ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùparadossi di mercato

Quelle relazioni pericolose fra tassi e frenata economica

Fra l'inversione della curva dei tassi Usa e la recessione passano in media 12 mesi

di Maximilian Cellino


Pil ai minimi dal 2012, spettro recessione sulla Brexit

3' di lettura

Ormai le chiamano «curve pericolose», perché quando si sviluppano lungo traiettorie anomale risultano poi spesso profezia di sciagure. Le curve in questione sono quelle dei rendimenti dei titoli di Stato, cioè quelle disegnate mettendo in relazione i tassi di interesse pagati con la durata residua del debito, e che di norma mostrano un’inclinazione positiva: a scadenze più lontane nel tempo si collegano valori più elevati da corrispondere ai creditori. L’anomalia rappresentata da una curva inclinata negativamente o «invertita» non è poi così infrequente e si accompagna a un segnale nefasto, quello di una recessione in arrivo.

L’INVERSIONE DELLA CURVA DEI RENDIMENTI

La correlazione storica tra l'inversione della curva dei rendimenti e le recessioni Usa (Fonte: Bloomberg, Investec Asset Management)

L’INVERSIONE DELLA CURVA DEI RENDIMENTI

Ieri campanelli di allarme del genere sono per la verità risuonati più di uno, perché negli Stati Uniti il tasso dei Treasury a 10 anni è sceso sotto quello a 2 anni per la prima volta dal 2007, e altrettanto è accaduto in Gran Bretagna. Non si tratta per la verità di una primizia assoluta, perché almeno per la principale economia mondiale l’inversione era già avvenuta almeno 5 mesi fa, lo scorso marzo, quando il decennale era già scivolato su un livello inferiore al tasso a 3 mesi. Quello di ieri è semplicemente un indizio più forte che possa far presagire la temuta frenata dell’economia.

Un indizio però, non necessariamente una prova, perché gli ottimisti a oltranza fanno notare che l’inversione della curva dei tassi è sì una condizione necessaria affinché si verifichi una recessione, ma non è al tempo stesso sufficiente. Riferendosi agli Stati Uniti, per esempio, falsi segnali si sono verificati all’inizio del 1988 (quando però la curva si era tecnicamente invertita per un lasso di tempo minimo, meno di tre sedute) e tornando ancora indietro nel tempo nel 1966. Ciò non toglie però che le ultime sette recessioni a stelle e strisce siano state effettivamente precedute dal comportamento anomalo dei tassi di interesse sul debito sovrano.

LEGGI ANCHE / La Fed e il taglio dei tassi: l'impatto su titoli di Stato e corporate bond

Il problema successivo è capire di quanto tempo poi la frenata dell’economia segua il grido d’allarme lanciato dalle curve dei rendimenti, e qui le cose possono cambiare in misura notevole. «Negli ultimi 50 anni l’intervallo di tempo tra il sorgere del segnale e la successiva recessione è stato in media di un anno, ma può variare dai 6 ai 22 mesi», spiega Alex Holroyd-Jones, analista del team Multi-Asset di Investec Am, facendo inoltre notare che non necessariamente la curva è poi rimasta invertita fino al momento in cui la crisi economica si è di fatto poi manifestata.

Nei tre ultimi casi - 1990, 2001 e 2007 - la curva è infatti passata dall’inversione a una nuova rotazione in territorio positivo prima dell’inizio della recessione stessa. E si tratta di tre situazioni rilevanti, non soltanto perché sono le più recenti, ma soprattutto «perchè - nota Holroyd-Jones - la Federal Reserve utilizza i tassi di interesse direttamente come strumento di politica monetaria soltanto dal 1982». Per quanto possa essere forse controintuitiva, la circostanza che la curva dei tassi debba assumere di nuovo la forma «normale» prima del manifestarsi della recessione è anche giustificabile dal punto di vista dei mercati. «Questo comportamento può essere spiegato in base al fatto che gli investitori iniziano a prezzare il taglio dei tassi da parte della Fed, azione che in effetti è avvenuta prima dell’inizio della recessione in tutte e tre le occasioni», puntualizza infatti l’analista.

LEGGI ANCHE / BTp contromano. In Ue titoli di Stato a tassi negativi, in Italia aumentano

A sua volta il successivo irripidimento della curva dei tassi è un evento che approssima di più l’inizio della recessione, che negli Stati Uniti ha seguito questo fenomeno di poco più di sei mesi nel 1990 e nel 2007 e addirittura soltanto di dieci giorni in occasione della crisi del 2001. E anche se uno statistico rabbrividirebbe nel tenere in considerazione un campione così ristretto (per fortuna le recessioni non sono eventi poi così frequenti) occorre in ogni caso attendere un ulteriore passaggio prima di vedere avverate le temute profezie di sciagura.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...