IN DUE TRUST CUSTODITI 700 MILIONI

Quel tesoretto della famiglia Riva che non finirà nelle casse dell'Ilva

di Angelo Mincuzzi

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Non finirà tutto all'Ilva il tesoretto della famiglia Riva custodito nei trust dell'isola di Jersey. Dopo l'accordo che ha spianato la strada al patteggiamento di Adriano Riva con la prossima consegna alle autorità italiane di 1,3 miliardi di euro offshore scoperti dalla Guardia di Finanza di Milano, infatti, altri 700 milioni di euro parcheggiati in trust della Nuova Zelanda e delle Bahamas, ma gestiti ancora una volta a Jersey, resteranno nelle tasche della famiglia degli imprenditori siderurgici ex proprietari dell'Ilva.

Arrivati in Italia i primi milioni
Intanto i primi 70 milioni della famiglia custoditi nei trust dell'isola di Jersey e destinati al risanamento ambientale dell'Ilva di Taranto sono già arrivati in Italia. Per gli altri bisognerà attendere mercoledì 31 maggio, quando il Tribunale federale di Losanna dovrebbe dare l'ok definitivo al rientro degli 1,3 miliardi di euro bloccati su un conto dell'Ubs di Zurigo.

Loading...

In seguito all'accordo transattivo firmato da Adriano Riva in uno studio legale di Milano il 24 maggio, i soldi rintracciati nel 2013 dagli uomini del Gruppo investigativo criminalità economico-finanziaria del Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, saranno finalmente depositati sul conto del Fondo unico giustizia (Fug) per essere impegnati nella sottoscrizione di obbligazioni emesse dall'Ilva in amministrazione straordinaria. La vicenda dei soldi, dunque, si dovrebbe concludere definitivamente in questo modo, dopo il patteggiamento a due anni e mezzo per Adriano Riva ratificato lo stesso 24 maggio dal gup di Milano, Chiara Valori.

I trust in Nuova Zelanda e alle Bahamas
Ma dopo l'esborso miliardario, la famiglia Riva non rimarrà a secco. Un tesoretto di circa 700 milioni custodito in trust della Nuova Zelanda e delle Bahamas resterà a loro disposizione amministrato da un trustee dell'isola di Jersey, la Dipendenza della Corona britannica nel Canale della Manica a pochi chilometri dalla costa francese.

Chiuse le indagini sulle presunte distrazioni ai danni dell'Ilva che avrebbero consentito alla famiglia Riva di accumulare gli 1,3 miliardi in otto trust di Jersey, la procura di Milano non sarebbe riuscita a dimostrare la presunta origine illecita degli altri 700 milioni di euro scoperti quattro anni fa.
Quei soldi resteranno, dunque, nella disponibilità della famiglia Riva. Spetterà semmai alle autorità di Jersey stabilire quali decisioni assumere dopo che l'esistenza di quei fondi era stata segnalata nel 2013 dalla Guardia di Finanza alle stesse autorità dell'isola britannica.

Da Curacao a Taranto
I militari delle Fiamme Gialle e il sostituto procuratore di Milano, Stefano Civardi, avevano ricostruito nelle loro indagini la complessa architettura societaria attraverso la quale la famiglia Riva possedeva il primo gruppo siderurgico europeo. Al vertice c'era la Luxpack, una società con un capitale sociale di soli seimila dollari domiciliata a Curaçao, paradiso fiscale delle ex Antille Olandesi. Ma la Luxpack era a sua volta posseduta da un trust con sede a Jersey, il Master Trust.

La catena di controllo dell'Ilva, però, non si fermava lì. I beneficiari economici del Master Trust erano infatti altri otto trust (tutti di Jersey) i cui beneficial owner erano i figli di Emilio e Adriano Riva. Insomma, la proprietà dell'Ilva risultava schermata da sette società o trust collocati rispettivamente in Italia, Lussemburgo, Olanda, Curaçao e Jersey.

Proseguendo nell'indagine, gli investigatori avevano poi scoperto altri due trust alle Bahamas e in Nuova Zelanda, entrambi riconducibili alla famiglia Riva. Custoditi nei trust c'erano i 700 milioni di euro, sui quali però non ci sono prove sufficienti per ipotizzarne l'origine illecita. E quei soldi resteranno, così, nelle tasche dei Riva.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti