazzo di Vetro prevedono la necessità di investimenti pari a 190 miliardi di dollari l’anno. All’istruzione di base è fondamentale affiancare percorsi dedicati a materie strategiche come economia e impresa.

Va in questa direzione il lavoro svolto in 122 Paesi dai 450mila volontari d’azienda della rete Junior Achievement (JA), organizzazione non profit internazionale dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola. Per il presidente di JA Italia, Antonio Perdichizzi, l’obiettivo dei prossimi 5 anni sarà «raggiungere con i nostri progetti il 7% della popolazione in età scolare, che in Italia significa 500mila studenti e studentesse. Vogliamo fare la differenza ed essere sempre più incisivi nel ridurre la dispersione scolastica e il gap tra scuola e mondo lavorativo». Tra le iniziative principali portate avanti da Junior Achivement c’è il programma di educazione imprenditoriale “Impresa in Azione”, che lo scorso anno ha coinvolto 692 classi, per un totale di quasi 14.000 ragazze e ragazzi delle scuole suoriori che hanno sviluppato il proprio progetto imprenditoriale, grazie al supporto di aziende con Citi , Credit Suisse , JPMorgan, ABB.

Dall’analisi di Human Foundation finalizzata a comprendere l’impatto sociale del programma è emerso che il ritorno dell’investimento è pari a 4,30 euro per ogni euro speso per gli studenti e a 2,46 euro per i volontari. Per il 74% dei ragazzi, il programma è uno stimolo a proseguire gli studi dopo il diploma e nel 59% dei casi uno strumento per accrescere le competenze finanziarie di base. L’approccio educativo promosso da JA Italia si basa su un modello progressivo che accompagna i ragazzi dalle scuole materne all’Università.

In Italia il 12,5% di bambini e ragazzi vive in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro, quasi 1 su 3 non usa internet e più del 40% non fa sport. Con Prioritalia, JA Italia ha dato vita a Kidsville, progetto di educazione alla cittadinanza responsabile dedicato ai bambini tra i 5 e i 7 anni. Crescere che Impresa!, invece, è il programma didattico gratuito di educazione imprenditoriale e alfabetizzazione finanziaria per i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, realizzato con il Gruppo Mediobanca (nel 2019 quasi 9mila studenti coinvolti) .

Tra le numerose attività dell’organizzazione, anche il ruolo di partner tecnico per l’autoimprenditorialità di Green Jobs: progetto nato da Fondazione Cariplo, che oggi coinvolge altre 8 Fondazioni di origine bancaria aderenti all’ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo delle competenze trasversali sempre più richieste dalla green economy.

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