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Queste startup cambieranno il mondo nel corso del 2019

di Gianni Rusconi


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2' di lettura

A detta di Josh Wolfe, co-fondatore e managing partner del VC americano Lux Capital, «il divario fra ciò che un tempo si immaginava e ciò che oggi diventa reale si sta riducendo». In altre parole, l’impatto delle startup tecnologiche sulla società è destinato ad aumentare, e lo conferma la mappa dei «game changer» per il 2019 elaborata da CB Insights, che ha identificato le nuove aziende innovative con il potenziale per trasformare in meglio le economie di tutto il pianeta. Una dozzina le categorie messe sotto osservazione – dal computing quantistico all’intelligenza artificiale applicata alla medicina o all’Internet degli oggetti, dai veicoli autonomi e cognitivi agli edifici intelligenti a impatto zero – e 36 le startup accreditate del «titolo» di poter cambiare il mondo. Ben 28 di queste sono nate o hanno trasferito la loro sede negli Stati Uniti; le rimanenti otto appartengono a Canada (tre), Israele (due), India, Regno Unito e Paesi Bassi.

Oltre 190, invece, gli investitori che hanno sostenuto nel corso del 2018 i «game changer»: i più attivi sono Lux Capital e il fondatore di Microsoft, Bill Gates, (con almeno tre operazioni ciascuno), mentre 14 soggetti hanno finanziato più di una startup. La raccolta di capitali stimata negli ultimi dodici mesi si aggira intorno ai 500 milioni di dollari (distribuiti in una trentina di deal) mentre sfiora il miliardo il founding complessivo dal 2014 a oggi.

Fra quelle a nostro giudizio più interessanti, la canadese Xanadu sta sviluppando sistemi di calcolo fotonici (basati quindi sulla luce) per applicazioni in campo chimico, finanziario e farmaceutico mentre un’altra startup con sede a Ontario, Qindom, sta applicando il quantum computing ad algoritmi e modelli di intelligenza artificiale che potrebbero migliorare le previsioni sulle tendenze di mercato, la gestione del rischio, l’ottimizzazione della logistica e altro ancora.

In ambito AI lavorano anche le californiane Syntiant, che utilizza semiconduttori a bassa potenza per spostare il processo di apprendimento della macchina dal cloud al dispositivo periferico, e Kneron, attiva sulle reti neurali per aumentare le prestazioni di calcolo a basso consumo energetico per il riconoscimento di emozioni e comportamenti e la sorveglianza intelligente.

Sul fronte della cybersecurity operano invece la texana New Knowledge e l’israeliana AdVerif.ai. La prima è specializzata nella protezione da campagne di disinformazione coordinate a danno di marchi altamente visibili, la seconda sfrutta le capacità dell’intelligenza artificiale per verificare in modo accurato i contenuti per inserzionisti, editori e network pubblicitari.

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